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Accenture: pensare in green

A pochi passi dai luoghi della “movida” milanese di corso Como e dalla Stazione di Porta Garibaldi, Accenture, società globale di consulenza, servizi tecnologici e outsourcing, ha deciso di trasferire la propria sede milanese in una zona centrale della città, in controtendenza rispetto all’abitudine ormai consolidata di molte multinazionali, che preferiscono spostarsi in periferia o addirittura nell’hinterland per sfruttare spazi maggiori e più flessibili. Una scelta non casuale, bensì strettamente legata alla politica adottata dall’azienda  nei confronti delle trasferte e della mobilità dei dipendenti.
I responsabili che ci accolgono, ci accompagnano in un piccolo tour guidato della struttura: tutti gli spazi sono stati accuratamente studiati, nella forma e nello stile, per soddisfare il modello di lavoro del ventunesimo secolo. Meno scrivanie tradizionali, molti spazi comuni per i dipendenti e per i clienti e, soprattutto, tanta tecnologia all’avanguardia.

Un “green building” a misura di ambiente
L’edificio è stato ristrutturato a tempo di record, come ci racconta Alvaro Brognara, Procurement Lead di Accenture: «Abbiamo letteralmente svuotato l’intero palazzo, lasciando solo le pareti esterne, e in soli dieci mesi siamo stati in grado di consegnare la nuova sede ai nostri colleghi». L’edificio è stato concepito come “green building”, perché progettato a misura d’ambiente in termini energetici, impiantistici, manutentivi e di sicurezza; anche l’energia che lo alimenta è pulita, perché fornita da un produttore che la ricava solo da fonti rinnovabili. Scopriamo, inoltre, che molti dipendenti hanno preso l’abitudine di venire al lavoro in bicicletta, dato che nella nuova sede è stato allestito un parcheggio attrezzato.
Il riposizionamento delle sedi in luoghi facili da raggiungere e al centro di importanti nodi dei trasporti come Milano Porta Garibaldi e Roma Tiburtina è stata una scelta dettata da precise esigenze legate alla mobilità, ci spiega Rodolfo Landini, direttore Servizi Centrali: «È il mercato che ce lo chiede, a fronte di una riduzione generalizzata dei costi che viene richiesta dai clienti. Nonostante l’impiego delle tecnologie di comunicazione, sarà sempre necessario muoversi, entro una certa misura, per raggiungere i clienti nelle loro sedi e quindi consideriamo fondamentale la scelta di riposizionamento delle sedi». Landini è anche responsabile della funzione di Human Capital & Diversity, ruolo che gli permette di agire contemporaneamente su tre aspetti: l’organizzazione dei servizi, la motivazione delle persone e la riduzione dei costi, utilizzando la leva del Procurement, che fa parte anch’esso della funzione Servizi Centrali. Inoltre, come sottolinea Landini, «anche la mia organizzazione di cui fanno parte cinquecento persone deve rispettare un target di riduzione dei costi ed essere coerente con le nostre politiche di sostenibilità. Per esempio, per quanto riguarda il business travel quest’anno abbiamo un obiettivo di riduzione del 7,5%, del tutto simile a quello dato alle altre funzioni, ed è già il terzo anno consecutivo di riduzione, a vantaggio dell’economia e della sostenibilità».

Lavoro in remoto: una scelta che premia
La filosofia di business travel è basata su un assunto molto chiaro: premiare il lavoro in remoto, cioè tra i diversi uffici di Accenture nel mondo. Per rendere efficace questo obiettivo, sono stati fatti massicci investimenti nell’infrastruttura di comunicazione, a partire dall’imponente impianto di telepresence, installato sia a Milano che a Roma. Nulla a che vedere con la tradizionale videoconferenza, questa tecnologia rende possibile la presenza virtuale degli interlocutori nella stessa sala, con un realismo impressionante: «Quando ci colleghiamo, sembra quasi di poter toccare i nostri colleghi che sono seduti dall’altra parte del tavolo» sottolinea Brognara, mentre ci mostra l’impianto.
Per abilitare un numero sempre maggiore di persone a lavorare in remoto, anche i più tradizionali impianti di videoconferenza non vengono trascurati: per esempio, le sedi di Mosca, Varsavia, Praga e Abu Dhabi sono state recentemente allestite con questi apparati, consentendo una notevole riduzione dei viaggi verso quelle destinazioni in forte crescita per l’attività di Accenture.
Fatto questo, sono stati istituiti controlli stringenti sui voli e sulle relative autorizzazioni. Per esempio, il Direttore Servizi Centrali deve autorizzare personalmente i cinque responsabili delle funzioni e  riceve mensilmente un exception report riguardante i viaggi dei loro riporti, e relativo a tutti quegli spostamenti che presentano dei parametri fuori standard. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo i viaggi non strettamente necessari, ossia quelli che non hanno come scopo la visita di un cliente, ma le riunioni interne: una tipologia di spese travel che riguarda principalmente il personale amministrativo.

Il concetto di lavoro basato sulla riduzione degli spostamenti è stato applicato anche al commuting dei dipendenti, il tragitto casa-lavoro, attraverso la formalizzazione di due modelli: il remote working e lo smart work program. Non si tratta di telelavoro, ma della possibilità di gestire la presenza in ufficio in maniera più flessibile, consentendo ai dipendenti che lo desiderano (e solo a quelli, previa firma di un apposito accordo aziendale), di lavorare in remoto per un massimo di due giorni alla settimana. Questa limitazione  «consente di avere un giusto equilibrio tra “I” e “we”, cioè tra il lavoro individuale e quello in team», precisa Landini. La novità ha comportato la necessità di apprendere un nuovo modo d’interagire in remoto con la sede, che i dipendenti hanno imparato velocemente, a fronte di un netto miglioramento dell’equilibrio casa-lavoro (riduzione del pendolarismo, maggiore flessibilità) e della libertà di aderire o meno a questa modalità di lavoro. Per quanto riguarda l’azienda, i vantaggi sono altrettanto evidenti: nelle funzioni amministrative (quelle più interessate perché i consulenti lavoravano già in remoto e presso clienti) ben 400 dipendenti su 500 vi hanno aderito, consentendo un riduzione degli spazi del 15%, ovvero l’eliminazione di 60 postazioni fisse su 400, grazie all’adozione delle postazioni a rotazione. Cellulare, pc portatile e chiavetta per connettersi a Internet, tutti pagati dall’azienda, completano la dotazione necessaria per il remote working.

Programma smart work
Il programma smart work, l’altro tassello che su cui poggia il modello di lavoro in remoto, consiste nell’indirizzare i consulenti, che lavorano abitualmente presso clienti lontani dalle sedi della società, verso una riduzione dei giorni di trasferta, attraverso l’uso delle tecnologie e una valutazione, da parte del manager, del corretto mix tra lavoro in trasferta e quello che può essere svolto da casa o dagli uffici di Accenture.
In una società di consulenza, le conseguenze della riduzione delle spese di travel del personale che opera sui clienti hanno un effetto diretto sul business, perché riducono i costi legati al singolo progetto, aumentandone i margini e la competitività. Si tratta di costi di una certa importanza, visto che quando qualcuno si muove, oltre al costo del viaggio, c’è anche quello dell’hotel, del ristorante, e così via. Inoltre, quando i clienti sono insediati in grandi città come Roma e Milano, è difficile che accettino di vedersi caricati i costi di trasferta del consulente e quindi è importante che la sede di Accenture sia localizzata in zone da cui è facile raggiungere il resto della città con mezzi pubblici efficienti e confortevoli.

Treno ad alta velocità
Questa scelta ha consentito, tra altro, anche la razionalizzazione delle trasferte tra grandi città, come Milano e Roma, attraverso la massimizzazione dell’utilizzo del treno ad alta velocità, che ha portato vantaggi in termini di riduzione delle emissioni, azzeramento dei tempi “morti” di attesa e di trasferimento (centro-aeroporto), maggior comodità ed efficienza del viaggio, risparmi. Rodolfo Landini è più preciso in merito: «grazie alle politiche di riduzione del travel, il volato tra Milano e Roma si è ridotto del 30%, mentre l’uso del treno è aumentato del 13%, segno che una percentuale importante di viaggi è stata eliminata grazie anche alla tecnologia».
I risultati ottenuti sono stati così incoraggianti che l’azienda vuole proseguire su questa strada, raddoppiando la telepresence con un secondo impianto a Milano ed estendendo il remote working anche ai Delivery Center, un’ampia rete di centri tecnologici che offrono un supporto costante dell’operatività e dell’efficienza dei servizi offerti ai clienti..
Insomma, il modello chiamato internamente “Workplace 2.0” ha consentito di ottenere risparmi economici, riduzione delle emissioni e maggior soddisfazione dei dipendenti, abilitandoli all’utilizzo di tecnologie di comunicazione all’avanguardia e veramente efficaci.

Le nostre schede
Gruppo Accenture in Italia
Attività: consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing
Struttura: 7 società operative e 4 centri d’innovazione per lo sviluppo di soluzioni avanzate
Settori: Communications & High Tech, Financial Services, Products, Health & Public Service, Resources
Fatturato:  973 milioni di euro
Risorse umane: oltre 9500 professionisti
Sedi principali: Milano, Roma, Torino e Napoli, oltre a diversi uffici in Italia
Sito Internet: www.accenture.it

Testo di Mauro Serena, Mission n. 3, maggio 2011

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