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Aggiornamento Brexit, i rischi secondo Airbus

Aggiornamento Brexit. Si lavora sotto traccia per l’uscita dalla Ue della Regno Unito, anche se una valutazione dei rischi pubblicata da Airbus (vedila qui), ha riportano all’attenzione dei più i rischi di una rottura senza accordi tra le due parti. Il 29 marzo 2019 il Regno Unito lascerà infatti l’Unione Europea e alcuni funzionari statali, tra cui David Davis, il Segretario di Stato che si occupa del processo di Brexit, ha delineato tre scenari alternativi: “uno leggero, uno duro e un altro definito da Armageddon”. Una fonte del Sunday Times ha sottolineato che già nel “secondo scenario, che non è nemmeno il peggiore, il porto di Dover crollerà già il primo giorno: i supermercati della Cornovaglia e della Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali finiranno i medicinali entro due settimane”. Uno scenario apocalittico che potrebbe interessare anche l’economia del paese. Come appunto precisato da Airbus.

Aggiornamento Brexit, i rischi secondo Airbus, che potrebbe lasciare il Regno Unito

Lo studio sulla valutazione dei rischi di Airbus è un nuovo aggiornamento Brexit, dove si sottolinea che se il Regno Unito uscirà dall’UE senza un alcuna transizione concordata, questo scenario comporterebbe gravi perturbazioni e interruzioni della produzione nel paese. Il che costringerebbe il costruttore europeo a riconsiderare seriamente i suoi investimenti nel Regno Unito andando a colpire l’industria aerospaziale nazionale, oggi competitiva e innovativa, che ha creato nel tempo posti di lavoro e competenze di alto valore.
Secondo Airbus l’attuale transizione prevista che si concluderà nel dicembre 2020 è troppo breve: “in ogni scenario di Brexit vi saranno gravi conseguenze negative per l’industria aerospaziale del Regno Unito e per Airbus in particolare. Abbiamo cercato di evidenziare le nostre preoccupazioni negli ultimi 12 mesi, ma senza successo” ha commentato Tom Williams, Chief Operating Officer di Airbus Commercial Aircraft.

Airbus ha quattro importanti impianti di progettazione e produzione nel Regno Unito, con 14 mila dipendenti in 25 siti, e i propri dipendenti fanno ben 80mila viaggi d’affari tra il Regno Unito e l’UE ogi anno, tra cui 1.900 expat per ragioni di lavoro. Sono ben 110 mila i posti di lavoro che Airbus assicura nella catena di fornitura nel paese, dove conta ben 4 mila provider, con un ‘iter di produzione, spedizione e consegna ben oliato che, con Brexit, bisognerebbe rivedere in toto.

Un portavoce del Dipartimento che si occupa delle trattative sull’uscita del paese dall’Ue ha confermato l’esistenza di discussioni e confronti sui diversi scenari, ma ha anche specificato come le affermazioni relative a una possibile armageddon per Brexit sono “completamente false”. “Una quantità significativa di lavoro e di processi decisionali relativi a una situazione “senza accordi”, specialmente in relazione ai porti, sono già in stato avanzato e sappiamo che non vi sarà nessun giorno del giudizio”, ha riferito il portavoce. Anche se 100 mila posti in meno in un’industria di valore come quella aerospaziale non sarà un armageddon ma qualcosa che ci si avvicina molto…

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