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Alitalia: ne rimarrà solo uno (forse). Sì del Cda al piano

Dal Cda di Alitalia di ieri un passo in avanti verso l’applicazione del nuovo piano industriale, con Luca Cordero di Montezemolo, che rimarrà nel consiglio ma non più con il ruolo di presidente, che dovrebbe occupare (come da noi già anticipato) Luigi Gubitosi, cooptato ieri nel consiglio in sostituzione di Roberto Colaninno e che diventerà presto presidente esecutivo.

Ricordiamo che probabilmente sarebbe stato proprio Montezemolo a dicembre ad aver un ruolo importante nella riattivazione delle linee di credito da parte di Intesa San Paolo e Unicredit e al finanziamento di Etihad, evitando il fallimento della compagnia. Intervento che dovrà esser duplicato a breve, come indicato anche dal piano. Che sarà presentato oggi al governo e successivamente alle organizzazioni sindacali con cui trovare un accordo sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro. Accordo a cui è legato il finanziamento del piano da parte degli azionisti.

Con il sì del Cda al piano anche l’entrata di Gubitosi ai vertici

Gubitosi è già volato ad Abu Dhabi per incontrare Ahmad Ali Al Sayegh e incassare il sostegno di Etihad, visto che è uomo delle banche, e avrebbe chiesto importanti deleghe per sedersi sulla bollente poltrona della presidenza di Alitalia; dalla finanza e il controllo al personale., ridimensionando così il ruolo di  Cramer Ball, che continuerà a occuparsi di operations e di commerciale.

Il Sì del Cda al piano prevede un ritorno all’utile nel 2019 con segnali positivi già nel secondo semestre 2018. Risultato basato su un obiettivo al 2019 di 3,7 miliardi di ricavi e un taglio di 370 milioni dei costi che, quest’anno, dovrebbero scendere già di 180-190 milioni e in totale un miliardo in tre anni. Come anticipato dal Wall Street Journal che, nei giorni scorsi, ha scritto che: “A meno di tre anni dal salvataggio di Alitalia da parte di Etihad Airways, la compagnia aerea italiana è ancora una volta sull’orlo del fallimento”.

Quattro i “pilastri” su cui si fonda il piano industriale di rilancio della Compagnia: rivisitazione del modello di business; riduzione dei costi e incremento della produttività; ottimizzazione del network di collegamenti e delle partnership; nuove iniziative commerciali attraverso soluzioni tecnologiche già disponibili.

“Con l’approvazione della seconda fase del piano industriale, possiamo accelerare il rilancio di Alitalia. Nella prima fase, abbiamo ricostruito il brand e fatto importanti investimenti nella formazione del personale e nelle nuove tecnologie; progressi che ci permetteranno ora di proseguire lungo il percorso necessario di profondo cambiamento” ha commentato Ball nel comunicato post-Cda pubblicato dal vettore.
“L’industria del trasporto aereo” ha aggiunto l’Ad.”è in continua evoluzione ed è caratterizzata da una concorrenza spietata: solo un cambiamento radicale potrà ridare un futuro alla nostra Compagnia. Per questo dobbiamo trasformarci in un’azienda dinamica, che possa attrarre il maggior numero possibile di clienti, compresi quelli ormai abituati alle offerte dei vettori low cost. Sono fiducioso che la prossima fase del piano industriale rappresenterà il passo indispensabile di cui abbiamo bisogno, a condizione che tutte le parti interessate facciano la loro parte”.

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda attende di vedere il piano prima di esprimere un giudizio: “Io vedo prima il piano è poi, in caso, mi preoccupo”.

 

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