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Alitalia nel mirino della GdF per la gestione Etihad. Tornerà pubblica?

Alitalia nel mirino della GdF per la gestione Etihad, anche se sempre di più soffia forte il “partito” della ri-nazionalizzazione. Dopo i conti migliorati, ma ancora in rosso, e finalmente pubblici (leggi qui), e il tentativo, anche qui finalmente!, di spingere sul lungo raggio (leggi qui), il futuro di Alitalia sembra infatti sempre più virare verso un ritorno in seno alla grande madre pubblica, almeno a leggere le intenzioni degli esponenti del nuovo governo Conte. Esecutivo che dovrà prendere spunto nelle sue decisioni sulla querelle Alitalia dal contratto di governo firmato da 5Stelle e Lega (leggilo qui). “Alitalia può perfettamente resistere da sola senza doversi rivolgere ai partner europei” hanno osservato i leader dei due partiti  Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che hanno individuato il problema del vettore negli “innumerevoli errori di gestione degli ultimi anni”. Innumerevoli errori che hanno costellato anche la gestione, almeno così pare di Etihad, per la quale addirittura la procura di Civitavecchia ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta, in seguito alla sentenza dello stato d’insolvenza della compagnia emessa dal tribunale della cittadina laziale. E perciò di recente ha inviato la Guardi di Finanza nella sede di Alitalia a Fiumicino, per acquisire i documenti relativi alla gestione precedente all’amministrazione straordinaria.

Alitalia nel mirino della GdF per la gestione Etihad. Gestione che si porta dietro l’accordo con Sabre

Tra le decisioni che non piacciono ai Commissari di oggi della “vecchia” gestione anche la scelta di passare da Arco a Sabre, sistema “caro e insoddisfacente dal punto di vista delle prestazioni” dice Luigi Gubitosi, al Sole-24 Ore da cui si apprende come anche qui la commissariata Alitalia vuole ridurre il costo del contratto con il Gds o addirittura di cancellarlo, visto che, pare, un contratto con Ibm sia “già stato rinegoziato”.

Il ministro uscente Carlo Calenda invece non vede come Alitalia possa tornare pubblica, visto che  “non ha i mezzi per realizzare le sue ambizioni e deve essere sostenuta da un gruppo potente”, aggiungendo in privato un tranchant “Ogni giorno che passa rende il progetto di rilancio ancora più delicato”. Perché gli acquirenti vogliono avere certezze sull’iter di vendita. E, come vuole Lufthansa, un drastico taglio dei costi.

Ma i pentastellati vanno avanti per la loro strada e nella Commissione speciale che sta esaminando il disegno di legge di conversione del Decreto  che proroga la vendita di Alitalia, è stato approvato l’emendamento del relatore Mario Turco (M5s), in cui sono confluiti i 5 emendamenti dei grillini che impegnano il futuro governo ad assicurarsi almeno il 25% della compagnia. Ma con quali soldi?

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