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Alitalia nuovo rinvio. Intanto riduce il rosso (ma sempre rosso è)

Alitalia nuovo rinvio. Intanto riduce il rosso (ma sempre rosso è), chiudendo il 2018 con un Ebitda negativo di 154 milioni, rispetto ai 312 milioni dell’anno precedente, ovvero più che dimezzato. Lo hanno comunicato i tre commissari straordinari,Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo all’incontro con i sindacati di ieri, comunicando che ci sono ancora 506 milioni di euro in cassa più 197 di depositi per un totale di 703 milioni, una buona parte del prestito ponte. Conti migliorati, ma sempre in rosso, cifre negative che fanno il paio con la notizia annunciata dall’esperto di trasporti Andrea Giuricin che la quota di mercato 2018 del vettore italiano è sceso al 14%, rispetto al 15% del 2017 e di ben 4 punti sul 2015.

Alitalia nuovo rinvio. Si lavora a una integrazione con Delta, ma Lufthansa non molla il colpo

Alitalia nuovo rinvio. Di quaranta giorni almeno. Per studiare la nuova compagine societaria che dovrebbe portare fuori dalle sabbie mobili il vettore tricolore. Il piano industriale della Newco che dovrebbe vedere le FS al 30-40%, il ministero del tesoro al 14%, attraverso la conversione di una parte del prestito-ponte, e la restante quota divisa tra i partner industriali, che dovrebbero essere Delta, al 35-40%, Air France-KLM, al 5-10%, con una partecipazione minima di una società partecipata sempre dal Tesoro. Ma l’amministratore delegato di FS Gianfranco Battisti spinge per la parte bassa della forchetta per non appesantire i conti della società pubblica, il ministro Giovanni Tria non è convinto dell’operazione, così come Delta, che sarebbe comunque un socio di minoranza, e Air France-KLM, già scottatesi nel passato e malvista da buona parte del Governo visto i contrasti con la Francia. Perciò rimane sempre l’ipotesi Lufthansa che, però, è sempre stata chiara, con una posizione, riportata ultimamente anche da Leonard Berberi sul Corriere, che punta al controllo della società con una quota di maggioranza per poi arrivare al 100%. Come ha fatto con tutti i vettori che negli ultimi anni ha rilevato (vedi qui la “scalata” al 100% di Brussels). Inizialmente mantenendo nel perimetro circa 75 velivoli sui 118 ora in flotta e con un taglio di personale che va da 5.500 persone a un minimo di 3.500, con il mantenimento di Roma Fiumicino come hub del vettore, in una strategia multi-hub che già funziona su Francoforte, Monaco, Vienna, Bruxelles e Zurigo. Con in più la condicio sine qua non di esprimere il numero uno della Magliana. Al momento ipotesi non accettata da Di Maio e da coloro che stanno lavorando sul dossier.  Ripartono così i 40 giorni decisivi per la compagnia…

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