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Alitalia, soluzione carrozzone pubblico?

“E il carrozzone va avanti da sé con le regine, i suoi fanti e i suoi re….”. Non stiamo dicendo che il Re sia il ministro Toninelli, attorniato da regine e fanti, ma a pochi giorni dal “mese decisivo di ottobre”, il futuro di Alitalia è ancora avvolto nel mistero (vedi qui la perfomance della canzone di Renato Zero del 1979). Se non che è destinata a ritornare pubblica (leggi qui), facendo salire in carrozza, pardon a bordo, almeno secondo quanto trapela un bel pezzo di aziende di Stato, da Eni a Poste, già scottatasi con la precedente Alitalia…, da Ferrovie dello Stato all’onnipresente Cassa Depositi e Prestiti. Con in più il soccorso di Boeing, come ha di recente fatto con il vettore indiano in difficoltà Jet Airways, con in portafoglio ben 225 B737 Max in ordine. Con la possibilità (?) dell’entrata in gioco dki un vettore cinese, come si era detto ai tempi del viaggio del sottosegretario Michele Geraci nel Celeste Impero (leggi qui).

Alitalia, soluzione carrozzone pubblico? E i conti continuano a non tornare

Boeing potrebbe essere della partita anche perché una “nuova” (sarà la quarta volta che la definisco così….) Alitalia avrà bisogno di far crescere la flotta. Soprattutto quella a lungo raggio. Ma proprio la flotta sta dando tanti grattacapi ai commissari che hanno sempre detto che i contratti di leasing in essere (tra cui quelli lasciati in eredità da Toto con gli A320 ex-AirOne) sono fuori mercato. Esborsi che ora, grazie al lavoro dell’ottimo collega del Corriere della Sera Leonard Berberi, sappiamo esser veramente fuori mercato (leggilo qui), con aerei piuttosto vecchi pagati come nuovi. Uno dei fronti su cui i Commissari avevano sempre detto di dover intervenire, perché i costi “strutturali” continuano a far bruciare cassa al vettore (sono 315 il negativo dei primi sei mesi dell’anno) rendendo impossibile un rilancio per ovvi mancati investimenti, oltre anche allla restituzione del prestito-ponte da 900 milioni di euro (quasi un miliardo con gli interessi) per il quale si avvicina la scadenza del 15 dicembre. Insomma dai Capitani coraggiosi al disastro della gestione Etihad al Soccorso statale. Veramente una Never ending story

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