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Prenotazioni Best Western: il 34% è via Gds

Best Western realizza il 34% delle sue prenotazioni via Gds. E’ uno dei dati più interessanti della disamina che Giovanna Manzi, Ceo dell’headquarter italiano ha presentato all’ultimo press day a Milano (qui la diretta Facebook). “Un canale che non ‘si sposta’ e che tanti davano per finito con l’avvento del web (al 55%) – osserva -, indicativo certamente delle prenotazioni delle Tmc che attraverso i sistemi accedono alle tariffe preferenziali”. Con 300 milioni di fatturato, la filiale italiana del franchising statunitense chiude un 2018 di crescita: 170 le strutture affiliate (di 4200 nel mondo), delle quali 24 new entry. Il portafoglio conta, dunque, 1.238 camere aggiuntive nel Belpaese.

Il 60% del fatturato passa dai canali Best Western, mentre il 40% è merito del programma di fidelizzazione BW Rewards. I booking diretti che arrivano al call center (90 operatori telefonici, a Milano) sono pari all’11%. Se per camera e colazione gli introiti sono pari a 235 milioni, il restante 20% è prodotto dalle vendite ancillari come i meeting e la ristorazione, in crescita del 2,5%. “Un incremento ottimale in un  mercato maturo”, argomenta Manzi. Si noti che le differenti fonti di prenotazioni presentano tariffe medie diverse (ADR, avarage daily rate): dal web 102 euro, dal canale voice 99 euro, dal Gds 96 euro. “La domanda prevalente proviene dalla Germania (in linea con le statistiche nazionali sugli arrivi, ndr) per il 43%, mentre dal Nordamerica il 36%, infine Europa e resto del mondo ci mandano rispettivamente il 15 e il 6% dei clienti”, conclude l’amministratore delegato.

Lo split delle prenotazioni per canale: 55% web11% voice34% Gds

Best Western amplia l’audience: lifestyle, lusso e social sono le keywords

Con l’acquisizione di Worldhotels, la catena completa i target di clientela andando a presidiare il lusso, rispondendo alla necessità di aggregazione che dopo la fusione Marriott/Starwood è una priorità per i leader di mercato.

Best Western prenotazioni

Giovanna Manzi, Ceo BW Italia

“Fino all’estate lavoreremo insieme per studiare le sinergie in Italia: ad esempio potremo espandere l’esperienza delle nostre tecnologie e sul fronte cliente/albergatori andremo a personalizzare. Prima di tutto dobbiamo conoscere gli alberghi e gli staff per prendere decisioni più approfondite. Worldhotels ha potenzialità per essere sviluppato in Italia ed essere riportato ai fasti di un tempo”. Gli spazi meeting nelle 10 strutture Worldhotels italiane sono 51.

La diversificazione ha visto il debutto di brand lifestyle Sadie e Aiden, che si rivolgono a viaggiatori social, alla ricerca di design e convivialità. Un’indagine commissionata a Doxa l’anno scorso ha messo in evidenza una brand awarness spontanea per il marchio BW. L’ampliamento del communication mix di quest’anno, che integra per la prima volta la TV e tanto digital, andrà a rafforzare e i social media contribuiranno ancora.  Considerando i network Instagram, Facebook, Twitter e  Youtube, i follower sono due milioni.

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