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Brasiliani viaggiatori per business e turismo al Festuris di Gramado

Malgrado la situazione economica brasiliana non sia delle più brillanti Festuris, la fiera di turismo, viaggi incentive e corporate di Gramado, chiude con numeri positivi, “migliori dal punto di vista professionale rispetto alle nostre altre fiere concorrenti (che sono Wtm-La e Abav Expo, entrambe a San Paolo, ndr) sottolinea la fondatrice dell’evento 27 anni fa Marta Rossi, intervistata da noi di Mission.

Marta Rossi

Marta Rossi

Stiamo parlando di uno spazio espositivo cresciuto del 3% anno su anno, quando “la maggior parte delle fiere in generale hanno visto un decremento del 30%” commenta il direttore della manifestazione Eduardo Zorzanello, con la presenza di 14 mila professionisti del turismo, “il 78% di questi decision maker dell’industria, che hanno fatto oltre 2mila appuntamenti preordinati dal nuovo tool Buyers Club”, fanno sapere in una nota gli organizzatori della fiera, 250 giornalisti, tra cui anche alcuni internazionali, 14 milioni di reais (3,5 milioni di euro circa) generati direttamente dalla fiera durante i tre giorni dell’evento e, si è calcolato, 212 milioni di reais (52,76 milioni di euro) di giro d’affari dagli accordi business fatti durante la fiera dell’anno prima.

Con in più un interesse particolare per noi italiani, perché, incredibilmente, a Gramado e dintorni c’è una fortissima presenza di brasiliani di origine italiana, che lavorano soprattutto nel ricco settore agro-industriale e del vino. Con una presenza ancora più specifica di veneti, tanto che qui i discendenti non parlano italiano, bensì il dialetto della Serenissima o della Marca trevigiana.

Ed ecco il perché del progetto triennale della Regione Veneto in questa vita, interessata ad attirare i ricchi brasiliani in Italia (il Rio grande do sul, la regione dove si trova Gramado è una delle più ricche del paese) con proposte ad hoc anche per coloro che cercano le proprie origini, ma anche per promuovere scambi commerciali tra Italia e lo stato del profondo sud brasiliano.

 Sergio Medina Pasqualin

Sergio Medina Pasqualin

“Uno dei settori trainanti del nostro export è sicuramente l’agroalimentare, ma dobbiamo crescere di più anche in altri, quali, credo, l’it. E trovare anche un mercato di sbocco per le nostre auto, visto che ne produciamo circa 50 milioni (tra cui Volkswagen, Fiat e Chevrolet sono leader, ndr) ma ne assorbiamo sul mercato interno solo 48 milioni” ci spiega Sergio Medina Pasqualin, presidente dell’Accademia Brasileira de Eventos e Turismo, che prosegue: “il focus della nostra economia dovrebbe essere quella di accrescere l’export ma, a parte il Mercosul, abbiamo accordi di libero scambio solo con paesi come Israele o Polonia. Perciò dobbiamo continuare a viaggiare per affari, e oggi lo facciamo all’estero soprattutto in Argentina è Stati Uniti, mentre in Europa andiamo in Spagna, Germania, Francia e finalmente anche in Italia”. Che, però, è uno, dei principali partner commerciali per questa zona, in particolare per i macchinari agricoli e per la produzione del vino. Che sarà a breve, soprattutto la zona di Flores da Cunha, uno delle prossime new country per l’esportazione del vino con cantine sempre più curate, come la Luiz Argenta.

La cantina Luiz Argenta a Flores da Cunha

La cantina Luiz Argenta a Flores da Cunha

“Nonostante la crisi dell’industria petrolifera il real basso può dare una grossa spinta al nostro export; al food&beverage, all’it, ai minerali ma anche ai servizi finanziari e, perché no, anche al turismo, di cui i viaggi di affari e il Mice sono un’importante settore” afferma Gervasio Tanabe, direttore esecutivo di Abracorp, l’associazione delle tmc brasiliane, di cui fanno parte una trentina tra le maggiori realtà del paese, da Cwt a Bcd a quelle locali.

Gervasio Tanabe

Gervasio Tanabe

“Un settore quello che presidiamo che, nonostante la stagnazione che ha colpito il nostro paese nel 2014 ha apportato all’economia brasiliana 15 miliardi di reais (3,74 miliardi di euro), di cui il 70% appannaggio della biglietteria aerea. E quest’anno ci attendiamo di chiuderlo con un più 5% anno su anno. Tra i paesi dove i business traveller delle nostre aziende viaggiano di più c’e ovviamente l’Argentina, seguita dagli Stati Uniti, con le città di New York, Miami e…Orlando, ottimamente collegata con il Brasile grazie ad Azul, ottima destinazione per il Mice ma non solo. In Europa si viaggia molto a Parigi, in Francia, a Londra, Gran Bretagna, a Francoforte, Germania, ma anche in Olanda, Spagna e Italia, sesto mercato per noi in Europa. Una destinazione che per noi vuol dire principalmente agricoltura, ceramica e auto, con la Fiat” aggiunge Tanabe.

Travel che, secondo  il neo ministro del turismo del governo della Roussef, Henrique Alves, vale il 3,5 del Pil brasiliano, il 6° settore tra quelli economicamente più rilevanti per il paese, con 3,4 milioni di impiegati, percentuale che Marta Rossi, invece possa arrivare al 4,5% facilmente.

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