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Bt School: una travel policy a prova di rischio

Una travel policy a prova di rischio, grazie a Informazione e Formazione. Sono state queste le due parole chiave che hanno accompagnato tutta la giornata di formazione BT School dedicato al Travel Risk Management organizzata dalla nostra casa editrice Newsteca in collaborazione con Luca Puleo e Alice Orlandi Docenti della Scuola Internazionale di Etica&Sicurezza. Dalla quale è emerso che compito del datore di lavoro nelle figure del Travel Manager o dell’Ufficio Viaggi, è quello di  formare e informare il personale viaggiante sui potenziali rischi in cui può incorrere nel momento in cui inizia una trasferta di lavoro e come potersi comportare prima, durante e dopo la trasferta per poter mitigare le emergenze, in quanto ogni azienda è “tenuta ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro” anche quando i dipendenti sono in trasferta all’estero.

Purtroppo sono due i casi in Italia in cui  il lavoratore in trasferta all’estero è deceduto ed il datore di lavoro è stato processato per non aver adeguatamente formato e informato il dipendente sui possibili rischi della trasferta di viaggio.

Una travel policy a prova di rischio: la classificazione dei rischi all’estero

Ma quali sono i rischi che il personale viaggiante può correre?

  • Rischio Naturale
  • Rischio Sanitario
  • Rischio Terroristico
  • Rischio Socio-Politico

Sono diversi i tool che monitorano e classificano le diverse situazioni di rischio a livello mondiale, tool gratuiti come la Travel Risk Map 2018 di International Sos e Control Risk o a pagamento come: www.worldaware.com o ersi.com che monitora l’emergenza terroristica.

Una travel policy a prova di rischio: le linee guida da adottare

Cosa fare quindi per adottare una travel policy a prova di rischio?

  • Analisi e Valutazione dei Rischi: Determinare le tipologie di rischio per ogni paese destinazione di un viaggio di lavoro (sia lato safety che lato security). Questo è possibile attraverso fonti giornalistiche locali e internazionali, informazioni dai  ministeri degli esteri e altri organismi statali, etc… Una volta raccolte tutte le informazioni utili è necessario elaborare una metodologia per classificare i diversi livelli di rischio individuati.
  • Informazione: A questo punto i viaggiatori vanno informati sui possibili rischi che possono incorrere in caso di trasferta attraverso campagna di comunicazione interne, diffusione di vademecum e schede paese.
  • Formazione: Inoltre sono molti utili, se non indispensabili, corsi di formazione in aula o e-learning che possano far prendere consapevolezza al personale viaggiante dei rischi che si possono incorrere in qualsiasi trasferta di viaggio.
  • Monitoraggio Continuo: Infine il dipendente in trasferta deve poter contare su un piano d’emergenza, sempre presente, nel quale poter trovare le procedure da adottare e i numeri utili da poter contattare in caso di necessità.

E cosa fare durante una situazione di emergenza? Non vi sveliamo di più e vi invitiamo a seguire i nostri prossimi corsi di formazione, senza dimenticare che la prima causa di emergenza rimane sempre l‘incidente stradale, di cui la nostra redazione di MissionFleet ne sa qualcosa (vedi qui)!

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