AccomodationFormazione / EventiLavoroMissiOnewsPolitica & EconomiaTech & Web

Business travel allo stadio evolutivo in Italia, la survey American Express

Il business travel in Italia? In uno stadio (ancora) evolutivo, secondo la disamina che American Express ha offerto con una survey svolta dal professor David Jarach della società Diciottofebbraio. Indagate società per il 38% sopra i 200 milioni di euro di fatturato e solo per il 10% Pmi (sotto i 10 mln), la ricerca mostra quanto sulla figura dei travel manager e delle policy aziendali di viaggi ci sia molto da fare, formazione anzitutto. Infatti, Amex ha avviato un programma di education chiamato “Business Travel 360”, proprio con Jarach, per portare in roadshow conoscenze alle aziende. Ma vediamo i risultati dell’indagine.

Il dato che lascia perplessi gli addetti ai lavori è circa il 37% delle aziende che ha una travel policy “che disciplina a grandi linee la condotta del viaggiatore”, contro un più consolatorio 54,8% che ne presenta una aggiornata e strutturata. Se a questo si aggiunge che solo nel 41% dei casi esiste il ruolo di travel manager aziendale, mentre negli altri casi è abbinato ad altre funzioni (la segreteria di direzione soprattutto, ndr), il quadro complessivo non porta alla maturità auspicata in un Paese dove la spesa supera i 20 miliardi di euro, secondo un altro Osservatorio di cui vi abbiamo scritto qui.

“Mi aspettavo più evoluzione, anzitutto in termini di compliance rispetto alle policy, invece le scelte individuali non conformi a quanto l’azienda stabilisce in termini di spesa di viaggi significano ancora una perdita di dati e informazioni che permettono la negoziazione delle tariffe, dunque una perdita di patrimonio informativo”, spiega il vice president e general manager Italy and Spain di American Express, Carlo Liotti.

Business travel: focus su Tmc e uffici viaggi interni

La ricerca cui hanno partecipato 104 rispondenti evidenzia un altro dato significativo sull’intermediazione: il 60% si affida a una Tmc, il 22% ha un ufficio interno che sovrintende tutte le fasi, il 10,6% si rivolge a una Ota (per hotel soprattutto), il 6,7% a un’agenzia di viaggi esterna per biglietti aerei e prenotazioni alberghiere, il poco che resta si ‘appella’ al web. Jarach mette in luce che “le imprese stanno riportando in house l’ufficio viaggi, è in atto una discussione tra costo dell’intermediazione e maggior controllo delle informazioni generate dal processo”. Cresce l’internazionalizzazione e la conseguente disintermediazione dalla Tmc, conclude il professore.

Visto lo scenario, per American Express la priorità diventa la formazione delle aziende sue clienti, le quali perlomeno sono compliant alle policy per il 70%. “Vediamo che le imprese continuano a investire in viaggi d’affari, ma in modi diversi, per quanto ci riguarda restano chiave i punti della rendicontazione, della sicurezza, dei risparmi sulle spese – continua Liotti -, tuttavia rileviamo ancora un gap enorme verso l’inutilizzo dei servizi che l’ormai evoluta infrastruttura tecnologica offre”. Infatti solo il 10% delle aziende clienti di Amex tiene i dati in cloud, il resto ancora tutto sui server.

Lavorare al loro fianco è la strategia che la società di sistemi di pagamento sceglie per evolvere: ha formato un Cfo (chief financial officer) Club e almeno cinque volte all’anno incontra i manager, organizzando per loro eventi di conoscenza.

Millennial, sharing economy e bleisure

Infine, sui temi dell’offerta alternativa nella mobilità e nell’hospitality, come nell’evoluzione generazionale e delle modalità di fruire del tempo libero durante le trasferte di lavoro, l’analisi mostra che il bleisure (l’estensione vacanziera del viaggio d’affari) è poco conosciuto (solo il 14% lo definisce correttamente), così come la sharing economy (sia al posto dell’hotel classico sia come mezzo di trasporto) non rientra nel perimetro di implementazione, infine la generazione dei trenta-quasi quarantenni è sì influencer delle politiche gestionali in azienda, senza però rilevanza sulla governance. In Amex Italia il 30% della forza lavoro è Millennial, con probabilità da attribuire al corposo call center che è interno.

Business travel in roadshow

Il roadshow “Business travel 360°” che incontra i travel manager prende il via a Bologna il 3 aprile, prosegue a Milano il 16, a Torino il 7, a Vicenza il 21 maggio, a Firenze il 29 e si concluderà a Roma il 12 giugno. Il progetto si completa con i BT360 Awards che premieranno il miglior Bt manager dell’anno sulla base dell’azienda che attuerà la pratica corporate travel più innovativa nella differenziazione del processo. I professionisti si dovranno candidare e saranno eletti da una giuria di travel manager, da rappresentanti di Amex, Diciottofebbraio e Starhotels.

La storia di American Express: dall’invenzione dei travelers cheques alla prima agenzia di viaggi nel 1915. A questo link.

Amadeus
Precedente

Amadeus investe nei servizi per gli aeroporti

travel manager
Successivo

Il travel manager diventi CEO aziendale: per Hrs deve stare al centro