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Corporate Travel Forum 2017 di HRS e il futuro dell’hotellerie

Se ne è parlato ieri durante il Corporate Travel Forum 2017 , l’ormai consueto evento internazionale sui viaggi d’affari organizzato a Milano da HRS (leggi il nostro articolo: “Il futuro del Bt nel Corporate Travel Forum di HRS), e  di cui Mission è stato media partner: nel prossimo futuro, le aziende cercheranno di affidarsi sempre di più a player alberghieri globali in grado di offrire soluzioni integrate e a elevato valore aggiunto.

Corporale HRS

Marco D’Ilario, HRS Italia e MO

A sottolinearlo è stato Marco D’Ilario, Managing Director HRS Italia e Middle East, che ha spiegato al  Corporate  Travel Forum 2017: “oggi i buyer sanno esattamente cosa vogliono: soluzioni end-to-end perfettamente integrate e customer friendly, full content, risparmi, duty of care verso i viaggiatori” ha detto D’Ilario. Ma i player del mercato come rispondono a queste esigenze? “Tra aziende e fornitori c’è una sorta di asimmetria, perché questi ultimi cercano di aumentare i margini di guadagno e di ridurre il costo di acquisizione dei clienti spingendo sulla disintermediazione con strumenti quali il pricing dinamico, l’incentivazione delle prenotazioni dirette, i programmi fedeltà che offrono vantaggi per fidelizzare la clientela”.

Corporate Travel Forum 2017: un mercato frammentato e complesso

Su questo fronte, il settore aereo e quello alberghiero hanno caratteristiche e strategie differenti: “L’industria del trasporto aereo è un mercato molto concentrato, con 750 compagnie aere, di cui 250 generano il 95% delle prenotazioni a livello globale” spiega D’Ilario, che prosegue: “Al contrario, il settore alberghiero conta circa 450mila hotel nel mondo, di cui ben 340mila sono hotel indipendenti. Un’elevata frammentazione che rappresenta un vantaggio per i buyer aziendali in fase di negoziazione”.

Il mercato alberghiero cerca di riappropriarsi del potere negoziale attraverso le acquisizioni e i merger. “Sono un esempio di questa strategia l’acquisto di Starwood da parte di Marriott o di Carlson Hotel da parte di HNA. Ma questa mossa al momento non è efficace perché a consolidarsi sono solo i grandi gruppi internazionali, che pesano appena per il 3% sul totale del mercato alberghiero mondiale. Non esiste quindi un player dominante”. Il risultato? “I vettori offrono alle aziende tariffe dinamiche che consentono sconti, in media, del 7-9%, mentre le aziende negoziano con gli albergatori tariffe fisse con risparmi che, nel caso degli alberghi indipendenti, si aggirano intorno al 20-35%”.

In più, la catena distributiva nel trasporto aereo è semplice ed efficiente, mentre quella alberghiera può contare fino a cinque passaggi per la presenza di numerosi attori, tecnologici e non (Pms, Crs, Gds, Tmc ecc.). Il tutto aggravato dal fatto che i Gds, sul fronte alberghiero, sono in ritardo nella visualizzazione di full content.

Corporate Travel Forum 2017: e tra un decennio?

In che direzione andrà dunque il settore alberghiero da qui al 2025? “Proseguirà la tendenza al consolidamento, con un aumento delle average rate” ha affermato Marco D’Ilario. “Sul fronte aziendale, inoltre, sarà sempre più diffuso l’outsourcing dell’hotel procurement. Le multinazionali delegheranno la gestione degli hotel program a player globali in grado di offrire soluzioni e processi integrati: sourcing, auditing delle tariffe, ricerca e prenotazione delle camere, soluzioni di pagamento”.

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