Fiere internazionali

Via al credito d’imposta per le fiere internazionali. Fondi esigui

Fiere internazionali: il Decreto crescita porta con sé anche le agevolazioni per le imprese che programmano di parteciparvi. In vigore dal primo maggio, il testo definitivo del Dl 34/19 presenta l’articolo 49 sul credito d’imposta per le Pmi nell’ambito dei progetti di internazionalizzazione.

Sono stati messi a disposizione 5 milioni di euro e le agevolazioni vengono riconosciute nel misura del 30% con un tetto massimo di 60mila euro.

Il periodo d’imposta considerato è quello in corso, per società esistenti dal 1* gennaio e viene assegnato fino ad esaurimento per spese attinenti all’affitto degli spazi espositivi e il loro allestimento, le attività pubblicitarie, di promozione e comunicazione, infine gli investimenti connessi alla partecipazione stessa di eventi che si svolgono all’estero.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl Crescita si attende un decreto ministeriale dal Mise, di concerto con il Mef, che chiarirà le modalità di ammissione al beneficio. Si sa già che avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Il decreto attuativo che deve essere emanato entro il 29 giugno specificherà l’elenco delle manifestazioni fieristiche internazionali di settore per cui è ammesso il credito di imposta. Inoltre, il credito sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo, da utilizzare esclusivamente in compensazione in base all’articolo 17 del Dlgs 241/97.

Fiere internazionali: l’importanza dell’export

Il budget viene considerato esiguo in quanto il bisogno di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane è elevato. L’Osservatorio economico sul commercio internazionale del Mise – a questo link per approfondire – misura le esportazioni delle regioni italiane che nel 2018 hanno commercializzato beni e servizi per  462,9 miliardi di euro, con un incremento, rispetto al 2017, del 3,1%. È dal 2010 che le vendite di prodotti a marchio Made in Italy nei mercati internazionali conseguono tassi di crescita positivi, con un aumento medio annuo superiore ai cinque punti percentuali. Un dettaglio su un settore a noi caro, quello dell’automotive: la componentistica italiana chiude il 2018 a +5% di esportazioni (22,4 miliardi).

Tornando agli incentivi del Dl crescita, all’Agenzia delle Entrate spetterà il controllo sull’indebita fruizione ed il recupero dell’importo avverrà maggiorato di interessi e sanzioni.

Il Decreto Crescita è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è a questo link.

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