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Lampi di futuro dal Travel Technology Exchange di Sabre

Consueto appuntamento sulla tecnologica e come questa ha cambiato il modo di viaggiare (e non solo) oggi a Milano con il Travel Technology Exchange di Sabre (leggi qui i tre trend tecnologici del 2017 secondo il gds americano e l’incontro chiamato Envision dello scorso anno). “Un cambio di location e di nome ma un meeting che ha lo stesso obiettivo di sempre, ovvero comprendere l’innovazione per poterla tradurla sul mercato. Ed è quello che cerchiamo di fare noi dalla nostra posizione privilegiata” ha aperto i lavori Marco Benincasa Regional directory Italy, Francia & Iberia del gds, che ha poi voluto raccontare a una platea attentissima quattro innovazioni tecnologiche in cui si è imbattuto e che saranno il futuro. Un futuro molto prossimo, ovvero già nel 2020, non cose “che voi umani non potreste neanche immaginare…” frase cult di un film visionario (l’avete riconosciuto vero?) presentata da un seguente intervento di Daniela Mastropasqua Industry lead CE&cC travel e Hospitality di Gfk.

Storie di società innovative al Travel Technology Exchange di Sabre

Uber ha annunciato i taxi volanti a Dubai e a Dallas nel 2020 (vedi il video che abbiamo di recente pubblicato sui taxi volanti di Dubai) , ecocompatibili a un costo di 1,22 eruo per chilometro e mezzo con un taglio drastico dei tempi. MasterCard sta testando in Sudafrica l’identity check-in mobile, con due modalità di accesso; con un selfie muovendo gli occhi o con un sensore biometrico in una app.  Amazon pay è sbarcata in Italia, Francia e Spagna anche nel travel con Vueling ed Europ Assistance (leggi la notizia). E infine” annuncia Benincasa “naturalmente Google, che ha lanciato un progetto per sviluppare app per tagliare i tempi di visualizzazione della landing page, con un obiettivo di 3 secondi, ora a 22″. Insomma tecnologiche che servono per “Semplificare, integrare e andare sul mobile” commenta il manager di Sabre.  A cui dà manforte Olaf Slater director international strategy & Innovation Sabre Hospitality che sottolinea l’arte dell’esperienza per il consumatore e l’importanza di saper creare una “Hygge“, portando così a conoscenza degli spettatori un termine danese intraducibile  (si dice più o meno “ügghe”) che può essere tradotta in modo approssimativo come intimità ma che vuol dire, sempre più o meno, “creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima mentre si assaporano i piaceri della vita circondati dall’affetto delle persone care” (vedi qui il significato secondo VisitDanemark), “per poi meglio personalizzare le loro esperienze”.

La tecnologia per il mondo dell’accomodation secondo Graziano Cavallo, NH hotel group

Il mondo dell’accomodation è ancora “indietro” secondo quanto dice Graziano Cavallo, marketing communications & eCommerce Director NH hotel group, ma con iniziative come quella presa nel 2013 dalla stessa catena spagnola per modernizzare tutti i suoi 392 alberghi o come quella fatta da HRS e Conichi (leggi qui) presto diventerà un settore ancor più all’avanguardia che deve esser capace di soddisfare “le tre tipologie di clienti che vengono da un vissuto diverso che ci sono sul mercato e che noi di NH vogliamo gestire e curare grazie all’open pricing, al check out express, ai servizi ancillari, alle promozioni ma non massive, bensì predittivi,  il check in online con la scelta della stanza, in fase di test, l’apertura a tutti i nuovi metodi di pagamento, oltre a nuovi metodi di comunicazione con, ad esempio, Facebook Messenger e Whatsup” afferma il manager della catena che sottolinea come NH faccia tutto questo per diventare “parte della vita dei clienti, sempre più caotici, destrutturati, iper connessi, emozionali, overstimolati, influenzabili e influencer nello stesso tempo. Quello insomma che sta facendo Airbnb, il nostro grande concorrente…”.

Come cambia la loyalty e i consumatori nelle ricerche di Ziliani e di Mastropasqua

Cristina Ziliani, direttrice dell’Osservatorio fedeltà dell’Università di Parma ha fatto un interessante excursus su come i programmi fedeltà siano cambiati nel tempo: “dai programmi fedeltà del 2000 con le semplici carte ai crm fino al 2015, per arrivare a una loyalty attraverso i servizi e le esperienze” come dice Ziliani, puntualizzando che il problema delle aziende è quello “di gestire di tutti i touchpoint che devono essere collegati tra loro, integrati e collegati, sensibili al contesto e devono saper ‘raccontare’ l’azienda stessa. Magari anche con alleanze strategiche”.

Fedeltà che deve esser capace di tenere legati i nuovi consumatori, ovvero i “Leading Edge Consumer, o LEC, che rappresentano il 15% della popolazione e che sono allo stesso tempo follower e influencer” come afferma Mastropasqua sempre più, naturalmente, web oriented.

 

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