Arval accelera sull’innovazione con nuovi servizi

Arval accelera sull’innovazione. Al Pavillon Vendome di Parigi va in scena la presentazione di una serie di nuovi servizi targati Arval, con l’obiettivo, come ha spiegato perfettamente il Direttore generale Italia della società francese Gregoire Chové “di spostare il paradigma dal mero volume delle auto, indicatore molto da ‘costruttore’, ai minuti del loro utilizzo, perché la vera sfida oggi è massimizzare quello che c’è già”. Grazie a nuovi servizi molti dei quali lanciati e progettati in Italia, “per noi secondo mercato dopo quello francese con oltre 184 mila auto gestite, a più 10% sul 2016, contro le 304 mila della Francia, e davanti al Regno Unito a quota 161 mila, a meno 1%, unico paese in negativo insieme alla Cina, a meno 2%, ndr). Molto importante per diverse ragioni, c tra cui il fatto che c’è un basso tasso di penetrazione del noleggio, e quindi ampi spazi di crescita, dove abbiamo un ottimo team capace di supportare e guidare l’innovazione da pionieri che ci ha sempre contraddistinto nel settore”, come ci ha detto a noi di Missionfleet il Chairmain e Ceo di Arval Philippe Bismut.

Arval accelera sull’innovazione con nuovi servizi. E stabilisce nuovi paradigmi nel business dell’Nlt

Philippe Bismut, Chiarman e Ceo di Arval

Philippe Bismut

Con oltre un milione 103 mila veicoli gestiti in 29 paesi del mondo, con un più 7,5% anno su anno, la società di Nlt del gruppo Bnp Paribas chiude un ottimo 2017, anno in cui è sbarcata pure in Norvegia: “E siamo confidenti che questo successo continui anche quest’anno, grazie al fatto che proponiamo una robusta piattaforma per dare un alto sevizio ai nostri clienti. E questo lo possiamo fare con la vicinanza, anche fisica, al cliente, con i nostri uomini sul territorio, ma anche con una tecnologia innovativa per la quale solitamente ci vede come newcomer nel settore. Come, ad esempio è successo due anni fa quando abbiamo deciso l’istallazione di Black box su tutte le nostre auto, poi diventato un nuovo standard di settore” ha detto Bismut, che ha poi spiegato la nuova strategia Arval, “con lo spostamento del focus dal company car agli individui. Siamo stati pionieri nell’Nlt e ora vogliamo proporre un’offerta completa al mercato dal consumatore finale a, naturalmente, le società” aprendo così la presentazione parigina Bismut, per la quale si è fatto affiancare da Christophe Conegero, New Business General Manager Arval e dal Marketing Manager Hugo Salaun.

Arval accelera sull’innovazione con nuovi servizi: Arval for Me, Arval Car Sharing, Arval for employee e My Arval

Christophe Conegero

Christophe Conegero

Conegero che ha raccontato di un servizio assolutamente Made in Italy, ovvero Arval for me, “una piattaforma digitale per la manutenzione dell’auto di chi possiede un auto, che noi combiniamo con altri servizi di mobilità. Solitamente quando ci si rompe l’auto non è un’esperienza piacevole. Noi vogliamo renderla il meno problematica possibile grazie al fatto che ci si può fidare del network che lavora con noi, per una riparazione professionale e trasparente, il tutto con la massima semplicità”. Riparazione meccanica, di carrozzeria, di cristalli o cambio e/o acquisto gomme a cui il driver può aggiungere servizi quali la prenotazione online dell’intervento anche con presa e riconsegna della vettura a casa o in ufficio, o in caso di panne, l’utilizzo del carro attrezzi. Con in più un aiutante virtuale, Max, chabot del servizio, “per il quale pensiamo di raggiungere entro 2020 un milione di sottoscrizioni gratuite, grazie al lancio, guarda caso, in Italia e poi in Spagna nel primo trimestre 2018, in Francia nell’ultimo e nel 2019 per il Regno Unito.
Conegero che ha anche presentato Arval car sharing, “soluzione per le pool car aziendali dei nostri clienti, anche di più aziende volendo, che noi possiamo gestire anche perché integrato completamente con Arval Link e con la telematica di bordo” ha precisato il manager francese, che ha sottolineato come anche questa soluzione sia stata già lanciata in Italia (vedila qui).

Hugo Salaun

Hugo Salaun

E’ toccato invece a Salaun presentare Arval for employee, che si rivolge a quel 90% di chi non ha un’auto tra le aziende clienti della società francese, coprendo diverse possibilità: “Il salary exchange, ovvero convertire una parte del salario in un auto a noleggio, con vantaggio fiscali e di tassazione, soprattutto in alcuni paesi. Soluzioni di noleggio ad hoc o di acquisto dell’auto  o di ri-noleggio anche una volta arrivato alla pensione o l’accesso al nostro network per la manutenzione e la riparazione della propria auto. Un servizio che lanceremo in Francia, Spagna, Italia, Germania, Belgio e Olanda”. E sempre il marketing manager della società ha raccontato  My Arval, il portale digitale per Fleet manager e Driver, con My Arval for customers, “che fornisce un ampio ventaglio di informazioni a chi in azienda gestisce le flotte, con diversi report estraibili, tra cui, con la soluzione My Integral Fleet, anche di auto di altri noleggiatori, e, con MyArval community, la possibilità ai Fleet manager di confrontarsi tra loro” (vedila qui). Con MyArval for Drivers, già operativo in  paesi, ecco l’app, sia per iOS e che per Android, che permette ai driver di gestire e usare la propria auto; “e in Italia si può utilizzare per pagare anche il carburante” sottolinea Salaun. Due servizi rispettivamente già operativi in 23 e 19 paesi, ma che “verranno progressivamente attivati in tutti i mercati dove siamo presenti”.

Arval accelera sull’innovazione e punta forte sull’elettrico con Arval Electric Vehicle offer

Arval accelera sull’innovazione e, per una volta, con il servizio Arval Electric Vehicle, il mercato italiano arriverà solo in una seconda ondata, “ma arriverà. certamente” dicono in coro Chové e Bismut, oggi già presente in cinque paesi, ovvero Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda e, naturalmente, Norvegia. “Ma anche qui siamo stati pionieri lanciando la prima offerta di veicoli elettrici nel ’95. Forse un po’ troppo presto”  ha commentato Salaun, ma ha anche ribadito che: “ora  i tempi stanno cambiando e se ad oggi le auto elettriche in flotta sono lo 0,7%, nel 2020 saranno il 3% e il 13,5% nel 2025”, “ma noi pensiamo di raggiungere, anche grazie a questo servizio , il 5% tra due anni” ha precisato Bismut. Un servizio che supporta il cliente nella transizione elettrica, grazie anche a delle partnership che la società francese ha chiuso; con Renault-Nissan per la parte hardware ma, anche, con l’olandese NewMotion per le stazioni di ricarica, oltre 50 mila in Europa; “analizziamo la flotta per identificare il suo potenziale di elettrificazione. Ma curiamo anche i punti di ricarica si in ufficio che a casa, dove possiamo gestire anche il rimborso automatico per quella energia immessa da quella postazione, con una offerta flessibile che prevede anche il cambio auto con motorizzazioni classiche per corti periodi e una fase di test di 3/6 mesi per i driver. Inoltre abbiamo messo a punto specifici kpi per capire l’impatto sulla propria flotta e la possibilità di acquistare elettricità proveniente solo da fonti sostenibili” ha sottolineato Salaun.

Insomma Arval accelera sull’innovazione con questa Conference che ha portato sul mercato un’ondata di nuovi servizi che portano la società di Bnp Paribas ad aggredire pesantemente anche il mondo del consumatore finale, il che non comporterà “un cambiamento di rapporti con le Case” come ha ben definito Bismut, “anche se con loro avremo una corretta competizione sui consumatori per un mercato nuovo per tutti. Dove noi abbiamo l’atout di offrire anche tanti servizi collaterali aldilà dell’auto” (vedi qui il sito della Nlt francese per ulteriori informazioni).

programma Care by Volvo
Precedente

Avis Autonoleggio nel programma Care by Volvo

mercato automotive europeo in crescita
Successivo

Acea, mercato automotive europeo in crescita a gennaio