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Bene i conti Fca group. Ma sui margini pesa lo scorporo Ferrari

Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per i conti 2015 di Fca Group. Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dai conti; superlativi e in forte progresso con risultati ben al di sopra dei target per l’anno appena concluso. Includendo Ferrari, che, ricordiamo, è stata scorporata dal gruppo a inizio del 2016 (leggi: Ferrari sbarca a Piazza Affari. Al vai lo scorporo da Fca), i ricavi netti sono cresciuti del 18% a quota 113,2 miliardi di euro, con un Ebit adjusted salito al 40%, a 5,3 miliardi di euro, e l’utile netto adjusted è cresciuto del 91%a 2 miliardi di euro. Un’altra positiva notizia è l’abbattimento del debito, sceso a 5 miliardi, dai 6 al 31 dicembre 2015 e dai 7,7 del 31 dicembre 2014. Ma qui è intervenuta appunto lo spin off della Ferrari, che si è caricata di una parte importante dei debiti del gruppo.

Se si escludono i margini Ferrari, importanti, e gli accantonamenti per i richiami, ed ecco qui il bicchiere mezzo vuoto, si vede un utile netto sceso a 377 milioni di euro dai 632 milioni del 2014. Stabili invece le immatricolazioni delle auto, a quota 4,6 milioni di unità, con un grande balzo del marchio Jeep, in rialzo del 21%, arrivando a vendere 1,3 milioni di veicoli.

Di fronte a un marchio che galoppa un altro, l’Alfa Romeo, che riceve uno spostamento in avanti di due anni della data del rilancio,  rinviato dal 2018 al 2020. l’ad del gruppo Sergio Marchionne, non commenta e neppure vuole dare i target di vendita del 2016, che, secondo il suo recente piano, dovrebbero attestarsi a 7 milioni,. Numeri “non importanti, in quanto, siamo focalizzati sui nuovi target finanziari al 2018″ con quell’obiettivo che “si basava sulla visione del mercato che avevamo nel 2014″.

L’andamento dei diversi mercati vede il Nafta, ovvero l’America del Nord, e l’Emea in crescita: dai 52,4 a 69,9 miliardi e da 18 a 20,3 miliardi rispettivamente, mentre Latam, l’America Latina, con i problemi soprattutto del Brasile, e l’Asia a calare rispettivamente da 8,6 a 6,4 miliardi e da 6,2 a 4,8 miliardi. I conti Maserati calano del 13%, da 2,7 a 2,4 miliardi, a causa, si legge in una nota, dei “minori volumi della Quattroporte conseguenti all’indebolimento della domanda nel segmento di riferimento negli Usa e in Cina”. Per il 2016 Fiat Chrysler prevede un miglioramento sui mercati americano ed europeo e il ritorno all’utile in Sudamerica, mentre in Asia la redditività è attesa in miglioramento nel secondo semestre con il completamento della fabbrica Jeep in Cina. Maserati, sempre stando alle stime di Fca, dovrebbe invece subire un boost nelle vendite nel secondo semestre 2016 grazie al lancio del suv Levante.

 

 

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