Sguardo sul futuro

I 4 trend che cambieranno l’auto del futuro secondo McKinsey

In una recente analisi sul settore automobilistico, McKinsey traccia 4 trend che cambieranno l’auto del futuro. Che sono l‘auto elettrica, a guida autonoma, l’auto sempre connessa e nuovi modelli di mobilità condivisa. Dimenticate le vecchie forme delle auto, e pensate a un grande smartphone, visto le tante connessioni, e il termine è il più appropriato, con il mondo tecnologico.

E’ tempo di rivoluzione per l’auto del futuro

Una rivoluzione, e non una mera evoluzione, è in atto, più “di quanto è avvenuto nel mondo della telefonia da quando il primo cellulare ha avuto accesso alla rete Internet” come scrivono gli analisti di McKinsey parlando della nascita di un nuovo ecosistema della mobilità generato dall’incontro tra industria automobilistica e l’industria tecnologica.

L’auto sempre connessa

L’auto sarà uno degli elementi che costituiscono la mobilità quotidiana del singolo ma che deve essere sempre connessa agli altri elementi: mezzi pubblici urbani, extraurbani, parcheggi, ecc. “Le auto stanno evolvendo nella direzione di diventare dei device su quattro ruote”, scrive McKinsey, come si può vedere sotto nell’infografica:

In questa nuova realtà le case automobilistiche debbono cambiare il loro modo di fare industria senza  mettersi in diretta competizione con i nuovi attori. Anzi, devono cercare di collaborare con loro, dicono gli analisti di McKinsey, dove le case costruttrici mettono a disposizione l’hardware, mentre le industrie high tech si occupano del software.  Frenando così, se possibile, i progetti delle Over the Top di entrare nel mondo dell’auto producendo da sé sia il software che l’hardware.

Quattro i trend tecnologici del futuro

Sono quattro, secondo gli analisti, i macro trend tecnologici che stanno mutando radicalmente il mondo della mobilità. E trasformeranno profondamente anche il modello di business che da 120 anni ha mosso l’industria dell’auto.
Conversione all’elettrico
La tendenza è quella del progressivo abbandono dei motori termici, a favore di sistemi ibridi, elettrici o a celle di energia. È un processo inevitabile, secondo McKinsey, grazie naturalmente ai veloci e continui sviluppi dele motorizzazioni alternative (riduzione della dimensione delle batterie, aumento dell’autonomia, riduzione dei costi di produzione) aiutate anche dalle legislazioni antiinquinamento, soprattutto nelle città
Guida autonoma
Le tecnologie per la guida assistita e, a seguire, quelle per la guida autonoma sono già patrimonio comune delle case automobilistiche e  l’alleanza con le big tecnologiche  daranno un ulteriore boost a questa tendenza. Si attende, come sempre, l’intervento regolatorio degli stati.
Mobilità alternativa
Auto non più oggetto di proprietà sempre più antieconomico a commodity da utilizzare quando lo si necessita. Sempre meno status anche se…
Connettività
Da una parte i sistemi di infotainment sempre più evoluti e dall’altra lo sviluppo dell’ Internet of Things, per cui la macchina dialogherà direttamente con i semafori, con le altre auto, con la rete di trasporti urbani, con la stessa “agenda” del guidatore-passeggero, con i parcheggi, trasformeranno l’auto in una piattaforma iperconnessa al proprio mondo. E oltre.

I 4 limiti di questa rivoluzione

Quattro trend ma anche quattro limiti:
  • la scarsa flessibilità finanziaria , dovuta al fatto – scrive McKinsey –che l’industria ha bassi margini operativi, un basso ritorno sugli investimenti (Roi) e una bassa capitalizzazione. Tre leve che invece rappresentano la forza dei big tecnologici;
  • la richiesta di grandi investimenti riassorbibili solo a lunghissimo termine (impianti, macchinari) e grande impiego di manodopera, mentre l’automotive del futuro, dalla forte impronta tecnologica, richiede il massimo della flessibilità e il minimo di vincoli strutturali.
  • gli strettissimi vincoli legislativi (sicurezza, inquinamento, ecc.), con supply chains molto lunghe e complesse, e, ma ora non più, con una bassa propensione all’innovazione. In media una casa presenta un prodotto completamente reingegnerizzato ogni 7 anni, apporta miglioramenti significativi a un prodotto esistente ogni 3 anni, e ha un tempo di “go to market”, trascorso dal prototipo allo sbarco sul mercato, di 5 anni. Ben diversi i tempi dell’industria tecnologica: reingegnerizzazione completa di un prodotto ogni 3 anni, upgrade migliorativo ogni 2 mesi, mentre il go to market richiede 2 anni;
  • la percezione del cliente : “Mentre l’automotive ha dalla sua il concetto di affidabilità e fiducia, gli manca assolutamente il coolness factor“, anche su questo punto davanti  a una Ferrari, a una Lamborghini ma anche davanti a una Tesla o a una 500 Riva, non è totalmente vero.

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