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La mobilità elettrica in azienda in un convegno targato MissionFleet

Sul fronte della mobilità elettrica, occorre fare subito una precisazione: non è vero, come pensano molti Fleet manager, che la durata della ricarica di un veicolo elettrico è insufficiente per le esigenze aziendali. I veicoli delle flotte, infatti, nella maggior parte dei casi percorrono in media 100 km al giorno, una percorrenza assolutamente compatibile con l’autonomia di un modello elettrico.  Lo ha rivelato Simone Franzó, assistant professor del Politecnico di Milano, nel corso del convegno “Lo stato dell’arte delle Reti in Italia per la rivoluzione della mobilità elettrica”, che la nostra casa editrice ha organizzato ieri, presso lo Starhotel E.c.ho di Milano (nomen homen…).  E non è stato l’unico “falso mito” smentito nel corso di un pomeriggio densissimo di informazioni, anche pratiche, e interventi di esperti del settore.

Mobilità elettrica, la parola alle istituzioni

Nella prima sessione hanno parlato le istituzioni, con Danilo Triches della Divisione Infrastrutture per lo sviluppo e la mobilità sostenibile della Regione Lombardia, Valentino Sevino, Direttore dell’area pianificazione della Mobilità AMAT- Comune di Milano, e il già citato Simone Franzó. Dagli interventi è parso chiaro che, sebbene siano stati stanziati dei fondi e avviate interessanti iniziative per spingere l’elettrico, c’è ancora molto da fare, soprattutto a paragone con altre nazioni europee: prima tra tutte la Norvegia, Paese con la mobilità più “elettrificata”al mondo. Ne ha parlato Mauro Migliavacca di Innovation Norway. “In Norvegia nel 2017, sul totale del venduto, il 19% dei veicoli erano elettrici e il 10% ibridi. In totale, la nazione conta circa 60mila unità, tra modelli ibridi ed elettrici”,

Mobilità elettrica, serve l’interoperabilità

La seconda sessione è stata dedicata alla Reti con il country manager di Repower, Fabio Bocchiola, lo “stratega” di A2A, Alessio Mariotti e il responsabile comunicazione e marketing di Enegan, Morad Giacomelli. Interventi, quelli dell’industry, completati da Michela Negri, Sales & Marketing, Evway, che ha detto: “Il numero delle colonnine presenti sul territorio, in sé, non significa molto se non si introduce il concetto di interoperabilità. Ad oggi, per ricaricare il proprio veicolo, bisogna essere in possesso della tessera o della app dell’operatore che fornisce l’energia. Per spingere davvero la mobilità elettrica, invece, occorrerebbe rendere la ricarica accessibile a tutti, in modo semplice e veloce”.

“La mobilità elettrica rappresenta un segmento in forte crescita di un mercato peraltro in buona salute, questo è alla base degli investimenti e delle strategie che si stanno concentrando su questa tecnologia e sulla sua diffusione” ha detto invece Bocchiola.“In questo scenario le flotte aziendali possono innescare un processo disruptive, introducendo la mobilità elettrica tra i propri dipendenti con benefici sotto vari punti di vista: ambientale, economico e di immagine”.

Mobilità elettrica, L’esperienza dei Fleet manager

Nella terza sessione la parola è passata ai Fleet manager, che hanno illustrato i progetti realizzati all’interno delle loro aziende per l’introduzione di veicoli elettrici. Claudio Vairo, Direttore operativo di For Services Srl, ha detto: “Nella nostra flotta, composta da 250 veicoli, abbiamo introdotto 30 furgoni elettrici che effettuano consegne nelle principali città dove operiamo. Oggi effettuiamo 600 consegne green al giorno e il nostro back office non ha più l’ansia di dover gestire la flotta, visto che questi veicoli richiedono pochissima manutenzione”. Questo progetto è stato realizzato con il supporto di Alphabet. Cesare Grasso, Marketing Sr Specialist della società di noleggio, ha aggiunto: “Con Alpha Electric forniamo un servizio di consulenza alle aziende che desiderano introdurre dei veicoli elettrici nella loro flotta. Li aiutiamo a capire come fare e quali sono i possibili risparmi, perché ogni caso è diverso dagli altri” ha spiegato Grasso. Interessanti anche le testimonianze di Tiziano Fasolini, Fleet manager del Gruppo Nestlé, Ricciardo Muradore, General Services Manager di Beiersdorf, e Vito Palmiotti, Facility manager di 3M Italia.

Mobilità elettrica, gli investimenti delle case auto

Nell’ultima sezione si sono confrontati i rappresentanti di due case automobilistiche: Massimiliano Loconzolo, Fleet &Used Senior manager di Toyota, e Paolo Matteucci, ElectricVehicle B.U. Director, Nissan Italia, moderati da Pierluigi Bonora, decano dei giornalisti automotive e promotore del Blog FuoriGiri. “Nel 2016 un veicolo Toyota su due era ibrido” ha detto Loconzolo. “Poi abbiamo deciso che non aveva più senso investire sui motori diesel e ci siamo concentrati solo sui modelli ibridi, lanciando un segnale preciso al mercato. Con la Toyota Mirai, inoltre, stiamo puntando anche sull’idrogeno, sebbene la commercializzazione in Italia non sia stata avviata per la scarsità di infrastrutture”. Inoltre Paolo Matteucci ha dichiarato: “Oggi nel settore della mobilità elettrica non c’è ancora una reale concorrenza. Anzi, tra i costruttori c’è uno scambio di informazioni e ci sono investimenti comuni, ad esempio nel progetto EVA+ di ENEL, perché tutti cerchiamo di costruire e di far crescere un mercato che in Italia muove ancora i primi passi. Alcuni Fleet manager sono preoccupati dai costi di listino dei veicoli elettrici che sono ancora poco più alti dei veicoli termici. Bisogna pensare però che questi veicoli a Zero emissioni richiedono una manutenzione contenuta e non devono rimanere fermi durante i blocchi del traffico; inoltre il costo dell’energia elettrica è inferiore rispetto all’equivalente costo del carburante tradizionale e tutti questi fattori, in circa 3 anni, rendono la vettura elettrica più vantaggiosa rispetto a una vettura a combustione interna”.

Leggi le previsioni sulla diffusione delle auto elettriche nello studio di Boston Consulting Group.

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