AutoDura LexSguardo sul futuro

Settore auto, la tempesta (im)perfetta

Settore auto, la tempesta (im)perfetta. Dopo gli ottimi risultati dal 2014 allo scorso anno, quando si è avuto un primo stop (leggi qui i dati europei fino a novembre 2018 e qui i dati italiani), il settore automotive è preoccupato non da una, bensì da diverse rivoluzioni in atto, che vanno a colpire soprattutto l’industria automobilistica europea. “Ci sono troppe rivoluzioni allo stesso tempo”, ha detto Juergen Pieper, analista della Bankhaus Metzler di Francoforte. “E’ un mix negativo”. Andiamo a vedere qual è: l’industria automobilistica è già alle prese con regole ambientali sempre più severe, un costoso passaggio alla mobilità elettrica e il rischio che i servizi di ride-hailing (leggi qui il boom di questo mercato) rendano il mercato più piccolo. L’improvviso rallentamento della domanda di veicoli convenzionali rischia di diminuire il flusso di cassa necessario per finanziare questa transizione, su cui si va ad aggiungere anche la Brexit che da un lato indebolisce il mercato automobilistico locale, il secondo del Continente, e dall’altro colpisce  tutti i produttori europei e britannici a causa degli stretti legami tra gli stabilimenti di assemblaggio e i fornitori su entrambe le sponde della Manica.

Settore auto, la tempesta (im)perfetta; arrivano migliaia di tagli di posti di lavoro da Ford e Jaguar Land Rover. Cala anche il mercato tedesco e quello cinese

Settore auto, la tempesta (im)perfetta, vede il calo dopo decenni anche della Cina, primo mercato al mondo, che subisce pure la guerra di dazi voluta da Trump, e della Germania, il primo in Europa, economia che rischia di scivolare in una recessione tecnica dopo il drammatico crollo dell’attività industriale nel 2018, in parte causato dalle iniziative intraprese dai produttori di automobili per adattarsi alle nuove procedure di test delle emissioni, che ha causato strozzature nella produzione e del giro d’affari in tutto il paese. Le aspettative di Volkswagen e Daimler AG per una ripresa della domanda non si sono ancora concretizzate, con le consegne in Germania che sono diminuite del 7,6% a dicembre. andamento negativo che, secondo Evercore ISI, dovrebbe continuare nel 2019.

Perciò due Big del settore, guarda caso una britannica e una con una grande presenza in Germania, ovvero Jaguar Land Rover e Ford hanno annunciato migliaia di licenziamenti, rispettivamente di 4.500 posti di lavoro, il 10% del totale, mentre quelli dell’Ovale Blu potrebbero arrivare sino a 25mila. Soprattutto in Europa. Dove punta ad accelerare la ventilata alleanza con Volkswagen (leggi qui). “Potremmo assistere al preludio di un ulteriore consolidamento del settore, un fenomeno ciclico”, ha commentato Steve Man, analista di Bloomberg Intelligence di Hong Kong, che ha sottolineato come: “Il costoso sviluppo per i veicoli del futuro e i volumi in calo sono la ricetta per legami più stretti”. Secondo indiscrezioni, il gruppo automobilistico statunitense potrebbe uscire dal segmento dei multivan e unire i quartieri generali di Ford U.K. e di Ford Credit a Dunton, in Essex.

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