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Stop al Geoblocking. Balzo verso un mercato unico digitale

Come il roaming per le telecomunicazioni, anche lo stop al Geoblocking entrato in vigore ieri l’altro, secono il regolamento UE 2018/302 del 28 febbraio 2018, mette un nuovo mattoncino per la vera unione degli Stati europei, eliminando gli ostacoli agli scambi transfrontalieri, consentendo ai consumatori di acquistare beni e servizi da imprese situate in Stati membri diversi a parità di condizioni rispetto ai cittadini di quello stesso Stato. Con, però, alcune limitazioni. Che, al momento, riguardano soprattutto e-book e servizi audivisivi,venduti con esclusive territoriali, ma anche  servizi di trasporto, anche se la legislazione dell’UE in questa materia di  già vieta discriminazioni analoghe a quelle vietate dal regolamento per quanto riguarda i biglietti aerei, il trasporto con autobus e il trasporto per vie navigabili. E poi i servizi finanziari, compresi i servizi di pagamento, che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento. Ciò non pregiudica l’obbligo previsto dal regolamento di non discriminare in relazione alla gamma dei mezzi di pagamento accettati dagli operatori economici. D’ora in poi, quindi, siti, app e aggregatori non potranno più impedire l’accesso agli utenti soltanto sulla base della nazionalità o della posizione geografica individuate tramite indirizzo Ip; “un passo decisivo verso il mercato unico digitale” ha recentemente commentato Roberto Liscia, presidente di Netcomm (leggi qui uno dei suoi interventi).

Stop al Geoblocking. Balzo verso un mercato unico digitale. Gli scogli della logistica

Le imprese che vendono online nell’UE, indipendentemente dalla loro sede, dovranno così assicurarr che le loro condizioni di vendita, compresi i metodi di pagamento, non discriminino i clienti online in base alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento. Con l’obiettivo per la Commissione Ue di creare un mercato unico digitale, che mira ad abbattere gli ostacoli alle attività transfrontaliere online e ad eliminare le principali differenze tra i mercati online e offline. Tra le altre misure volte a promuovere il commercio elettronico transfrontaliero nell’UE figurano:

  • un nuovo regolamento sui servizi di inoltro pacchi transfrontalieri che rende i prezzi più trasparenti e più accessibili (entrato in vigore il 22 maggio 2018);
  • nuove norme per ridurre l’onere amministrativo delle operazioni transfrontaliere in materia di IVA (entrate in vigore nel gennaio 2021);
  • un nuovo regolamento riveduto sulla cooperazione per la tutela dei consumatori (che entrerà in vigore il 17 gennaio 2020) che consentirà alle autorità nazionali di cooperare per affrontare congiuntamente le violazioni del diritto dei consumatori con un elemento transfrontaliero.

Stop al Geoblocking. Ma voi Fleet Manager comprereste online le auto per la vostra flotta, o alcuni servizi come la manutenzione, o soluzioni di fleet management? Difficile, perchè oltre ai problemi di logistica vi sono anche quelli di erogazione locale dei servizi, nonché le grandi differenze fiscali e burocratiche tra i paesi. Che questi regolamenti non trattano.

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