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Seat: è il metano la risposta. Ecco la tecnologia TGI

Seat spinge sul metano e arricchisce la gamma con la nuova tecnologia TGI (turbo gas injection). Il brand del gruppo Volkswagen ha presentato ad Avila, in Spagna, le nuove Ibiza, Arona e Leon TGI, espressione del più avanzato sistema ibrido di alimentazione a gas naturale combinato alla benzina presente sul mercato. Il motore viene alimentato a gas e quando questo si esaurisce passa alla benzina, che non è quindi la risorsa primaria. Lo switch non è percettibile ed è automatico.  Anche nel caso di temperature esterne a -10 l’avvio avviene con il motore termico, nell’attesa che gli iniettori del gas vengano riscaldati e si attivi il circuito a metano.

Fedele ad una strategia che vede il posizionamento nell’offerta di auto a metano omologate monovalenti in primo piano, negli ultimi due anni Seat ha migliorato la tecnologia TGI aggiungendo un terzo serbatoio, cosicché nel caso di Ibiza e Arona l’autonomia arriva a 360km (ciclo Wltp). La Leon arriva a percorrere 440km. In questo modo, la casa spagnola riesce ad offrire una valida alternativa al Diesel, con prodotti allineati per i costi.

“Le vendite dei modelli a metano sono salite a 11mila560 unità l’anno scorso, con Italia, Spagna e Germania come mercati trainanti – argomenta il direttore del brand Pierantonio Vianello -. Solo nel nostro Paese ne abbiamo commercializzate 3mila033 rispetto alle mille857 del 2017. La nostra roadmap di evoluzione tecnologica è di lungo periodo: come avete visto a Ginevra abbiamo presentato progetti di mobilità sostenibile orientati a far sì che lo diventi per tutti. Quindi parliamo di autonomia e costi di possesso realistici: El-Born e Formentor sono la nostra risposta, anche per impatti ambientali degni di nota, con emissioni di Co2 inferiori a 90 grammi per chilometro”.

Andrew Shepherd

In un momento in cui la mobilità rispettosa dell’ambiente è un tema centrale, Seat pensa debba essere un diritto diffuso, quindi non necessariamente esprimibile attraverso un’auto di lusso. Secondo quanto spiega Andrew Shepherd, ingegnere del Gruppo Volkswagen per la linea di produzione a metano, questa alimentazione risulta del 55% meno cara della benzina e del 30% rispetto al Diesel. “Con 3,5 euro per cento chilometri di percorrenza è senza tema di smentita interessante per le flotte aziendali e per target di clientela giovane – continua Vianello -, quest’ultima ha adottato il gas naturale (che alimenta le nostre case quotidianamente, ndr) con convinzione: il 52% dei clienti della Leon è Millennial”. L’auto è equipaggiata con sistemi di connettività digitali richiesti dai trentenni e dispone anche di Alexa di Amazon.

Ecco quindi Ibiza, Arona (la crossover fu premiata ad MFA – Mission Fleet Awards nel 2017 ed è l’unico Suv al mondo a gas naturale) e Leon TGI sviluppate nella sede di Seat a Martorell. I costi di manutenzione dei veicoli sono in linea con quelli dei motori a combustione tradizionale. Il valore dell’impatto ambientale si amplifica in quanto compatibile con il biometano, di cui Seat sta supportando la diffusione. “Abbiamo inaugurato con Snam il primo distributore di biometano a Siena”, aggiunge il direttore del brand.

Infrastruttura: Seat chiude un’accordo con Snam

Ed è proprio sull’infrastruttura che si gioca il successo di questa alimentazione, essendosi già lasciata alle spalle la reputation di mera soluzione di risparmio o che si esprime con poca grinta alla guida, secondo quanto spiega Seat. “In Italia ci sono 1200 distributori (la Sardegna è l’unica regione sprovvista) e abbiamo chiuso un accordo con Snam per sviluppare tutte le tecnologie a metano, anche nella variante bio: costruiremo insieme le pompe da posizionare presso i concessionari disponibili – argomenta Vianello -: il potenziale c’è, basti considerare che l’anno scorso abbiamo venduto auto fino a luglio perché la produzione ha consentito di soddisfare un numero circoscritto di richieste”.

Per le flotte Seat mette in evidenza la possibilità di installare un Wall Box in azienda, oltre ai vantaggi fiscali e costi di esercizio competitivi. In diverse regioni non si paga il bollo, ad esempio. “Siamo in fase avanzata di colloqui con alcune società che vogliono rinnovare il loro parco auto, con Snam siamo partner di un progetto che mette al centro il metano come l’alternativa ideale in questa fase di profonda trasformazione dell’automotive e della sensibilità sociale nei confronti della sostenibilità. Senza dimenticare che il tema della riduzione di Co2 assume peso nei valori aziendali e viene indicato negli statuti con precisi programmi di CSR”.

La gamma Seat copre attualmente l’83% dei segmenti auto di mercato (sale dal 55%), nell’ambito del gruppo Volkswagen rappresenta la marca ‘di accesso’. Ha i clienti più giovani di tutta Europa. La casa ha chiuso il 2018 con 10 miliardi di fatturato e 300 milioni di utile. Investe 1,2 miliardi in ricerca e sviluppo, incrementando del 30% anno su anno. Le vendite del primo trimestre 2019 sono su dell’11% nel Belpaese (in un mercato che flette del 6,6%) e dell’8,8% nel mondo.

In questo articolo vi abbiamo scritto di 20 nuovi distributori a metano che Safe realizzerà per Eni.

In questo numero della nostra rivista cartacea Mission Fleet avevamo approfondito sul metano.

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