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Vendite diesel Italia in avvicinamento alle auto a benzina

Le vendite diesel Italia segnano ancora la débacle a maggio. Nella puntuale analisi di Dataforce Italia sulle immatricolazioni, il dettaglio sulle alimentazioni è impietoso.

Il dieselgate fa ancora il suo effetto e a maggio fa segnare un calo delle immatricolazioni del 17,52% (di poco inferiore al calo di aprile).

Vendite diesel Italia, in allineamento con benzina

Le auto a benzina immatricolate crescono del 22,73%. Ormai le immatricolazioni dei due principali carburanti si avvicinano: 87.000 le auto a benzina targate a maggio, 97.000 le auto a gasolio.

“In un solo mese sono state immatricolate circa 20.500 auto a gasolio in meno, mentre quelle alimentate a benzina sono state 16.000 in più”, osserva Dataforce Italia.

Le immatricolazioni di auto a gpl sono in crescita del 5,08%, mentre quelle delle vetture a metano sono invece calate sensibilmente per mancanza di prodotto: -26,44% (corrispondenti a circa 1.500 unità in meno).

Le elettriche sono cresciute in maniera formidabile grazie agli incentivi, (+89,81% pari a 617 unità in più). Anche le ibride sono cresciute di ben 34,84 punti percentuali, passando dalle 7.853 di maggio 2018 a 10.589 di maggio 2019. Le ibride plug-in, ossia quelle incentivate dalla recente introduzione dell’ecobonus, hanno fatto segnare una crescita del 63,25%, pari a 181 unità vendute in più.

I segmenti: city car e SUV trainano

A maggio, gli unici segmenti di volume a reggere il passo dello scorso anno e far segnare incrementi sono stati l’A (ossia le citycar) e i Suv di piccola taglia (segmenti A-B). Un modesto incremento anche per le berline di classe media e alta (segmenti D-E-F-G).

Utilitarie e Suv, sorpasso in vista

Il segmento A ha fatto registrare un aumento delle immatricolazioni del 7,5% (sono quasi 2.400 unità in più), i Suv A-B sono cresciuti del 20,47%, raggiungendo 39.000 immatricolazioni in un solo mese, a breve distanza dal segmento più importante del mercato, quello delle utilitarie di segmento B, che a maggio ha superato di poco le 43.000 vendite (-8,24%).

È probabile che entro al fine dell’anno le piccole Suv superino per la prima volta quella che è da sempre la tipologia di vetture preferita dagli italiani, l’utilitaria”.

In sofferenza tutti gli altri segmenti, con quelli delle monovolume che ad aprile hanno perso quasi il 20% delle immatricolazioniNel cumulato dei primi 5 mesi sono stati immatricolati 375.000 Suv/crossover, con una crescita di quasi 25.000 unità.

Il mercato complessivo a maggio

Guardando alle vendite complessive del mese, il mercato ufficiale dell’auto (passenger cars) è ritornato in rosso, dopo la fugace fiammata di aprile (+1,59%) che aveva interrotto il trend negativo del primo trimestre 2019.

Le nuove targhe di vetture sono state 197.397, contro le 199.956 del maggio precedente.

Un decremento di 2.559 unità (-1,28%), cui ha contribuito principalmente il canale di distribuzione dei privati, che in un solo mese ha lasciato sul campo oltre 8.000 consegne (-7,38%).

Il saldo gennaio-maggio, però, rimane positivo per i privati, che hanno acquistato oltre 9.500 vetture in più (+1,88%) e in pareggio per le immatricolazioni business (+0,08%), mentre il comparto del long rent, che pure ha chiuso, dopo aprile, anche maggio in attivo (+5.612 unità, +20,23%), rimane in territorio negativo nel cumulato annuo (-1,59%).

ll comparto del NLT, tornato in territorio positivo ad aprile (+13,49%), dopo le pesanti battute d’arresto dell’ultimo scorcio del 2018 e dei primi tre mesi del 2019, anche a maggio ha registrato un attivo

Per giunta ancora migliore: +20,23%. Ma sono gli operatori captive (cioè quelli controllati dai costruttori) ad evidenziare un trend molto positivo (+80,03%).

Quanto ai generalisti Top, mostrano l’ennesimo decremento. E’ del -10,66%, in linea con i regressi precedenti, da imputare comunque a 2 dei primi 4 player del comparto. Per la seconda volta dopo anni, anche a maggio (dopo aprile) le captive hanno superato i volumi delle concorrenti generaliste.

Vendite auto a maggio: marche e modelli 

La graduatoria degli Oem (original equipment manufacturer) vede un andamento differenziato nelle prime posizioni. Fiat si mantiene al comando ma, come ad aprile e a differenza degli ultimi tempi, riesce a chiudere il mese sfiorando il pareggio. Il costruttore nazionale ha immatricolato 35.084 vetturesolamente 682 meno di maggio 2018. La sua quota di mercato nel 2019 è risalita al 16,35% (2 punti in meno del 2018).

Al secondo posto dietro Fiat c’è Volkswagen, che a maggio ha fatto registrare un saldo positivo del 5%. Il brand di Wolfsburg ha immatricolato 18.874 vetture contro le 17.975 del maggio precedente.

Il terzo posto in graduatoria è appannaggio di Renault, che ha scalzato nuovamente Ford. Il costruttore francese ha però chiuso il mese in negativo (12.988 nuove targhe, -14,47%), seguita appunto da Ford con 11.916 nuove targhe (-7,07%).

Nelle posizioni di rincalzo, Opel in crescita (+5,51%), Peugeot in leggera flessione (-1,59%), che è tallonata da Dacia (in forte espansione di vendite: +42,25%), Toyota (+5,14%), Citroen (+5,77%) e Jeep (-14,54%).

Fuori dalla Top Ten è Lancia, pur in crescita del 20,11%, che ad aprile è dietro ad Audi (+4,86%). Nelle retrovie, continua l’avanzata di Suzuki (+8,14% a maggio), che nel cumulato annuo è vicinissima a conquistare una quota di mercato del 2%.

In questo articolo quanto vale il mercato degli Adas.

Qui le statistiche di Dataforce Italia.

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