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Volkswagen, nuovi test emissioni su tutte le auto del gruppo

Se in precedenza l’esecutivo aveva reso noto di voler ricalcolare solo le emissioni di biosido di azoto dei motori diesel, ora sotto esame satanno sia le emissioni di CO2 sia quelle di biossido di azoto. “Abbiamo tutti l’interesse che i veicoli del gruppo siano ricontrollati” ha detto Dobrindt. “Il mio governo voleva obbligare l’azienda di versare tasse extra a causa dello sforamento del tetto massimo di emissioni consentite per avere una detrazione. In realtà tutta la vicenda ha irritato me e tutti i ministri di Angela Merkel. Quest’ultima ha subito imposto di prendere provvedimenti affinché una cosa simile non accada più. Per questo VW ha il dovere di fare chiarezza in maniera trasparente e comprensibile”.

Ed è proprio il tema dei reali consumi di carburante che potrebbe rappresentare una spina nel fianco nelle future vendite di auto del gruppo VW: è questo il punto che interessa maggiormente i consumatori, interessati più al proprio portafoglio che alla qualità dell’aria anche perché nel vortice dello scandalo sono entrati anche i motori diesel.

Gli investigatori Usa, infatti, ritengono che anche il motore diesel 3.0 V6 TDI sia implicato nello scandalo emissioni. Un’accusa che – se provata – potrebbe avere conseguenze significative nella struttura manageriale della casa tedesca. Intanto, dal quartier generale di Wolfsburg è giunto l’ordine diretto ai concessionari di Usa e Canada di fermare la vendita dei nuovi modelli equipaggiati con questo propulsore, vale a dire le Audi A5 e A6 e la Porsche Cayenne. A loro difesa, i manager VW sostengono che su questo motore non è stato installato il software che ne avrebbe alterato le emissioni (a differenza di quanto accaduto con altre auto). Per questo motivo si sono detti a disposizione dell’Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale.

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