Hilton Lake Como e il destination marketing come un MUST

Hilton Lake Como ha celebrato i 100 anni di Hilton con un evento durante il quale il general manager Alessio Colavecchio ha presentato il video che racconta come il quattro stelle sta sviluppando l’Hilton Effect, cioè l’impatto positivo che ogni struttura del gruppo ha sulle persone e sul territorio in cui opera (leggi qui il profilo dell’hotel). Una relazione quest’ultima che lo porta ad affermare, come leggerete, che il destination marleting è insito negli obiettivi dell”hospitality.

Attraverso la voce dei protagonisti, il video narra di Mini Master Housekeeping, il progetto di formazione per camerieri ai piani realizzato dall’hotel insieme a Fondazione Cometa, associazione no profit locale impegnata nell’accoglienza, nell’educazione e nella formazione di bambini e ragazzi, sostenendo le loro famiglie. Il progetto ha permesso a quindici persone provenienti da diversi paesi non solo di formarsi ma di collocarsi a livello occupazionale nel territorio e, nel caso di due persone, di entrare nello staff dell’Hilton Lake Como. Il rapporto con Cometa non si è però esaurito qui. Nel corso dell’evento del centenario, infatti, l’hotel ha donato 100 soggiorni alla fondazione, che li metterà all’asta ricavandone fondi a sostegno delle proprie attività.

L’Hilton Effect di Hilton Lake Como non si limita alla formazione perché, come sottolinea Colavecchio: “La catena continua a supportare le realtà che lavorano alla diffusione della pace e della comprensione e pone il sostegno delle persone e la tutela dell’ambiente al centro della propria mission grazie a programmi specifici con applicazioni pratiche e azioni concrete”. Ecco, per esempio, la promozione del territorio e delle sue risorse sviluppata con la creazione di iniziative legate alla cultura, al sociale e all’ecologia.

Hilton Lake Como

Hilton Lake Como: quando l’hotel fa destination marketing

Inaugurato poco più di un anno fa, l’albergo sorto da un grande di intervento di riqualificazione edilizia si trova a dieci minuti dal centro di Como e dispone di 170 camere, tre ristoranti e uno spazio per eventi fino a 300 partecipanti, compreso un salone privo di colonne e uno con terrazza. “La nostra volontà è stata sin da subito quella di cambiare le regole del gioco, cioè di destagionalizzare mantenendo l’albergo aperto tutto l’anno. Abbiamo fatto da apripista: altre strutture hanno scelto di non chiudere mai, aumentando le presenze non solo leisure ma anche business nella destinazione”, dice Colavecchio. “Il 35% della nostra occupazione è legata al mice: la parte del leone la fa il corporate con un 50% estero, segmento che stiamo ampliando puntando su mercati quali gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Medio Oriente. Va però sottolineato che la nostra è sempre un’attività di destination marketing: prima di vendere l’hotel, promuoviamo l’intera destinazione”.

In questo video i 100 anni di Hilton attraverso una timeline di primati: la catena ha introdotto il primo telefono in camera per chiamate esterne dirette, la prima Tv, il primo condizionatore, la colazione in camera, la prima chiave digitale e il primo airport hotel.

 

 

 

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