Prima prenoti, meno spendi

L’abitudine di prenotare i  voli un paio di giorni prima  della partenza sembra  ormai destinata a tramontare.  Negli ultimi anni le compagnie  aeree di linea, per conquistare  la clientela business, hanno messo  a punto una gamma sempre più  ampia di tariffe parzialmente flessibili,  che offrono forti sconti a  fronte di alcune restrizioni (tra le  altre il minimum stay, il sunday rule  e soprattutto l’advanced booking,  cioè l’obbligo di prenotazione  anticipata), ma che rispetto al passato  consentono la cancellazione o  il cambio di prenotazione versando  una modesta penale. Un numero  crescente di aziende, dunque,  ha compreso che una delle chiavi  per riuscire a risparmiare sulle  spese di biglietteria aerea è indurre  i dipendenti a prenotare con largo  anticipo. Lo dimostra il “Quarterly  Trend Report” realizzato lo  scorso ottobre da Orbitz for Business,  online travel agency rivolta  al segmento corporate, in collaborazione  con la rivista Business Traveller   Magazine: il 47% del campione  (612 viaggiatori d’affari americani)  dichiara di prenotare le trasferte  con il più largo anticipo possibile.  Il 43% sostiene che rispetto  al passato è più attento a scegliere  tariffe convenienti, mentre il 17%  dichiara che la sua azienda ha inserito  nella travel policy misure  per scoraggiare le prenotazioni  dell’ultimo minuto. «La nostra ricerca  ha rilevato la nuova tendenza  da parte dei business traveller a  mutare i comportamenti d’acquisto  a causa della recessione economica,  viaggiando in maniera differente  e manifestando una maggiore attenzione  ai costi – ha dichiarato  Dean Sivley, senior vice president  di Orbitz for Business –. Possiamo  aspettarci che i travel manager  continuino a imporre ai dipendenti  delle regole fortemente improntate  al risparmio, quali la prenotazione  anticipata dei voli, la scelta di alberghi  di categoria inferiore e il  noleggio di auto a basso consumo  di carburante».
Questo trend trova conferma anche  nell’indagine “The Financial  Crisis & Travel Policy Changes”,  effettuata dall’associazione BTC  (Business Travel Coalition) interpellando  196 travel manager americani,  europei, asiatici e arabi.  Chiamati a indicare gli strumenti  adottati per contenere le spese di  viaggio, la maggior parte degli interpellati  cita le prenotazioni almeno una settimana prima della partenza.
Ma quanto è possibile risparmiare grazie all’advanced booking? Utili  indicazioni ci giungono dall’indagine  “Playing by the Rules: Optimizing  Travel Policy and compliance”,  presentata lo scorso giugno  dalla travel management company  Carlson Wagonlit Travel e realizzata  interpellando un campione rappresentativo  di imprese con spese  di viaggio superiori a 5 milioni di  dollari e quartier generale in Nord  America, Europa e Asia Pacifico.  Dall’analisi di 33mila transazioni  compiute da 46 aziende su 13 rotte  emerge che l’average ticket price  può essere di oltre il 50% più basso  quando i voli sono prenotati 14  giorni prima della partenza. Il risparmio,  ovviamente, varia a seconda  della tratta e della classe di  servizio utilizzata. L’indagine sottolinea  come i risparmi più significativi  riguardino i voli in classe economy  (in media il 39%, contro il 6%  della business) e le rotte dove competono  più vettori. Ad esempio, sui  voli domestici americani sono disponibili  maggiori sconti rispetto  alle tratte all’interno della Francia,  saldamente presidiate dalla compagnia  di bandiera (prenotando due  settimane prima un volo New York-Chicago si ottengono sconti medi  del 58%, mentre quelli della tratta  Marsiglia-Strasburgo si aggirano intorno al 19%). Gli sconti sono moderati  anche sulle tratte dove la domanda  supera l’offerta, come la Cina  e l’India.
Nonostante le opportunità di risparmio  siano evidenti, imporre ai  dipendenti la prenotazione anticipata  non è così facile. A detta di  Cwt, infatti, solo il 36% dei voli in  classe economy viene prenotato  almeno due settimane prima della  partenza, mentre il 19% è acquistato  con 13-8 giorni d’anticipo e il  34% da una settimana a tre giorni  prima. Inoltre, circa il 77% delle  imprese campione ha introdotto  nella travel policy l’obbligo dell’advanced  booking. Di queste, però,  solo il 30% impone la prenotazione  una o due settimane prima della  partenza, mentre il 25% si limita a  suggerire ai viaggiatori di organizzare  la propria trasferta prima possibile,  senza stabilire dei limiti di  tempo.

La parola alle aziende e alle agenzie di viaggio
La tendenza a prenotare in anticipo  sta prendendo piede anche a  casa nostra, almeno a giudicare  dalle testimonianze che abbiamo  raccolto. «Negli ultimi anni abbiamo  riscontrato da parte dei nostri  clienti la tendenza, laddove possibile,  ad anticipare la data di prenotazione  per poter usufruire di offerte  più convenienti – dichiara ad  esempio Franco Vismara, a capo  dell’agenzia Schooner Viaggi –.  Questo trend è connesso, ovviamente,  a una maggiore attenzione  al costo delle trasferte e al saving.  Nonostante la fase di recessione  che l’economia sta attraversando,  non stiamo rilevando una diminuzione  del numero delle trasferte: al  contrario, in tempi di crisi è indispensabile  viaggiare di più per  esplorare nuovi mercati. Le imprese  cercano, piuttosto, di spendere  meno, usufruendo maggiormente  delle compagnie low cost e sfruttando  meglio le opportunità di risparmio  offerte dal mercato».
«Le aziende manifestano una crescente  attenzione alla spesa: per  questo sempre più spesso inseriscono  nelle proprie travel policy  precise indicazioni sull’anticipo  con cui acquistare i biglietti aerei e  ci chiedono di segnalare le prenotazioni  effettuate sotto data – sottolinea  inoltre Achille Sbrojavacca,  titolare dell’agenzia Sbrojavacca  Viaggi –. Le travel management  company giocano un ruolo fondamentale  in questa nuova consapevolezza  delle aziende perché possono  evidenziare le tariffe scontate  più convenienti e i vantaggi derivanti  dalle prenotazioni con largo  anticipo. Per le agenzie questo  trend si traduce in un maggiore lavoro  di ricerca, ma anche in una  maggiore valorizzazione del loro  lavoro e della loro capacità di generare  saving per il cliente».
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Lo scorso anno abbiamo compiuto  un’analisi dell’average ticket price  in funzione dell’anticipo con cui  si effettua la prenotazione – afferma  Cristina Rovati, travel manager  di ABB –. Ci siamo infatti resi conto  che prenotare i voli aerei con  anticipo consente considerevoli risparmi,  soprattutto sulle tratte domestiche  ed europee. Abbiamo anche  svolto una survey presso i nostri  dipendenti per cercare di capire  quali sono le loro abitudini di  acquisto in funzione dell’attività  svolta. Per il momento ci siamo limitati  a sensibilizzare il personale  sulle opportunità di risparmio che  derivano dalla prenotazione anticipata,  senza inserire alcuna regola  nella travel policy: non tutte le trasferte  dei nostri dipendenti, infatti,  possono essere organizzate con  largo anticipo. Comunque negli ultimi  anni il nostro ricorso alle tariffe  scontate e ai voli low cost è considerevolmente aumentato».
«La nostra policy prevede che i dipendenti  effettuino la prenotazione  con almeno due o tre giorni di  anticipo – sostiene inoltre la travel  manager di una grande azienda italiana,  con 1200 dipendenti –. Questa  regola, però, non è mai stata  pienamente rispettata perché le  emergenze e i viaggi dell’ultimo  minuto sono all’ordine del giorno.  Negli ultimi tre o quattro anni la  nostra azienda non ha badato molto  alla convenienza tariffaria in relazione all’anticipo della prenotazione.  Dalla scorsa estate, invece,  con l’ingresso di un nuovo amministratore  delegato, è tornata in auge  l’esigenza di contenere le spese di  viaggio e ridurre i costi. Abbiamo  cercato con successo di sensibilizzare  i dipendenti, che oggi mi chiedono
un piano tariffario con indicate  le tariffe in base all’advance  purchase, in modo da poter pianificare  le trasferte scegliendo il prezzo  più conveniente Nel corso del  2009 inaugureremo anche una nuova  travel policy che terrà sicuramente  conto di questo aspetto».

 

Testo di Simona Greppi, Mission n. 1, gennaio-febbraio 2009

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