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Querelle Air Italy, ai vettori Usa: rivolgetevi a Enac e UE

Air Italy replica alle accuse delle big three americane, notoriamente respingenti verso nuovi vettori che “violano” il ricco mercato transatlantico. Da anni è in corso la querelle sulle compagnie aeree del Golfo Persico, che le aerolinee a stelle e strisce hanno cercato di fermare in tutti i modi, adducendo che sono sostenute da aiuti di Stato e quindi non competono ad armi pari. Oggi è Qatar Airways l’accusata di invadere senza diritto i cieli Usa, attraverso la partecipata italiana, Air Italy, di cui detiene il 49%. Come noto la ex Meridiana ha attivato diverse nuove rotte sugli States, di cui vi abbiamo scritto qui.

Invece, l’inaugurazione dei voli per San Francisco da Milano Malpensa è in questo brevissimo video. L’operativo prevede quattro frequenze alla settimana, di martedì, mercoledì, giovedì e sabato.

Gli appelli di American Airlines, Delta e United arrivano sulla scrivania di Mike Pompeo, segretario di Stato sotto la presidenza Trump, dopo avere solcato le pagine pubblicitarie sui quotidiani nei giorni scorsi.

La lettera pubblicata sui giornali rammenta l’accordo che gli Stati Uniti hanno negoziato nel 2018 con Qatar Airways, finalizzato a non aggiungere nuovi voli negli Usa. Quei voli che Air Italy ha di fatto introdotto e che l’America dei cieli interpreta come il tentativo di Qatar airways di aggirare i termini dell’accordo di Open Skies. Le tre compagnie aeree sostengono che circa 1,2 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti sono a rischio per effetto di queste iniziative. Addirittura le big three statunitensi ipotizzano che i voli italiani sugli Usa siano una sorta di servizi in quinta libertà di Qatar Airways, riportano alcune fonti di stampa estera.

Air Italy si difende così: “American Airlines, Delta e United hanno intrapreso una lunga guerra contro i loro concorrenti in Medio Oriente. Lo scorso anno, una volta risolte queste controversie, le tre compagnie aeree americane hanno deciso di rivolgere la loro attenzione verso Air Italy, sostenendo che essa rappresenti in qualche modo una minaccia per i posti di lavoro americani e per lo stato di salute dell’industria del trasporto aereo statunitense. Riteniamo pertanto necessario presentarci e mettere le cose in chiaro”.

La ex Meridiana difende la sua indipendenza manageriale e la sua italianità: “Siamo una compagnia aerea registrata in Italia e con sede in Italia. Voliamo da 56 anni (in precedenza eravamo conosciuti come Meridiana) e abbiamo servito gli Stati Uniti per molti anni. I nostri azionisti sono Alisarda, che detiene il 51% delle nostre azioni, e Qatar Airways, con una quota del 49%. Il nostro assetto proprietario è stato visto e approvato dall’Autorità per l’Aviazione Civile Italiana, Enac e dalla Commissione europea”, si legge.

E conclude: “Qatar Airways, che ha annunciato l’ingresso nella nostra compagnia nel 2016, perfezionandolo nel 2017 con l’acquisizione di una quota di minoranza, non opera in code-share sulle nostre linee USA-Italia. I maggiori vettori statunitensi (e i loro alleati) controllano circa il 90% di tutto il traffico transatlantico. Se una qualsiasi di queste tre compagnie aeree statunitensi credesse sinceramente che la nostra piccola quota del ‘loro’ mercato sia una minaccia, che non dovremmo servire gli Stati Uniti o avere la licenza di vettore italiano, allora dovrebbe indirizzare il proprio reclamo all’Enac e alla Commissione europea. Siamo orgogliosi di servire il mercato statunitense con un nuovo brand e una nuova livrea, offrendo ai passeggeri un’alternativa di viaggio economica, divertente e di alta qualità”.

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