ARTICOLO
MISSION FLEET 2 - 2012 
24/05/2012

Dal leasing finanziario a quello operativo: nuove prospettive di crescita


Il Leasing Forum organizzato da Assilea, l’associazione che rappresenta le società di leasing, ci dà lo spunto per parlare di scenari e opportunità del leasing operativo. Come possiamo sintetizzare le conclusioni di questa giornata? Sostanzialmente in questo modo: il leasing finanziario è da tempo giunto alla sua fase di maturità ma può tornare a dare belle soddisfazioni, quando, affiancato da servizi di gestione, si trasforma in leasing operativo.
I clienti traggono molteplici vantaggi dal leasing operativo. Prima di tutto in termini di cash flow, dato che non prevede anticipo e riduce l’importo della rata non ammortizzando completamente il bene. Secondo: si presta facilmente ad essere “costruito” in modo flessibile e solleva il cliente dall’incombenza della gestione. Il terzo aspetto, molto interessante in tempi di “credit crunch”, ha a che vedere con la proprietà del bene che resta saldamente in capo al fornitore e costituisce una forma di sensibile riduzione del rischio di credito. Da ultimo, ma solo per chi deve rispettare le regole contabili IAS, il leasing operativo è “fuori bilancio”, vale a dire non costituisce una passività e per questo contribuisce a migliorare i ratio patrimoniali.
I fornitori godono a loro volta di numerose possibilità. Possono differenziare l’offerta, spostando il focus dal tasso di interesse ai servizi e ottenere in tal modo una marginalità complementare. Inoltre il fornitore può anticipare il momento d’ingresso “in casa” del cliente, non più dopo la decisione di investimento, quando si tratta di scegliere la forma di pagamento dell’acquisto, ma fin dalla fase iniziale del processo decisionale. Ma è soprattutto la stretta partnership che si crea con il fornitore del bene che permette di entrare nei suoi programmi di vendita andando oltre il semplice accordo base (patto di riacquisto alla fine del contratto, garanzie su funzionamento e vizi del bene) per arrivare al co-branding, alla gestione di fatturazioni e incassi, alla partecipazione al rischio di credito fino alla “virtual joint venture”.
 
Il leasing operativo in Italia
Ma qual è il quadro generale in cui si sviluppa il leasing operativo in Italia? C’è molta confusione terminologica: renting, leasing operativo, locazione operativa, noleggio, operating lease, locazione a lungo termine, long term rent. Ognuno usa la propria terminologia. Troppe definizioni per pochi prodotti? Forse sì. Tre infatti possono essere le definizioni adottabili (renting, leasing finanziario, leasing operativo in cui rientra il noleggio) in funzione di tre caratteristiche: durata, livello di servizi offerti, proprietà del cespite alla fine del contratto.
Altro aspetto rilevante è la regolamentazione di Banca d’Italia: la distinzione tra attività finanziaria ed attività non finanziaria è una separazione il cui posizionamento non è ben definito, potendo gli intermediari finanziari ugualmente esercitare il leasing operativo purché sia “attività connessa” e non generi rischi legati all’asset. Questi rischi sono evitati rispettando tre elementi: acquisto del bene solo a fronte di un contratto già stipulato; acquisto del bene alla fine del contratto da parte di terzi ad un valore predefinito, rischi/responsabilità concernenti il bene locato (assistenza/manutenzione) in carico a terzi.
Sempre in tema di regole, IAS e Codice Civile viaggiano su binari diversi: per i primi il leasing operativo è un prodotto che deve sottostare a molteplici rigide condizioni per non essere indicato in bilancio come “debito”, per il secondo è un prodotto ancora sconosciuto ma riconducibile alla “locazione” regolata dall’art. 1571 ss. Qui le regole dovrebbero cambiare dal 2015 quando anche il leasing operativo dovrà essere indicato nello stato patrimoniale del cliente.
 
L’automobile
Il mercato automobilistico semplifica l’aspetto terminologico. C’è il noleggio che unisce finanziamento a servizi legati all’auto ed è fornito da una società non finanziaria. C’è il leasing finanziario che finanzia l’acquisto; qualche società aggiunge alcuni servizi, solitamente una copertura assicurativa (escluso RCA) o il pagamento del bollo, ma non si va molto più in là. C’è infine il fleet management che offre uno o più servizi legati all’auto, non ha legami con la forma di acquisto dell’auto, che può essere in proprietà, leasing o altro, ed è fornito da una società di servizi.
Quali sono i numeri e le tendenze? Il parco circolante totale arriva al milione di vetture che, confrontato con i 35 milioni di auto su strada in Italia lascia trapelare le prospettive e la distanza che ci separa dal resto d’Europa.
 Gli oltre 70.000 contratti annui di leasing finanziario sono stipulati, nel 90% dei casi, da società di piccole dimensioni (meno di 5 auto in flotta) anche se il leasing non è lo strumento preferito da PMI e professionisti. Il trend è in calo a vantaggio del noleggio a lungo termine che da sempre registra incrementi annuali (a parte la crisi del 2009) e la fa da padrone non appena la classe dimensionale dell’azienda supera i 100 addetti (figura 3).
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