ARTICOLO
MISSION 3 - 2011 
24/05/2011

La nuova classificazione alberghiera

Sino a due anni fa selezionare gli alberghi sulla base del numero di stelle non metteva al riparo i travel manager da sgradite sorprese: le strutture potevano infatti rivelarsi poco fedeli alle aspettative, nonché ai budget della categoria a cui avrebbero dovuto appartenere. Questo perché la normativa italiana sulla classificazione alberghiera si basava sull’art. 7 della legge 17 maggio 1983 n. 217, la “Legge quadro per il turismo”, che demandava alle Regioni il compito di stabilire criteri e modalità per la classificazione degli hotel. Risultato? Ogni Regione era un mondo a sé, in una babele di normative che, come si può ben immaginare, finivano per destabilizzare il cliente con la disomogeneità degli standard qualitativi delle strutture. Per non parlare della cattiva impressione fatta sul visitatore straniero che, arrivato nel Bel Paese, doveva destreggiarsi tra stelle non sempre brillanti sul fronte value for money.

Italia: unico standard
Dal 2009, però, le cose sono cambiate: l'Italia, infatti, ha ottenuto un unico standard per la classificazione alberghiera su tutto il territorio nazionale, prevedendo anche un sistema di valutazione, il rating, su base volontaria, per misurare il comfort e la qualità dei servizi. Con il decreto del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla (allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Turismo) è così nato il nuovo sistema, denominato Italy Stars and Rating, con cui si garantiscono standard di servizio minimi che ogni categoria di albergo nazionale deve avere. Il provvedimento è stato sviluppato con la collaborazione degli enti locali e, infatti, si lascia alle Regioni e alle Province autonome la possibilità di individuare, recependo la norma, altre caratteristiche e tipologie legate alle specificità climatiche e culturali del territorio.
La nuova classificazione si basa su un codice rappresentato da un numero di stelle crescente e si applica alle strutture alberghiere di nuova costruzione e a quelle già esistenti che saranno ristrutturate (fatte salve le specificità per gli edifici storici sottoposti a tutela). Entrando nel dettaglio, e nella concretezza, i nuovi parametri obbligatori definiscono per gli alberghi delle varie categorie una serie di metrature per le camere singole, doppie e i bagni privati e, soprattutto, requisiti specifici relativi ai servizi offerti. Fra i principali criteri di valutazione introdotti, ecco che l'accesso a Internet e la conoscenza di una lingua straniera da parte del personale sono requisiti obbligatori per i 3 stelle, mentre per i 4 e 5 stelle la connessione a Internet deve essere un servizio offerto in camera ed è obbligatoria la conoscenza di due o tre lingue straniere. Ma, come dicevamo, la riforma introduce anche un sistema volontario di rating, espresso in lettere e associabile alle stelle, per misurare e valutare la qualità dei servizi offerti. Tutto risolto, dunque? Non proprio perché, come vedremo, l’Italia fa fatica a passare dalla teoria alla pratica, e il settore del turismo non fa accezione. Bisognerà attendere che tutte le Regioni recepiscano il decreto prima di poter avere la certezza, al momento della prenotazione di una struttura, di poter contare sugli attesi standard stellati. Ma, anche se nel business non vale il detto “mal comune, mezzo gaudio”, siamo in buona compagnia: in tutta Europa, infatti, si stanno attuando riforme della classificazione alberghiera. Un percorso che ci si augura breve per agevolare chi viaggia non solo per piacere, ma anche per lavoro.

Le stelle non stanno a guardare
Aria di novità anche tra i cugini d’Oltralpe. Dallo scorso anno, infatti, è terminata l’eccezione francese dove la categoria “quattro stelle lusso” corrispondeva agli hotel di più alta gamma. Oggi la classificazione nel Paese di Marianna va da una a cinque stelle, e la rivoluzione non finisce qui. All’Itb di Berlino (fiera dedicata al turismo trade svoltasi lo scorso marzo), infatti, è stato presentato il progetto del nuovo sistema di classificazione che si incentra sui servizi forniti alla clientela, sull’accessibilità e sui criteri ecosostenibili, differenziandosi da quello precedente, basato principalmente sulla superficie e sulle facilities delle strutture. Mission Qualité, questo il nome del progetto, ha come obiettivi dichiarati migliorare la qualità ricettiva e, conseguentemente, aumentare la competitività della destinazione. Un cambiamento di sostanza, ma anche di forma: lo stemma blu della precedente classificazione, che rimarrà in vigore sino al 2012, sarà sostituito all’entrata degli hotel da una placca (rossa per le strutture sino a quattro stelle e dorata per i cinque stelle) su cui comparirà l’anno di attribuzione delle stelle.

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