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Sciopero dei taxi in tutta Italia contro emendamento al Milleproroghe

Con un tam tam metropolitano, per il quale i tassisti sono bravissimi, la notizia dell’ennesimo emendamento infilato in una legge Omnibus come il decreto Milleproroghe che, a detta loro, favorirebbe servizi alternativi, come Uber o il noleggio senza conducente, hanno portato le auto bianche del servizio pubblico allo sciopero dei taxi in tutta Italia (con conseguente aumento delle tariffe di questi servizi di trasporto alternativo in città…e anche il car sharing gongola…). Uno sciopero che ha bloccato diversi centri cittadini italiani di un settore, quello dei tassisti, titolari di licenza pubblica. Perciò il Codacons ha tuonato per un possibile “interruzione di servizio pubblico” con il Garante per gli Scioperi che chiede informazioni ai Prefetti e apre un fascicolo sull’improvviso stop del servizio.

I tassisti contro l’emendamento a firma Lanzillotta e Cociancich

L’emendamento in questione, a firma di Lanzillotta e Cociancich, rinvia a fine anno il termine entro il quale il ministero delle Infrastrutture dovrà emanare un provvedimento che impedisca “l’esercizio abusivo dei taxi e quelle di noleggio con conducente”, compreso dunque Uber, mentre si elimina la “territorialità” delle auto Ncc, che potranno, così, operare liberamente su tutta la Penisola. Ecco il perché dello sciopero dei tassisti e dei continui blocchi al traffico adottati. A roma in particolare.

In caso di approvazione dell’emendamento (anche alla camera visto che in Senato è già stato votato) è già prevista una assemblea nazionale della categoria a Roma, la prossima settimana in cui saranno decise iniziative di protesta che potrebbero inasprire la vertenza. “Il margine di ripensamento è risibile. Questo potrebbe aprire panorami prossimi di lotta, che verranno stabiliti durante l’assemblea di categoria prevista per il 22 a Roma, prima del passaggio definitivo in Parlamento. I tassisti aspettano da settembre 2015 il promesso tavolo sulla legge delega concordato con il governo” ha tuonato Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi. 

Ma le aasociazioni dei consumatori non ci stanno e, oltre l’interruzione di pubblcio servizio, affermano che “non si tratta di una sanatoria, ma di colmare un vuoto normativo e favorire forme di trasporto innovativo come la sharing economy. La normativa attuale è antidiluviana ed impedisce qualunque forma di concorrenza e di innovazione. Ecco perché il legislatore, per una volta, dovrebbe non farsi condizionare dalle solite proteste di piazza dei tassisti e fare il proprio dovere. Nessuna norma danneggia i tassisti – vanno semplicemente regolamentati i Servizi tecnologici per la mobilità che consentono di intercettare una nuova domanda di servizi. I giovani, infatti, utilizzano poco i taxi e preferiscono le piattaforme di sharing. Si tratta, quindi, di ampliare l’offerta, per intercettare una nuova domanda, che altrimenti resterebbe inevasa” ha commentato invece Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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