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Travel manager nella Golden Age delle TMC, Frosch compra TCG

Il consolidamento delle TMC è un trend globale: negli Stati Uniti, Frosch Travel acquisisce Tcg Consulting che gli porta in dote 26 miliardi di gestione di spese di viaggio, ma non solo. La società utilizza una metodologia proprietaria di gestione del Tco (total cost of ownership) nelle sue soluzioni che, secondo quanto asserisce, fornisce una maggiore comprensione e controllo del costo totale per la gestione delle spese di viaggio. Questa tecnologia e il sistema di reportistica sono stati considerati un asset importante della trattativa con Frosch.

Frosch e Tcg Consulting: si tratta di due aziende controllate dalle famiglie fondatrici, Leibman nel caso degli acquirenti – la cui storia è raccontata in questo video – e Taras per i venditori. Tcg continuerà a operare in modo indipendente, guidata dal fondatore e amministratore delegato dell’azienda, Albert Taras. “Mentre seguiremo sempre un approccio incentrato sul cliente per fornire consulenza sui viaggi aziendali, siamo entusiasti della possibilità di offrire le capacità operative di Frosch per coloro che cercano una soluzione end-to-end integrata”, ha affermato Taras.

Il self booking tool di Frosch, infatti, sta cambiando la modalità di accesso ai servizi per i dipendenti delle aziende-clienti della Tmc statunitense. Si chiama Obex for Business ed è un’app semplificata per travel manager, per chi prenota e per chi è in viaggio, disponibile per Apple e per Google.

La compravendita è stata seguita da un financial advisor di Atlanta, mentre Frosch ha i suoi uffici principali a New York e a Houston più una quarantina di sedi nel mondo, duemila i dipendenti. L’ultimo fatturato noto è di 1,2 miliardi nel 2014.

Travel manager, l’evoluzione della professione

Gli osservatori statunitensi spiegano che negli ultimi mesi, l’infittirsi di soluzioni tecnologiche e la crescente domanda di viaggi aziendali sta portando le imprese a richiedere sempre di più consulenze specializzate per la gestione delle trasferte di lavoro. Nel mercato a stelle e strisce, i consulenti di business travel stanno conoscendo un’epoca di rivalutazione della loro professionalità.

Scrive il magazine specializzato Business Travel News, citando una fonte: “I travel manager storicamente erano specialisti operativi i cui ruoli si sono ampliati e professionalizzati negli ultimi dieci entrando nei reparti acquisti. Il procurement ha fornito metodologie e strumenti per gestire con maggiore obiettività il loro lavoro. Questa generazione di travel manager è ideale per i consulenti -si legge -. Ma c’è di più, il loro ruolo sta diventando più ampio perché quelli più giovani gestiscono probabilmente acquisti multifunzionali, quindi la loro esperienza è sul lato dell’approvvigionamento, ma hanno una conoscenza limitata sul lato operativo e di implementazione. Il sourcing è la parte facile. La parte difficile sta nel rendere operativi i contratti negoziati. I responsabili degli uffici viaggi non capiscono perché non ottengono i veri benefici dai risparmi che hanno contrattualizzato”. In entrambi i casi – responsabili del business travel con esperienza operativa o bravi a negoziare hotel e voli (i più giovani) – la Tmc entra in gioco con i suoi esperti. Ma non è solo il cambio generazionale a creare la Golden Age delle travel management company, anche i programmi di viaggio che gestiscono si sono evoluti, stimolando a loro volta una domanda aggiuntiva di consulenza. Che, non dimentichiamolo, fa risparmiare perché l’esternalizzazione (outsourcing) costa pur sempre meno di un contratto di assunzione nell’ufficio viaggi interno.

In questo articolo abbiamo fatto il punto delle iniziative di fusione e acquisizione in e verso l’Italia.

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