Fringe benefit e sconti bollette deducibili i costi per le imprese

Fringe benefit e sconti bollette: deducibili i costi per le imprese

Novità fiscali di interesse, per il mondo delle auto elettriche in flotte auto aziendali, nel 2026, parlando sopratutto di quelle che, in fringe benefit, magari, vengono ricaricate “a casa” dal driver aziendale, pagando quindi l’energia nelle bollette.

La Corte di giustizia tributaria (Cgt) di Trento, con la sentenza 354/11 del 2025, ha stabilito che gli sconti sulle bollette dell’energia elettrica riconosciuti ai dipendenti e agli ex dipendenti in pensione rientrano tra i fringe benefit deducibili ai fini Ires, con conseguente diritto alla detrazione dell’Iva.

Un’impresa aveva erogato, tramite una società operativa, sconti sul costo dell’energia elettrica a dipendenti e pensionati, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Il Fisco aveva contestato l’operazione, negando la deducibilità dei relativi costi per mancanza del requisito di inerenza, ovvero del legame tra la spesa e l’attività d’impresa.

I giudici trentini hanno annullato l’avviso di accertamento, ritenendo che gli sconti tariffari, essendo previsti obbligatoriamente dal Ccnl, costituiscano a tutti gli effetti un costo connesso al rapporto di lavoro dipendente. Di conseguenza, tali costi sono integralmente deducibili per il datore di lavoro. La Cgt ha chiarito inoltre che non rileva il fatto che la Cassazione (sentenza 9513/2023) avesse escluso la natura retributiva di questi sconti: ciò non impedisce la loro deducibilità fiscale.

Il principio di inerenza in favore dei fringe benefit

La sentenza ribadisce che l’inerenza non richiede una connessione diretta con una specifica voce di reddito, ma è sufficiente che il costo sia correlato all’attività d’impresa e alla sua capacità di produrre utili. Il principio serve a escludere solo le spese di natura personale o estranee all’attività produttiva. Una prestazione imposta da un contratto collettivo non può quindi essere considerata estranea all’impresa. La pronuncia si inserisce in un quadro normativo favorevole ai fringe benefit: fino al 2027 è prevista una soglia di esenzione fiscale di 1.000 euro per tutti i dipendenti, elevata a 2.000 euro per chi ha figli a carico.

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