Ogni sei mesi, a gennaio e a luglio, c’è una classifica che più di altre fotografa quanto viaggiare per il mondo sia facile per certe persone e per altre una cosa estremamente complicata. Stiamo parlando dell’Henley Passport Index 2026, il ranking globale che misura la “forza” dei passaporti in base al numero di Paesi che i loro titolari possono visitare senza visto o con visto all’arrivo (e che potete consultare direttamente a questo link).
L’edizione 2026, pubblicata a gennaio, segna i vent’anni dall’introduzione dell’indice e fotografa un mondo sempre più diviso tra chi può attraversare le frontiere con facilità e chi, invece, resta ai margini della mobilità globale.
Il ranking, elaborato dalla società di consulenza londinese Henley & Partners sulla base dei dati esclusivi IATA, prende in considerazione 199 passaporti e 227 destinazioni, assegnando un punto per ogni Paese visitabile senza visto o con visto all’arrivo.
I Paesi “Top e Flop” dell’Henley Passport Index 2026
In cima alla classifica del 2026 si conferma Singapore, che mantiene il titolo di passaporto più potente al mondo con accesso senza visto a 192 destinazioni.
Subito dietro, al secondo posto a pari merito, si trovano Giappone e Corea del Sud con 188 Paesi, mentre il terzo gradino del podio è occupato da un gruppo tutto europeo composto da Danimarca, Lussemburgo, Spagna, Svezia e Svizzera, ferme a quota 186.

All’estremo opposto della graduatoria, invece, il quadro resta invariato rispetto agli anni precedenti: l’Iraq si posiziona terzultimo con 29 destinazioni, seguito dalla Siria (26) e dall’Afghanistan, che chiude la classifica con appena 24 Paesi visitabili senza visto.
Una distanza che, secondo Henley & Partners, evidenzia un divario di mobilità sempre più ampio tra le aree del mondo economicamente e politicamente più stabili e quelle segnate da conflitti e instabilità.
E l’Italia, dove si piazza?
Buone notizie per i viaggiatori italiani. Secondo l’Henley Passport Index 2026 l’Italia si colloca appena sotto il podio, al quarto posto assoluto, con un Visa-free score di 184 destinazioni. Una posizione condivisa con altri nove Paesi, tutti appartenenti all’Unione Europea: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Svizzera.
Un dato che conferma la solidità diplomatica e geopolitica del passaporto italiano, pur senza raggiungere il vertice della classifica. Restano tuttavia alcune aree del mondo non accessibili senza visto per i cittadini italiani, tra cui Afghanistan, Algeria, Corea del Nord, Eritrea, Iraq, Siria, Turkmenistan e Yemen. Un promemoria di come, anche per i passaporti più forti, la libertà di movimento globale non sia mai totale.














