L’aeroporto di Parma “Giuseppe Verdi” ha affrontato una fase critica con rischi di chiusura, ma è stato poi salvato grazie a investimenti privati e supporto istituzionale, avviando un piano di rilancio per il 2026 con l’obiettivo di raggiungere ben 450.000 passeggeri annui.
Situazione dell’aeroporto di Parma
L’aeroporto ha beneficiato di circa 10 milioni di euro dal mondo industriale parmense, ricapitalizzando la società di gestione, con il sostegno del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna.
Centerline Airport Partners ha acquisito il 51% nel 2024, focalizzandosi su miglioramenti infrastrutturali, sicurezza e customer experience. La Regione ha poi eliminato l’addizionale regionale sugli scali minori, per attrarre voli di compagnie low-cost come Ryanair.
Con una pista di 2200 metri, certificata ILS ICAO Cat 4C e antincendio CAT 7 ed una aerostazione di 3.450 mq con capacità di 695 passeggeri/ora (700.000 annui) a Parma ci sono 9 banchi check-in, 4 gates e la possibilità di interagire con la alta velocità via navetta.
Rilancio 2026 a Verdi di Parma
Il piano di rilancio, prevede 9 milioni per allungare la pista, fare nuove piazzole velivoli, ampliare parcheggi e strumenti per atterraggi in meteo avverso. Con finanziamenti dalla Regione.
Nuove rotte europee sono attese dal 2026, con focus su turismo, ma anche imprese e quindi viaggi di lavoro, in voli low-cost.














