aeroshark-tecnologia-aerei-cover-mission

AeroSHARK: perché gli aerei del futuro avranno la pelle di squalo?

La tecnologia bionica sviluppata da Lufthansa Technik e BASF migliora l’aerodinamica e taglia i consumi delle flotte a lungo raggio.

In un mondo come quello dell’aviazione civile sempre più spinto verso la neutralità carbonica grazie all’adozione di carburanti sostenibili e aerei sempre più tecnologici ed efficienti, l’innovazione può anche arrivare sotto forma di pellicola adesiva.

Ed è proprio una “skin” ispirata alla natura – e più precisamente agli squali – a segnare una delle evoluzioni tecniche più interessanti nel percorso verso voli di linea più sostenibili. Si chiama AeroSHARK ed è una tecnologia sviluppata congiuntamente da Lufthansa Technik e BASF Coatings per ridurre l’attrito aerodinamico degli aeromobili.

A credere fortemente nel potenziale di questa pelle bionica è stata in tempi recenti LATAM Airlines Group, primo vettore al mondo dopo la compagnia tedesca ad adottarla su larga scala, rivestendo la sua intera flotta di Boeing 777-300ER con AeroSHARK entro il 2027.

Che cos’è AeroSHARK?

AeroSHARK nasce da un’osservazione semplice ma rivoluzionaria: la pelle degli squali, tutt’altro che liscia, è ricoperta da microscopiche scaglie che ottimizzano il flusso dell’acqua, permettendo all’animale di muoversi con sorprendente efficienza.

Trasposta al mondo dell’aerodinamica aeronautica, questa intuizione diventa una pellicola adesiva composta da minuscole protuberanze — circa 50 micrometri — orientate nella stessa direzione del flusso d’aria che scorre sulla fusoliera e sulle gondole motore dei velivoli.

Applicata a una superficie ampia come quella del Boeing 777-300ER, quasi 950 m², la pellicola induce una micro-turbolenza controllata che stabilizza il flusso d’aria e riduce la resistenza complessiva del velivolo.

Il risultato è una maggiore fluidità nei movimenti e una resa aerodinamica superiore, ottenuta con un intervento non invasivo e perfettamente compatibile con le normali operazioni di manutenzione.

I vantaggi operativi: efficienza che si traduce in numeri

Un’idea che sembra uscita da un film di fantascienza ma i cui risultati sono decisamente concreti. LATAM ha iniziato a testare segretamente AeroSHARK alla fine del 2023, applicandolo su un primo esemplare di Boeing 777. Dopo un anno intero di operazioni quotidiane, i dati hanno confermato le aspettative: riduzione dell’1% del consumo di carburante e delle emissioni, un valore che può sembrare contenuto ma che, su una macchina da lungo raggio, diventa significativo.

Una volta completato l’ammodernamento dell’intera flotta 777-300ER, LATAM stima un risparmio annuo di circa 4.000 tonnellate di carburante e 12.000 tonnellate di CO₂, equivalenti — per dare un’idea — a oltre cinquanta voli di linea tra San Paolo e Miami operati con un Boeing 777.

aeroshark-tecnologia-aerei-latam-mission
Addetti di LATAM intenti ad applicare la pellicola AeroSHARK sulla fusoliera di un Boeing 777-300ER della compagnia

Oltre all’impatto ambientale, questa efficienza comporta anche benefici operativi: minori consumi significano maggiore autonomia, costi più prevedibili e una strategia di sostenibilità che si integra realmente nel modello di business.

Ed è proprio in quest’ottica che AeroSHARK continua a evolvere: Lufthansa Technik e BASF stanno già lavorando a nuove certificazioni per ulteriori modelli, inclusi gli Airbus A330ceo, e stimano che in una futura fase di estensione della tecnologia il risparmio possa arrivare fino al 3%.

Tecnologia bionica, impatto misurabile e una roadmap già ben definita: nel panorama del business travel, AeroSHARK si inserisce così come uno degli esempi più concreti di come la sostenibilità possa essere perseguita senza attendere soluzioni futuristiche, ma intervenendo su ciò che già vola ogni giorno sopra le nostre teste.

Lascia un commento

*