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Business travel in Europa: dove si spostano i professionisti e quali quartieri scelgono?

Le nuove tendenze dei trasferimenti di lavoro nelle principali città dell’Europa meridionale.

Mostrare come cambia il business travel nelle principali città dell’Europa meridionale, raccontando i quartieri più desiderati da chi si sposta per lavoro e i budget più comuni.

È questo l’obiettivo di Ukio, proptech nata nel 2020 a Barcellona che offre soluzioni di housing flessibile nelle grandi città europee: appartamenti arredati, pronti all’uso, pensati per semplificare la vita sia ai professionisti in movimento sia ai proprietari che desiderano affittare in modo più sicuro. Oggi l’azienda gestisce oltre 1.400 proprietà in Spagna, Portogallo, Francia, Germania e Italia e ha già aiutato più di 8.000 ospiti a trovare casa in una nuova città.

Per realizzare questa analisi, Ukio ha studiato le prenotazioni effettuate sul proprio sito tra gennaio 2024 e novembre 2025, osservando chi viaggia, da dove arriva, quanto spende e quali caratteristiche cerca nel proprio appartamento. Ne emerge una fotografia molto dinamica, in cui le esigenze dei professionisti variano da città a città, tra budget consistenti, quartieri iconici e preferenze abitative che raccontano stili di vita diversi.

Milano e i professionisti italiani (che guardano a Parigi)

Nel panorama del business travel, Milano si conferma una città in grande fermento. Entrato di recente tra i mercati di riferimento di Ukio, il capoluogo lombardo promette già di rappresentare fino al 15% del business totale dell’azienda una volta a regime. La domanda arriva soprattutto dal mondo della consulenza, settore abituato a trasferte medio-lunghe e a soluzioni abitative versatili: dalle unità con una o due camere fino agli appartamenti più ampi da tre o quattro stanze.

I quartieri più richiesti riflettono lo stile di vita dinamico della città: Porta Venezia è una certezza per chi cerca vivacità e servizi, mentre Brera resta un punto di riferimento per chi vuole vivere nel cuore creativo di Milano. Porta Romana continua ad attrarre invece per la sua dimensione residenziale e allo stesso tempo centrale. Anche Magenta, Washington, Isola e l’area di Cadorna stanno diventando zone di forte interesse.

Curiosamente, quando sono gli italiani a spostarsi per lavoro, il loro sguardo va spesso oltre i confini nazionali. La rotta più battuta è verso Parigi, soprattutto dai professionisti dei settori finanza, consulenza e creatività. Qui le loro prenotazioni superano i 30 giorni e hanno un valore medio di circa 3.200 euro al mese, cifra che conferma l’attrattività (e il costo) della capitale francese per i lavoratori italiani.

Parigi: il fascino del centro e la scelta di spazi essenziali

Parigi continua infatti a esercitare un fascino particolare sui viaggiatori corporate. Le prenotazioni provengono soprattutto da francesi e americani, che insieme rappresentano il 68% del totale, ma ai loro arrivi si aggiunge un pubblico europeo variegato: britannici, spagnoli, italiani e tedeschi.

Il profilo del professionista in trasferta è molto definito. Il 36% ha tra i 36 e i 45 anni ed è impiegato nella finanza o nella consulenza. Un altro 27% è composto da creativi e lavoratori tech tra i 26 e i 35 anni. I mesi più intensi sono ottobre e dicembre, quando in città si concentrano la maggior parte dei soggiorni medio-lunghi.

I quartieri più richiesti non sorprendono: Champs-Élysées da solo raccoglie il 29% delle prenotazioni, seguito dalla zona del Louvre (21%), Opéra (16%) e l’area Eiffel/Trocadéro (14%). Pur trattandosi di aree centrali e prestigiose, la maggior parte dei viaggiatori sceglie appartamenti con una sola camera da letto, forse per mantenere un equilibrio tra comfort e costo: i budget oscillano infatti tra i 2.500 e i 4.500 euro al mese.

Barcellona: soggiorni lunghi tra creatività e vita di quartiere

A Barcellona, i trasferimenti di lavoro si distinguono per la loro durata. Gli americani, pari a circa il 16% degli arrivi, tendono a organizzarsi con largo anticipo, prenotando anche più di 90 giorni prima. Gli spagnoli invece, che costituiscono il 35% delle prenotazioni, preferiscono soggiorni più brevi e last-minute. Accanto a loro, un flusso costante di professionisti da Francia, Germania e Irlanda sceglie la città per periodi tra i 30 e i 90 giorni.

Marzo e novembre sono i mesi più intensi, mentre il profilo medio del viaggiatore è quello di un professionista tra i 36 e i 55 anni. I quartieri preferiti confermano la natura poliedrica di Barcellona: Eixample Dreta (22%) ed Esquerra (20%) restano stabili al vertice, ma un altro 20% opta per zone dallo spirito più residenziale o creativo come Sant Gervasi e Gràcia.

Gli appartamenti più ricercati sono quelli con due camere da letto (59%) e il budget mensile si colloca in una fascia compresa tra 2.500 e 4.000 euro, un range che riflette la forte domanda di spazi ben distribuiti e pronti ad accogliere soggiorni prolungati.

Madrid: un mercato più giovane che punta su spazi generosi

Il business travel madrileno procede su una linea simile a quello di Barcellona, con molti soggiorni tra i 30 e i 90 giorni. I professionisti spagnoli rappresentano il 39% delle prenotazioni, seguiti dagli americani (19%) e da un pubblico europeo che arriva soprattutto da Francia, Regno Unito, Germania e Italia.

La peculiarità del mercato di Madrid è l’età: il 61% dei viaggiatori ha tra i 26 e i 45 anni, quindi più giovane rispetto a Barcellona. Nell’analisi dei budget emerge un dato interessante: dopo gli americani, i professionisti che spendono di più sono gli irlandesi, con una media mensile di 3.708 euro.

Salamanca guida la classifica dei quartieri più desiderati con il 26% delle preferenze, seguita da Chamberí, Centro e Chamartín, che insieme raccolgono il 46% delle prenotazioni. Gli appartamenti più richiesti sono quelli con due camere da letto (43%), ma anche gli spazi più ampi — tre o quattro camere — hanno un peso rilevante (33%). Il budget mensile si attesta tra i 3.000 e i 4.500 euro, segno di una domanda orientata verso soluzioni comode e strutturate.

Lisbona: la nuova Mecca per i remote worker

Negli ultimi anni Lisbona ha consolidato un ruolo preciso: quello di vero e proprio hub dei remote worker e degli expat. Il dato più rilevante è proprio l’eterogeneità dei professionisti che arrivano in città: il 23% sono portoghesi, un altro 45% sono emigrati già residenti nel Paese, mentre il restante arriva principalmente da Stati Uniti, Regno Unito e Brasile

I soggiorni superano spesso i 90 giorni e coinvolgono soprattutto lavoratori della tecnologia e della consulenza. A livello di fasce d’età, il 36% delle prenotazioni si riferisce a professionisti tra i 36 e i 45 anni, il 29% a lavoratori tra i 26 e i 35 anni. Se si considerano i remote worker, la maggior parte appartiene alla fascia tra i 26 e i 35 anni, il 28% alla fascia 36-45 e il 13% a quella 46-55 anni

Le zone più richieste riflettono due anime diverse di Lisbona: da una parte i quartieri moderni e centrali come Avenidas Novas (34%) e Santo António (23%); dall’altra le aree più storiche e culturali come Misericórdia e Santa Maria Maior. Gli appartamenti più prenotati sono quelli con due camere da letto (48%), seguiti da quelli con una sola stanza (38%). Anche qui i budget restano coerenti con il mercato locale: tra 2.500 e 3.500 euro al mese.

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