Compagnie aeree accusate di gonfiare i tempi volo: evitano ritardi e rimborsi

Ci voleva il Codacons a far tornare a galla, in Italia, un tema relativamente noto e non facile da considerare, giudicare a pieno in tutti i casi. Si tratta dell’accusa, pesante, contro le compagnie aeree, di gonfiare i tempi volo. La cosa servirebbe a evitare ritardi e conseguenti rimborsi.

Nel dettaglio, l’esposto all‘Antitrust e anche alla stessa Enac, accusa le compagnie aeree di allungare i tempi nominali dei voli su quanto viene dichiarato nei biglietti, al fine di ridurre il rischio economico dei risarcimenti per eventuali ritardi.

Normali utenti, o frequent flyer da business travel possono averne certezza? Non facile, ma l’accusa del Codacons viene supportata da numerosi esempi di collegamenti aerei, oltretutto di varie compagnie.

Secondo l’associazione dei consumatori, il tempo aggiunto per margine, spazia molto: addirittura quasi un’ora, per voli intercontinentali e almeno una ventina di miluti nelle tratte brevi.

Padding e minuti che nei tempi volo contano

Il “padding” come si usa dire in aviazione civile, è la pratica di dichiarare tempi di volo artificialmente più lunghi rispetto a quelli reali, per gonfiare gli orari sui biglietti e migliorare le statistiche di puntualità.

Oltre che assorbire ritardi minori senza registrarli ufficialmente, riducendo così reclami e rimborsi ai passeggeri. Si attendono le risposte, ora, certamente ben giustificate visto che spesso si parla di sicurezza, da parte di chi è chiamto in causa.

A detta dell’accusa, il sistema avrebbe fatto risparmiare alle compagnie aeree, solo in Italia, almeno 170 milioni di euro. Tutto da verificare, ma come si dice “è tanta roba” e, per i viaggiatori d’affari o le aziende, clienti, anche un po’ di tempo, per ogni volo, può significare tanto denaro.

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