La questione che bossiamo definire, “taxi NCC governo” balzata alle cronache anche per gli scioperi e il tono politico, con il coinvolgimento del ministro, riguarda la riforma del trasporto non di linea in Italia.
E’ quella avviata dal governo Meloni con la legge 193/2024 per contrastare abusivismo e concorrenza sleale (classico esempio, Uber), ma bloccata da ricorsi e scioperi dei tassisti. La tensione oppone i temi dei taxi (come licenze limitate, servizio a chiamata in strada e altro) a quelli NCC (noleggio con conducente, le differenti prenotabiazioni e soste).
Riforma Legge 193/2024
Approvata il 16 dicembre 2024, la Riforma in arrivo introduce il Registro Elettronico Nazionale Trasporti (RENT) per tracciare licenze taxi e autorizzazioni NCC, con sanzioni severe (multe fino a 7.249 €, con confisca di veicoli) per irregolarità.
Obbligatorio anche il foglio servizio elettronico per NCC dal 2025. Il tema è tutto nei tre decreti attuativi (RENT, regole operative, armonizzazione) che al momento sono sospesi dal TAR Lazio (agosto 2025, anti-concorrenza) e Corte Costituzionale (novembre 2025, norme sproporzionate come soste 20′ per NCC).
Proposta di nuovi Decreti da Salvini
Matteo Salvini, ministro Infrastrutture, dopo lo sciopero taxi del 13 gennaio 2026, con adesione totale, ha convocato i sindacati per il 15 gennaio.
Ora sono sul tavolo proposte di nuovi decreti “concilianti”: con aumento di licenze taxi nelle grandi città (Roma +1.500, Milano +800, Bologna +200 entro 2026), regole chiare sulle app e le prenotazioni degli NCC, soprattutto blocco rilascio nuove autorizzazioni NCC fino a completamento RENT. Obiettivo dichiarato è sbloccare 2,4 mld di fatturato, tutelare i taxi italiani vs quelli multinazionali.
Situazione del RENT e delle proposte
Ma come procete il citato RENT? Istituito con D.M. 203/2 luglio 2024 (G.U. 30/9/2024), il RENT è operativo dal 29 dicembre 2024: una iscrizione obbligatoria entro 90 giorni per taxi/NCC (tramite portale MIT), con ricognizione dei dati 45+45 giorni, accesso per Comuni/UMC/controlli.
La Circolare 24135/6 settembre 2024 ha chiarito le modalità, spiegando che chi viola le regole subisce revoca dei titoli. Attualmente però l’applicazione è parziale per via contenziosi, ma comunque centrale per un mapping nazionale. A oggi circa 25.000 licenze taxi, mentre per gli NCC circa 110.000
A metà gennaio 2026, l’iter in Commissione Trasporti per la legge omnibus vede un contorno di proteste dei taxi persistono, mentre qualcuno plaude ma tutti chiedono di procedere con la riforma che mira a modernizzare un settore da 30 anni “fermo” sotto aspetti che invece sono evoluti, grazie anche ai viaggi e gli spostamenti di lavoro.
I temi tecnici aperti sono molti: dalle pause obbligatorie, al foglio di servizio, per arrivare alle app di prenotazione e gestione che – diverse ed in evoluzione – mettono chi lavora in un certo moto su un livello differente da chi non sfrutta “pienamente” quanto oggi è possibile grazie alla tecnologia













