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Auto cinesi in Europa e dazi: accordi per prezzi leggeri e flotte pesanti

Il ventilato accordo tra UE e Cina sui dazi delle auto elettriche è incerto, nonostante le voci di questo inizio 2026.

Fonti cinesi parlavano di prezzi minimi per parità con l’Europa, ma l’UE ha negato: al momento si tratta solo di un documento di orientamenti, per esportatori.

Dazi UE sulle auto elettriche Cina: aliquote e motivi

Alla base la mossa di oltre un anno fa, per la grande Europa, da fine 2024 i dazi sulle auto elettriche Cina colpiscono le importazioni in UE. Le aliquote principali, che si sommano al 10% doganale, vedono questi importi per i costruttori noti:

  • BYD 17%

  • SAIC 35,3%

  • Geely 18,8%

Alla base il contrasto europeo ai sussidi cinesi che possono causare dumping, danneggiando l’industria europea. Pechino invero ha replicato con dazi su beni UE, mentre la discussione non cessa sulla reale utilità dei dazi stessi, almeno da noi.

Per esempio in Germania si frena, pensando ai legami, con la Cina dove auto europee riescono a vincere il premio di China Car Of The Year 2026.

La Cina spinge sui prezzi

La Cina mediamente propone prezzi minimi sulle proprie auto elettriche per evitare i dazi UE, mentre colossi BYD producono direttamente in Europa, evitandoli alla base.

I dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina non fermano comunque la crescente penetrazione BEV, soprattutto nelle flotte. E il ministero cinese annuncia un “accordo” con la UE che pubblica il “Documento di orientamento sui prezzi”, con valutazioni imparziali per non discriminare e stabilizzare la supply chain.

Membri della Commissione UE hanno precisato che gli orientamenti sono per offerte di impegno sui prezzi di EV, soggetti a dazi in quanto elettriche prodotte in Cina. I due fronti sarebbero aperti ad alternative per una “equità”, non facile e rapida da raggiungere, però.

Gli impatti sulle flotte aziendali 2026

I dazi UE sulle auto elettriche cinesi influenzano le flotte aziendali aumentando i costi di acquisizione e leasing, ma favoriscono i produttori europei a lungo termine. Le imprese devono valutare strategie alternative per ottimizzare il TCO (Total Cost of Ownership).

I dazi aggiuntivi rincarano le BEV cinesi colpendo procurement e residual values per flotte. Le società di leasing affrontano incertezza sui prezzi per i prossimi anni, con possibili assorbimenti parziali da produttori, ma turbolenza sui valori usati.

Le flotte, che rappresentano il 60% delle nuove immatricolazioni UE, il 35% circa in Italia, vedono salire il TCO spingendo quindi, teoricamente, verso modelli europei. Mentre le normative UE in arrivo imporranno criteri di sostenibilità che premiano la diversificazione.

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