Auto privata per lavoro le nuove regole su parcheggi e indennità km

Auto privata per lavoro: le nuove regole su parcheggi e indennità km

E’ un tema sempre caldo, per chi lavorando deve muoversi ed è dipendente ma, senza auto aziendale disponibile, si trova a dover usare l’auto privata. Parliamo infatti di indennità chilometriche e di parcheggi a pagamento, che ultimamente hanno visto delle novità fiscali spiegate dalla Circolare 15/E/2025.

Cosa cambia

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato a dicembre 2025 la circolare 15/E che introduce importanti novità per i lavoratori dipendenti che utilizzano la propria auto per motivi di lavoro.

La nuova disciplina si applica anche ai rimborsi erogati nel 2025 ma relativi a spese sostenute nel 2024. Quindi se l’azienda rimborsa a gennaio 2025 delle trasferte comunali fatte a dicembre 2024, queste possono beneficiare della nuova esenzione.

Trasferte nel comune

Fino al 31 dicembre 2024, i rimborsi chilometrici erano esentasse solo se il lavoratore si spostava fuori dal proprio comune. Dal 2025 questa limitazione è stata eliminata: anche gli spostamenti all’interno dello stesso comune possono essere rimborsati senza pagare tasse.

In pratica se il dipendente deve spostarsi nella stessa città usando la propria auto, l’azienda può rimborsargli i chilometri percorsi senza che questo rimborso diventi reddito imponibile.

Come funziona il rimborso

Il rimborso deve però essere calcolato secondo le Tabelle ACI 2026 aggiornate, che stabiliscono il costo chilometrico in base al tipo di veicolo utilizzato.

Per beneficiare dell’esenzione fiscale, il lavoratore deve documentare:

  • I chilometri percorsi
  • Il tipo di automobile utilizzata
  • Il costo chilometrico secondo le tabelle ACI

La circolare chiarisce che non servono più necessariamente documenti del vettore (come biglietti o ricevute), ma sono ammesse altre forme di documentazione, purché comprovino effettivamente la trasferta.

Tratta casa-lavoro esclusa

Attenzione: il tragitto da casa all’ufficio (e viceversa) non è considerato trasferta. Eventuali rimborsi per questo percorso rimangono imponibili e quindi tassati.

I parcheggi messi a rimborso

Anche le spese di parcheggio sostenute durante le trasferte possono essere rimborsate senza tassazione, sia che la trasferta avvenga dentro o fuori dal comune.

Come documentare il parcheggio

Il documento che giustifica la spesa (ricevuta o biglietto del parcheggio) deve contenere:

  • La targa del veicolo
  • La data
  • L’orario di ingresso
  • L’orario di uscita dal parcheggio

Questi elementi permettono di identificare con certezza che il parcheggio è stato effettivamente utilizzato dal lavoratore.

Pagamento

A differenza di altre spese di trasferta (come vitto, alloggio, taxi o noleggio con conducente), per i parcheggi non c’è obbligo di pagamento tracciabile. Si può quindi pagare anche in contanti, purché si conservi il documento giustificativo.

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