Lexus, Subaru e Toyota. Sono questi i tre brand automobilistici che guidano la classifica dell’affidabilità stilata da Consumer Reports, storica rivista e organizzazione no profit americana specializzata in test indipendenti e analisi orientate ai consumatori.
Un risultato che non arriva per caso e che conferma una tendenza ormai consolidata: quando si parla di affidabilità nel lungo periodo, i marchi giapponesi continuano a rappresentare un punto di riferimento assoluto.
La nuova classifica, basata su dati raccolti su circa 380.000 veicoli, mette in evidenza non solo i vincitori, ma anche le grandi differenze tra i vari costruttori, tra le diverse tecnologie di propulsione e persino tra le aree geografiche di provenienza dei brand.
Come funziona la classifica di Consumer Reports?
Ogni anno Consumer Reports raccoglie le segnalazioni dei propri membri, che indicano i problemi riscontrati nei 12 mesi precedenti sui veicoli in loro possesso. L’indagine 2025–2026 prende in considerazione modelli dal 2000 al 2025, con alcune anticipazioni sui primi modelli 2026.
Gli esperti CR analizzano 20 aree critiche, che spaziano da inconvenienti minori – come difetti degli interni o problemi software dell’infotainment – fino a guasti gravi e costosi, come quelli a motore, trasmissione, batterie e sistemi elettrici.

Il risultato è un punteggio di affidabilità previsto, da 1 a 100, che contribuisce alla valutazione complessiva del modello insieme a:
- test su pista
- soddisfazione dei proprietari
- dotazioni di sicurezza
- risultati dei crash test
Ogni problema viene pesato in base alla gravità, ai costi per il proprietario e all’impatto sulla sicurezza e sulla possibilità di utilizzo del veicolo.
I tre vincitori: perché Lexus, Subaru e Toyota dominano (anche quest’anno)
Toyota
Toyota conquista il primo posto nella classifica complessiva, grazie a una gamma quasi interamente composta da modelli con affidabilità media o superiore alla media. Il marchio paga talvolta qualche difficoltà iniziale dopo i redesign – come accaduto a Camry, Tacoma e Tundra – ma dimostra una capacità rara di correggere rapidamente i problemi. Sei modelli Toyota figurano tra le dieci auto più affidabili dell’intera indagine, e anche i SUV più recenti, come Land Cruiser e 4Runner, mostrano risultati incoraggianti.
Subaru
Subaru scende di una posizione rispetto allo scorso anno, ma resta saldamente sul podio. I modelli più affidabili sono Impreza e Crosstrek, mentre Forester (anche in versione Hybrid), BRZ e WRX ottengono valutazioni sopra la media. L’Ascent, il SUV più anziano della gamma, si colloca su valori medi, senza però compromettere il risultato complessivo del marchio.
Lexus
Lexus, divisione premium di Toyota, beneficia della condivisione di piattaforme e powertrain collaudati. Tutti i modelli del marchio ottengono un’affidabilità almeno nella media, con eccellenze come la Lexus IS, tra le berline più affidabili in assoluto, la NX, NX Hybrid e UX, ai vertici tra i SUV compatti premium, la TX, leader tra i SUV di lusso a sette posti e la RZ, la vettura elettrica premium più affidabile secondo CR.
Il resto della Top 10, con il grande balzo di Tesl
Oltre ai tre leader, la Top 10 dell’affidabilità vede la presenza di Honda e BMW, unico marchio europeo a entrare tra i primi dieci. Ma la vera sorpresa dell’anno è Tesla, che guadagna otto posizioni, arrivando al nono posto.
Il miglioramento è dovuto soprattutto a Model 3 e Model Y, oggi rispettivamente l’auto elettrica e il SUV elettrico più affidabili del campione analizzato. Anche Model S e Model X salgono a una valutazione media, mentre il Cybertruck resta sotto la media.
Per anni Tesla ha sofferto problemi di qualità costruttiva (verniciatura, allineamenti, finiture), ma i dati più recenti indicano una riduzione significativa dei difetti, segnale di una maturazione industriale ormai evidente.
Ibride promosse, elettriche e plug-in un po’ meno
Uno dei risultati più chiari dell’indagine riguarda la tecnologia di propulsione:
- le ibride tradizionali sono le più affidabili
- EV e plug-in hybrid mostrano ancora criticità
Nonostante la maggiore complessità tecnica, le ibride – soprattutto quelle di Toyota, ma anche Hyundai e Kia – beneficiano di anni di sviluppo e affinamento, offrendo spesso un’affidabilità pari o superiore alle versioni a benzina.
Al contrario, molte elettriche e plug-in hybrid occupano le posizioni più basse della classifica. Le versioni plug-in hybrid di certi modelli, in particolare, tendono a essere meno affidabili rispetto alle equivalenti benzina o ibride “full”, a causa della doppia complessità meccanica ed elettrica.
Asia davanti a tutti: il confronto tra aree geografiche
Analizzando i dati per area geografica, il divario è netto tra brand asiatici (punteggio medio di 56) e i brand europei (punteggio medio 50). I costruttori asiatici occupano sette delle prime dieci posizioni, dimostrando una superiorità strutturale in termini di affidabilità. L’Europa, dal canto suo, si difende soprattutto grazie a BMW (5° posizione), Audi (13° posizione) e Volvo (15° posizione).













