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Auto abbandonate: approvato il DDL Rottamazione che sblocca la cancellazione dal PRA

Comuni ora più liberi di intervenire su vetture non marcianti, incidentate o ridotte a carcasse, Confcommercio Mobilità: “Finalmente regole chiare”

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Stando ai dati del Pubblico Registro Automobilistico, in Italia circolano – o meglio, restano ferme – oltre 3,6 milioni di auto abbandonate tra strade e parcheggi pubblici. Veicoli spesso non marcianti, incidentati o ridotti a vere e proprie carcasse, che rappresentano un problema concreto di degrado urbano, impatto ambientale e costi per i Comuni.

Per anni, uno dei principali ostacoli alla loro rimozione è stato di natura prettamente amministrativa: molte di queste vetture risultano ancora iscritte al PRA e gravate da fermo amministrativo fiscale, condizione che ne impediva la demolizione.

A fine marzo, però, è arrivato un primo cambio di passo. La Camera ha approvato in prima lettura il cosiddetto DDL Rottamazione, successivamente approvato in via definitiva dal Senato lo scorso 20 gennaio, con l’obiettivo di sbloccare la cancellazione dal PRA dei veicoli fuori uso, anche se sottoposti a fermo. Un provvedimento condiviso trasversalmente dalle forze politiche e atteso da anni dagli enti locali.

Il DDL Rottamazione “spiegato semplice”: ecco cosa cambia

In sostanza, la nuova legge introduce un principio semplice: un’auto che non ha più valore economico e funzionale non deve restare “prigioniera” del PRA. Fino a oggi, infatti, il fermo amministrativo – applicato in caso di debiti fiscali, multe o tasse non pagate – bloccava qualsiasi possibilità di rottamazione. Anche se l’auto era inutilizzabile o abbandonata, non poteva essere radiata dal registro.

Con il DDL Rottamazione cambia l’ordine delle priorità. L’interesse pubblico verso la corretta gestione dei rifiuti, la tutela ambientale e l’aggiornamento delle banche dati prevale sulla funzione cautelare del fermo. In pratica:

  • un veicolo fuori uso può essere avviato alla demolizione anche se gravato da fermo amministrativo
  • la cancellazione dal PRA diventa possibile tramite un centro di raccolta autorizzato
  • il debito del proprietario non viene cancellato, ma non grava più su un bene privo di valore.

Saranno i Comuni e gli enti proprietari delle strade a disciplinare le procedure operative, potendo intervenire rapidamente anche per motivi di sicurezza o tutela ambientale. Un passaggio che, si spera, potrà garantire una decisa riduzione di tempi, costi e incertezze operative.

Confcommercio Mobilità: “Finalmente regole chiare ed efficaci”

Oltre che dall’intera politica, la nuova normativa è stata accolta positivamente in primis da Confcommercio Mobilità, che parla apertamente di un provvedimento capace di colmare un vuoto normativo che ha limitato per anni l’azione di amministrazioni e operatori del settore.

Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità, ha infatti definito la legge come “un risultato che porta benefici non solo agli operatori, ma anche ai cittadini e alle amministrazioni, contribuendo a liberare le strade da veicoli abbandonati”, capace di “rendere finalmente completa la filiera della gestione dei veicoli a fine vita“, evidenziando in questo caso il ruolo degli autodemolitori qualificati.

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Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità (sinistra) e Ruggiero Delvecchio, presidente nazionale di ADQ (destra)

Sulla stessa linea Ruggiero Delvecchio, presidente nazionale dell’Associazione Autodemolitori di Qualità (ADQ), che rappresenta circa 1.500 impianti autorizzati in Italia – secondo cui la legge fornisce finalmente strumenti concreti per affrontare un problema che grava da troppo tempo sui territori.

Confcommercio Mobilità seguirà ora la fase applicativa, affinché la norma venga adottata in modo uniforme e produca risultati tangibili in termini di legalità, tutela ambientale e qualità degli spazi urbani. Un passo avanti che, per il parco (non più) circolante italiano, significa una maggiore efficienza e meno immobilizzazioni inutili.

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