Renault punta a rilevare il 100% di Flexis, brand specializzato nella produzione veicoli commerciali leggeri 100% elettrici. Una decisione che non nasce nel vuoto, ma arriva al culmine di un percorso industriale e politico iniziato nel 2024, quando la casa francese aveva dato vita a questo marchio tramite una joint venture con Volvo Group e l’operatore logistico marsigliese CMA CGM.
L’obiettivo allora era chiaro: creare un player europeo forte nel segmento dei van elettrici e software-defined, per inserirsi in un mercato destinato a diventare strategico nella logistica degli ultimi chilometri.
Nel frattempo, però, gli equilibri interni al gruppo sono cambiati. L’uscita di dell’allora amministratore delegato di Renault Luca de Meo – alla guida anche di Flexis – e l’arrivo di François Provost hanno coinciso con tensioni tra gli azionisti, soprattutto sul ritmo degli investimenti e sulle priorità industriali.
Stando a quanto racconta il giornale francese Le Monde, parte della spinta sarebbe arrivata proprio dalle difficoltà nel far convivere strategie e culture industriali molto diverse: fattore che avrebbe rallentato il progetto più del previsto. Anche la posizione di Philippe Divry, amministratore delegato di Flexis, si è trovata inevitabilmente al centro delle interlocuzioni tra le tre parti, diventando uno degli snodi da sciogliere nel passaggio al nuovo assetto.
Flexis: una piattaforma industriale che punta in alto
Oggi Flexis rappresenta un tassello cruciale per Renault, non solo per i volumi potenziali ma per il tipo di tecnologia che sta proponendo al mercato. La sua gamma iniziale, composta da Step-in, Cargo e Panel, introduce un modo diverso di concepire il veicolo commerciale elettrico: moduli altamente versatili, una piattaforma nativa SDV e la logica del “veicolo come servizio”, con servizi digitali integrati fin dall’origine.
L’industria dietro questi modelli è altrettanto importante. La produzione avviene nello storico stabilimento di Sandouville, dove Renault ha messo a disposizione esperienza, linee e capacità di adattare la fabbrica a soluzioni completamente nuove. È un tassello della strategia più ampia che passa anche per Ampere e per la riorganizzazione di Mobilize: meno sovrapposizioni, più specializzazioni, più autonomia per le attività ad alto potenziale tecnologico.
Flexis, dal canto suo, incarna perfettamente questa logica, offrendo a Renault un laboratorio avanzato per i sistemi software-defined e, allo stesso tempo, una risposta immediata ai bisogni di flotte e operatori logistici, sempre più in cerca di mezzi elettrici, connessi e costruiti su misura.
In un quadro europeo dove l’elettrificazione procede a velocità differenti, poter contare su una piattaforma industriale modellabile come Flexis appare infatti come un vantaggio competitivo concreto.
Perché Renault vuole Flexis “tutta per sé”?
Il mercato dei van elettrici è uno dei segmenti più promettenti dell’intera mobilità a zero emissioni: cresce rapidamente, ha margini interessanti e intercetta clienti business fidelizzabili nel lungo periodo. Per il marchio della Losanga, storicamente forte nei veicoli commerciali, lasciare che un progetto come Flexis restasse appeso ai compromessi tipici di una joint venture non era più sostenibile.
In base all’accordo attuale, Renault e Volvo detengono infatti ciascuna una quota del 45%, con CMA CGM proprietaria del restante 10%. Arrivare a controllare il 100% significa poter decidere senza attriti sugli investimenti, sulle priorità di sviluppo e sul calendario industriale, cruciali quando si parla di piattaforme SDV. Significa anche poter integrare più fluidamente le soluzioni software nel resto dell’ecosistema Renault, senza dover mediare con partner meno a loro agio nella logica del “veicolo digitale”.
Le dinamiche dell’elettrificazione del trasporto commerciale richiedono inoltre risposte rapide, e i tempi dei tre soci non sarebbero più allineati. Renault, che ha deciso di spingere con forza sul fronte tecnologico, teme che la mancanza di un controllo diretto possa frenare la competitività proprio nel momento in cui il mercato si apre.
Infine, se l’acquisizione completa dovesse andare buon fine, Flexis permetterebbe a Renault di mantenere in Francia una filiera completa, dalla progettazione alla produzione, un punto particolarmente sensibile per un costruttore sempre più attento a consolidare competenze e occupazione sul territorio nazionale.
















