Con la revisione dei termini generali per il green deal europeo e soprattutto dell’obbligo UE, per elettrificare le flotte aziendali, alcune società di noleggio molto esposte sulle Bev, in tutti i sensi se si pensa a certi accordi, affrontano delle questioni, per non dire problemi, chiave: uno su tutti è il deprezzamento rapido dei veicoli elettrici, che mina sia i valori residui sia i profitti.
Cause e casi del deprezzamento valori residui Bev
I valori residui degli EV calano per vari motivi, come i tagli dei prezzi sul nuovo, certi incentivi, molte incertezze sulle batterie e la domanda usato effettivamente ancora debole. Il motto che abbiamo sentito per anni “provare prima di passare del tutto o acquistare Bev” ha dei punti deboli.
Esempi noti per il noleggio di flotte Bev non finito benissino, sono stati quelli di Hertz, con la vicenda delle moltissime Tesla e la perdita multimilionaria e di Sixt, che di recente ha citato il deprezzamento Bev in flotta come freno ai risultati.
Le flotte dei noleggiatori quindi, per il 2026 passano da certi acquisti in blocco, per convenienza su un forte investimento o accordo con produttori di Bev, a una gestione più cauta. Fatta di selezione rigorosa, periodi di noleggio flessibili e buyback con gli OEM, per spostare rischi.
La priorità dei noleggiatori auto per aiutare questi valori residui, è spingere sulle infrastrutture di ricarica, sulle regioni con domanda EV matura e su marchi stabili. Il focus ora è sostenibilità economica, non solo immagine.













