Mobilità aziendale 2026

Mobilità aziendale 2026 in calo per la GDO: la domenica si chiude

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Il tema del lavoro domenicale per i grandi centri commerciali, con punto vendita “supermercato” è sempre caldo ma forse, il 2026 potrebbe vedere una “scalata di marcia” che limita il lavoro nei festivi.

A dirlo, è Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop (associazione che rappresenta 72 cooperative con 16,4 miliardi di ricavi nel 2024, 57mila dipendenti e 2.200 supermercati).

In un’intervista a IlSole24ore prevede per il 2026 una crescita anemica: +0,2% del Pil e +0,3% dei consumi. L’Italia sarà un Paese con spesa compressa dalle uscite obbligate, dopo un 2025 difficile per la grande distribuzione organizzata (Gdo), segnato da cali di volumi e margini in sofferenza.

Coop tiene chiuso di domenica

Per tagliare i costi, Coop propone di chiudere i supermercati la domenica, riducendo l’apertura a 6 giorni settimanali. L’idea, da condividere con Federdistribuzione e Adm, risale al decreto “Salva Italia” di Monti che impose le domeniche aperte

La chiusura eviterebbe maggiorazioni del 30% sui salari domenicali, recuperando 2,3-2,6 miliardi di efficienza per l’intero settore Gdo, da reinvestire in promozioni.

Indagini Coop mostrano che un italiano su tre non fa la spesa la domenica, con spostamenti negli altri giorni, e i dipendenti apprezzerebbero il giorno libero.

I consumi 2026 degli italiani, dove stallano e dove crescono

I consumi 2026 poi restano “freddi” per le tensioni geopolitiche: 6 italiani su 10 sono preoccupati. Crescono le spese incomprimibili per bollette (+22 punti netti), salute (+10) e alimentari (+9).

Le famiglie punteranno su cibi sani, con più ortofrutta e pesce, meno carni rosse, ma anche su private label (81% dei manager F&B prevede aumento) e casa (70% non cambia budget spesa, ma 20% lo aumenta, favorendo la delivery).

Anche la natalità quasi ferma incide: solo il 12% dei 18-44enni pianifica un figlio, pur se il 29% lo vorrebbe.

Nel largo consumo confezionato, due terzi dei manager prevede stabilità, su livelli come il 2025, il 22% un peggioramento, solo il 12% un miglioramento.

Le intenzioni d’acquisto positive portano a +0,9% di valore (quindi prezzi su), ma -0,4% nei volumi.

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