Quando si parla di regole d’ingresso nella UE, il concetto è molto chiaro: il Sistema di Ingresso-Uscita (o EES) punta a rinforzare le frontiere dell’Unione. Ma allo stesso tempo semplificare i controlli e tenere traccia dei movimenti dei viaggiatori extracomunitari.
Quello che non è chiaro è quando questo sistema digitale entrerà in vigore: prima si parlava del 2024 poi del 2025 con introduzione graduale dal 12 ottobre scorso. Cosa è che in effetti è avvenuta ma con notevoli problemi negli aeroporti con collegamenti intercontinentali, viste le code chilometriche per entrare.
Alla luce di ciò, Bruxelles ha di fatto posticipato da aprile a settembre 2026 la piena attuazione dell’EES. Questo per garantire maggiore flessibilità ai paesi dell’area Schengen durante la stagione estiva che, come sempre, in Europa vede un notevole affollamento di gate e terminal.
Regole d’ingresso nella UE, la spiegazione di Bruxelles
Il sistema biometrico, lanciato gradualmente nell’ottobre 2025, avrebbe dovuto vedere una piena implementazione entro il 10 aprile. Tuttavia, l’UE sta concedendo ai 29 paesi partecipanti “determinate flessibilità” per consentire, se necessario, di estendere il processo di introduzione fino all’inizio di settembre.
Markus Lammert, portavoce per gli affari interni della Commissione europea, ha ribadito in una dichiarazione che «non abbiamo annunciato nuove proroghe dell’introduzione progressiva».
«L’introduzione progressiva dell’EES terminerà il 9 aprile prossimo. Tuttavia, il regolamento prevede già alcune flessibilità per gli Stati membri. Almeno per il periodo successivo al completamento dell’introduzione nell’aprile di quest’anno».
Markus Lammert continua così. «Dopo il completamento dell’implementazione, gli Stati membri potranno comunque sospendere parzialmente le operazioni dell’EES. Ove necessario, potranno farlo per un periodo di ulteriori 90 giorni, con una possibile proroga di ulteriori 60 giorni per coprire il picco estivo».
Code negli aeroporti, cosa dicono le associazioni
Lammert ha spiegato che questa ulteriore flessibilità nelle regole d’ingresso nella UE era stata “prevista” nella legislazione. Il motivo? Avrebbe fornito agli Stati membri «gli strumenti necessari per gestire potenziali code prolungate» quest’estate.
L’EES sta sostituendo la convalida dei passaporti per i visitatori provenienti da “paesi terzi”, tra cui Regno Unito e Stati Uniti, con la raccolta di dati biometrici. Tra questi spiccano la scansione dell’immagine facciale e delle impronte digitali in fase di entrate nell’Unione Europea.
Fino a oggi, Bruxelles ha cercato fortemente di minimizzare i problemi operativi causati dall’implementazione dell’EES. Questo sebbene ACI Europe, l’associazione degli aeroporti europei, a dicembre abbia attirato l’attenzione sui “crescenti problemi operativi” del sistema.
Immigrazione: ETIAS, ETA ed ESTA
Intanto, a dicembre, l’aeroporto di Lisbona ha sospeso l’utilizzo dell’EES per diverse settimane a causa delle lunghe code. A metà gennaio ha ripreso i test del sistema.
Da notare che l’EES è il precursore del Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi o ETIAS. L’entrata in vigore di quest’ultimo è prevista per l’ultimo trimestre del 2026.
L’ETIAS sarà simile al sistema ETA, appena introdotto nel Regno Unito, e all’ESTA, ormai consolidato negli Stati Uniti.
I cittadini extracomunitari esenti da visto dovranno ottenere un’autorizzazione online prima di entrare nell’Unione. Tuttavia, EES ed ETIAS sono due sistemi distinti.
Regole d’ingresso nella UE, le compagnie aeree chiedono un rinvio
Anche molte compagnie aeree si sono accorte dei nuovi disagi provocati dalle nuove regole d’ingresso nella UE. «In assenza di un’azione immediata volta a garantire sufficiente flessibilità, si prospettano gravi disagi durante i mesi estivi di punta. Con code che possono raggiungere anche le 4 ore».
Così recita una nota congiunta della divisione europea dell’Airports Council International (ACI), di Airlines for Europe (A4E) e dell’International Air Transport Association (IATA).
Le tre organizzazioni hanno scritto a Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, per evidenziare il problema. «Tempi di attesa persistenti ed eccessivi, fino a due ore, ai controlli di frontiera aeroportuali nonostante l’implementazione graduale da ottobre».
L’obiettivo dell’EES è consentire alle autorità di individuare più facilmente chiunque superi il periodo di permanenza consentito nell’area Schengen o le persone a cui è stato rifiutato l’ingresso.
Ma c’è di più. Molte compagnie aeree hanno sottolineato la «carenza cronica di personale nei controlli di frontiera» e i «problemi tecnologici irrisolti« relativi all’automazione.
Hanno chiesto al commissario di confermare se i membri Schengen avranno la possibilità di sospendere parzialmente o totalmente l’EES fino a ottobre 2026.













