La rete ferroviaria spagnola ha vissuto un avvio di settimana ad alta tensione: uno sciopero nazionale di tre giorni (9–11 febbraio 2026), proclamato in primis dal sindacato dei macchinisti SEMAF insieme ad altre sigle, ha provocato cancellazioni e ritardi su alta velocità, media percorrenza e pendolari. La mobilitazione, nata sull’onda di preoccupazioni per la sicurezza dopo una serie di incidenti gravi avvenuti a gennaio, è stata però interrotta in anticipo: nel pomeriggio del 9 febbraio i principali sindacati hanno annunciato la sospensione dello sciopero dopo un’intesa con il Ministero dei Trasporti.
I motivi dello sciopero
Il detonatore è stato un clima crescente di allarme sulla sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria, alimentato da due incidenti mortali: un grave schianto sull’alta velocità in Andalusia (18 gennaio) e un deragliamento in Catalogna (20 gennaio). I sindacati hanno sostenuto che fosse necessario intervenire rapidamente su manutenzione, procedure e condizioni di lavoro, chiedendo anche più personale e strumenti di controllo più efficaci.
L’impatto dello sciopero treni in Spagna
Lo sciopero avrebbe comportato la cancellazione di oltre 330 treni fra alta velocità e media distanza, coinvolgendo Renfe, Iryo e Ouigo.
Sul fronte pendolare, in Catalogna la giornata del 9 febbraio è stata particolarmente complicata: fonti locali hanno parlato di servizi minimi spesso non rispettati e di una circolazione reale sensibilmente inferiore a quanto previsto, con proteste e frustrazione nelle stazioni (Barcellona-Sants in primis).
Servizi minimi garantiti dai treni in Spagna: cosa era previsto
Per limitare l’impatto sulla mobilità essenziale, il Ministero aveva fissato quote minime di esercizio: 73% sui lunga percorrenza, 75% sui servizi pendolari nelle ore di punta e 50% nelle fasce non di punta.
A livello regionale, in Catalogna sono stati indicati livelli minimi del 66% nelle ore di punta e del 33% nel resto della giornata, ma con risultati altalenanti nell’esecuzione.
L’accordo che ha fermato lo sciopero: investimenti, assunzioni, procedure
Il cuore dell’intesa è un pacchetto di misure presentato come “storico”:
- Investimenti: circa 1,8 miliardi di euro per manutenzione e interventi sulla rete fino al 2030 (alcune ricostruzioni parlano di 1,85 miliardi complessivi).
- Nuove assunzioni: fino a 3.650 ingressi aggiuntivi
- Misure operative: revisione di aspetti organizzativi (tra cui il sistema di conteggio delle ore dei macchinisti), rafforzamento delle procedure e dei mezzi per manutenzione, e impegni su gestione della sicurezza.
SEMAF ha dichiarato di aver ottenuto i punti chiave richiesti. Anche CCOO e UGT hanno comunicato lo stop alla protesta, promettendo però vigilanza sull’attuazione.
Le sigle minori contro la fine dello sciopero treni in Spagna
Nonostante l’intesa, alcuni sindacati minori (tra cui CGT e Sindicato Ferroviario) hanno annunciato l’intenzione di proseguire almeno fino a mercoledì, contestando l’esclusione dal tavolo o chiedendo maggiori dettagli sull’accordo. Questo ha lasciato aperta la possibilità di disservizi residui, soprattutto su segmenti e territori più “sensibili”.
Cosa deve sapere chi viaggia sui treni in Spagna
Rimborso e cambio biglietto
Se il treno viene cancellato per sciopero, la normativa UE prevede rimborso totale entro 30 giorni oppure riprotezione/cambio senza costi aggiuntivi. Renfe ha inoltre indicato la possibilità di annullare o modificare il biglietto senza penali (anche per chi decide di non viaggiare durante le giornate di sciopero).
Indennizzi per ritardo
L’associazione dei consumatori Facua ha ricordato che, in caso di ritardo, possono scattare compensazioni (ad esempio 25% per 60–119 minuti e 50% oltre le due ore), con eccezioni legate al momento d’acquisto e all’informazione preventiva del disservizio.
Consigli pratici per business traveller
- Controllo “day-of”: verificare lo stato del treno poco prima della partenza; durante scioperi e ripartenze la situazione può cambiare rapidamente.
- Piani B reali: prevedere alternative (voli domestici, auto con driver/ride-hailing, bus a lunga percorrenza) soprattutto su tratte Madrid–Barcellona e nodi come Atocha/Sants, dove si concentrano gli effetti a cascata.
- Margine sugli appuntamenti: inserire buffer (30–90 minuti) su meeting “a incastro”, perché anche quando lo sciopero viene sospeso può restare coda operativa (materiale e personale da riallineare, riprogrammazioni, rientro dei turni).
Prospettive: tra rilancio della fiducia e verifica dei fatti
Politicamente e industrialmente, l’accordo ha l’obiettivo di raffreddare una vertenza nata in un momento delicato, con la sicurezza ferroviaria al centro dell’attenzione pubblica. La vera partita ora è l’implementazione: investimenti e assunzioni richiedono tempi tecnici, mentre la fiducia degli utenti (e dei lavoratori) dipenderà dalla rapidità con cui si vedranno miglioramenti concreti su manutenzione, gestione del rischio e regolarità del servizio.
–> Leggi qui degli scioperi di febbraio 2026 in Italia, per tutti i mezzi di trasporto e qui, degli scioperi nei trasporti a febbraio 2026 in Europa.













