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Viaggi 2026: opportunità, rischi e nuove rotte per il futuro

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Guardando al 2026, il panorama globale dei viaggi entra in una fase di profonda trasformazione. Le tensioni geopolitiche, il cambiamento climatico e i rischi per la salute pubblica restano fattori determinanti, ma non sono più gli unici elementi a influenzare la mobilità internazionale. Le nuove aspettative dei viaggiatori, la rapida digitalizzazione e un contesto di rischio sempre più complesso stanno ridefinendo il modo di viaggiare, la risposta delle destinazioni e le strategie delle organizzazioni.

I viaggiatori cercano esperienze che coniughino benessere personale, autenticità culturale e attenzione all’ambiente, mentre la tecnologia rende gli spostamenti più rapidi e fluidi. Allo stesso tempo, minacce come cyber-attacchi, instabilità sociale e disordini civili richiedono pianificazione avanzata e risposte rapide. Per le aziende che gestiscono la mobilità internazionale e per i viaggiatori business, comprendere l’intersezione di questi trend è essenziale per prendere decisioni informate in uno scenario dinamico e imprevedibile.

I trend dei viaggi nel 2026

Nel 2026 il settore travel continuerà a evolversi sotto la spinta di nuovi comportamenti, innovazione digitale e pressioni normative. Il confine tra lavoro e tempo libero rimane sempre più sfumato: il bleisure travel si conferma una tendenza strutturale, con professionisti che estendono i viaggi di lavoro per vivere esperienze personali e culturali.

Parallelamente cresce l’interesse per forme di viaggio più lente e consapevoli. Slow travel, ritiri dedicati al benessere e le cosiddette calmcation rispondono al bisogno di esperienze rigenerative e immersive, in cui la qualità prevale sulla quantità.

Il fenomeno dell’overtourism sta spingendo viaggiatori e autorità locali a ripensare le destinazioni. L’aumento dei costi, le tasse di soggiorno e le limitazioni agli affitti brevi indirizzano la domanda verso mete alternative, come aree meno conosciute del Messico e della Croazia.

La digitalizzazione accelera lungo tutta la filiera del viaggio: programmi di e-Visa, controlli biometrici alle frontiere e app integrate per pagamenti, comunicazione e traduzione diventano sempre più diffusi. L’intelligenza artificiale supporta la pianificazione, ma il ruolo umano resta centrale per interpretare contesti complessi, offrire consulenza personalizzata e gestire imprevisti sul campo.

Le prospettive per il turismo inbound verso gli Stati Uniti restano prudenti. L’incertezza normativa e alcune percezioni persistenti potrebbero limitare la crescita, anche se i flussi potrebbero stabilizzarsi in assenza di ulteriori peggioramenti.

Il viaggio in solitaria continua a crescere, con destinazioni popolari come Bali, Thailandia, India, Giappone, Italia, Australia, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Grecia e Nuova Zelanda. Città globali come New York, Vancouver, Sydney, Tokyo e Lisbona restano hub di riferimento. Libertà e flessibilità sono i principali vantaggi, ma sicurezza e consapevolezza culturale diventano fattori chiave.

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Salute e viaggi: le prospettive per il 2026

I rischi sanitari restano centrali nella pianificazione dei viaggi nel 2026. Le malattie respiratorie sono destinate a rappresentare una delle principali sfide, con il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense che segnala una stagione potenzialmente impegnativa.

Per l’autunno-inverno 2025–2026, il CDC prevede tassi di ospedalizzazione combinati per COVID-19, influenza e RSV simili a quelli dell’anno precedente, sebbene siano possibili più picchi e variazioni regionali. Le ospedalizzazioni per COVID-19 potrebbero aumentare in presenza di nuove varianti, mentre l’influenza dovrebbe mantenersi su livelli moderati e l’RSV risultare più stabile grazie alle nuove immunizzazioni per i gruppi a rischio. Vaccinazione e preparazione restano fondamentali per contenere la pressione sui sistemi sanitari.

Caldo estremo e inquinamento atmosferico influenzano sempre più le scelte di viaggio, soprattutto nelle città che ospitano grandi eventi, come le sedi dei Mondiali FIFA. I viaggiatori valutano con maggiore attenzione condizioni climatiche, qualità dell’aria e possibili disagi, con effetti su presenze, trasporti ed esperienza complessiva.

Le aree ad alto inquinamento, in particolare in India, Pakistan e Cina, destano preoccupazione a causa di pratiche agricole stagionali, emissioni industriali e tempeste di sabbia. Anche in Australia e Nuova Zelanda gli incendi boschivi incidono sempre più sulla qualità dell’aria. Queste condizioni comportano rischi diretti per la salute e possono causare chiusure temporanee, ritardi e cancellazioni dei voli. Di conseguenza, operatori turistici e autorità sanitarie stanno integrando sistemi di monitoraggio ambientale nella pianificazione.

Il cambiamento climatico favorisce inoltre l’espansione geografica delle malattie trasmesse da vettori. Dengue, malaria e colera rappresentano rischi crescenti in Africa, Asia e America Latina. Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e il virus Marburg in Etiopia restano criticità rilevanti. I fenomeni legati a La Niña potrebbero aggravare ulteriormente la diffusione di malattie, rendendo essenziali il monitoraggio continuo e la preparazione.

Sicurezza e viaggi a rischio nel 2026

Nel 2026 la sicurezza dei viaggiatori è influenzata da una combinazione complessa di criminalità, tensioni geopolitiche, rischi climatici e minacce tecnologiche. Alcune aree presentano livelli di rischio più elevati, in particolare per chi viaggia da solo, soprattutto dove sono diffusi reati violenti, molestie o forti disuguaglianze di genere. Tra i Paesi più critici figurano India, Messico, Egitto, Marocco, Brasile, Colombia e Sudafrica.

In Europa e nell’area Asia-Pacifico crescono sentimenti anti-immigrazione, proteste e attacchi mirati. Nel Regno Unito e in Australia si registra un aumento dei reati contro i migranti, mentre la presenza di droni in prossimità degli aeroporti europei rappresenta una nuova sfida operativa.

Restano invece percepite come più stabili e a basso rischio le destinazioni con istituzioni solide, infrastrutture affidabili e servizi efficienti, tra cui Giappone, Australia, Nuova Zelanda, gran parte del Sud-Est asiatico, Europa, Nord America, Cile e Argentina.

Le tensioni transfrontaliere e i conflitti regionali sono destinati a persistere, in particolare tra Afghanistan e Pakistan, India e Pakistan, Thailandia e Cambogia, Stati Uniti e Venezuela. I rischi legati al clima – ondate di calore, incendi e uragani – influenzano sempre più le scelte stagionali di viaggio. Sul fronte marittimo, aumentano le preoccupazioni per la sicurezza nei Caraibi e nel Pacifico orientale.

In America Latina, approcci securitari di tipo mano dura possono limitare le libertà civili dei migranti. Le minacce ibride, come cyber-attacchi, disinformazione e sabotaggi infrastrutturali, rappresentano un rischio crescente in Europa, soprattutto nei trasporti e nei sistemi bancari. L’instabilità politica in Paesi come Perù, Brasile e Colombia può sfociare in disordini, mentre la criminalità organizzata continua a essere un fattore critico in Messico, Ecuador e Brasile.

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Indicazioni per le aziende

Nel 2026 il contesto dei viaggi internazionali sarà caratterizzato da un equilibrio delicato tra opportunità e rischio. Tecnologia, pressioni ambientali e cambiamenti sociali si intrecciano con sfide consolidate come instabilità politica, criminalità e minacce sanitarie.

I viaggiatori più resilienti saranno quelli capaci di combinare informazioni in tempo reale, supporto esperto e consapevolezza personale. Per le organizzazioni che gestiscono la mobilità internazionale, queste analisi devono tradursi in politiche di viaggio, processi di pianificazione e sistemi di supporto sempre più integrati.

Il successo non dipenderà dalla semplice reazione alle notizie, ma dalla capacità di comprendere le dinamiche profonde che plasmano il settore. In un panorama complesso e imprevedibile, preparazione, flessibilità e visione strategica saranno decisive per garantire viaggi sicuri, efficaci e di valore.

 

Fonte Riskline

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