In quasi tutti i settori sentiamo parlare di lusso e di “livello premium” per prodotti e servizi che spesso rappresentano oggetti del desiderio, ma talvolta anche standard irrinunciabili.
Declinare il lusso nel mondo della mobilità aziendale e degli eventi B2B significa toccare molteplici aspetti del viaggio e dell’evento professionale: dai trasporti a ogni singola attività in trasferta, passando per i servizi di alloggio, ristorazione e prenotazione.
Per fare il punto sugli aspetti rilevanti oggi e sulle prospettive future, abbiamo posto alcune domande a Philippe Vignon, Managing Director di Glion, istituzione accademica internazionale attiva dal 1962 nella formazione d’eccellenza nei settori del lusso e dell’ospitalità.
Quali sono i punti rilevanti del lusso nel mondo viaggi ed eventi oggi, parlando in particolare di B2B (Business Travel e Mice)?
Nel settore B2B del travel e del MICE, il lusso non è più sinonimo di eccesso visibile o formalità. Oggi è definito da precisione, affidabilità e dalla capacità di orchestrare esperienze complesse con assoluta discrezione. Dai grandi congressi associativi ai lanci di prodotto e agli eventi corporate su misura, il lusso risiede nella fluidità del percorso, nella coerenza di tutti i touchpoint – offline e online – e, soprattutto, nella fiducia che i clienti ripongono nei propri partner.
Ciò che distingue realmente un servizio premium oggi è la capacità di anticipare i bisogni, gestire i vincoli in modo silenzioso e creare ambienti senza attriti in cui i decision-makers possano concentrarsi, relazionarsi e performare al meglio.
In quali di questi ambiti si attendono maggiori evoluzioni future e come si devono impegnare Alberghi, Trasporti e Servizi viaggio?
Le evoluzioni più significative avverranno nel punto di incontro tra progettazione dell’esperienza, benessere e integrazione intelligente. Oggi dagli eventi ci si aspetta un reale valore aggiunto: meno affaticamento, un uso più efficace del tempo ed esperienze che rispettino i ritmi umani e organizzativi. I clienti vogliono apprendere e confrontarsi, ma anche vivere esperienze uniche, autentiche e radicate nel territorio.
Questo implica il passaggio da servizi isolati a ecosistemi completamente connessi, in cui hotel, fornitori di trasporto, agenzie, ufficio congressi e organizzazione di gestione della destinazione collaborano in modo fluido. Gli investimenti dovrebbero concentrarsi non solo sulla tecnologia, ma anche su interoperabilità, resilienza e competenze umane – in particolare nella gestione della complessità, delle crisi e della diversità culturale.
In Europa e Italia, manterremo ancora la medesima attrattività e concentrazione di business per il lusso, da qui a 10 anni?
L’Europa resterà una delle destinazioni di lusso più attrattive al mondo perché incarna naturalmente i valori del lusso contemporaneo: patrimonio culturale, autenticità, profondità culturale e artigianalità. L’Italia occupa una posizione particolarmente forte, grazie alla combinazione di lifestyle, design, gastronomia e arte, vissuta in modo organico e profondamente radicato nella storia.
Tuttavia, l’attrattività di lungo periodo dipenderà dalla capacità delle destinazioni di gestire qualità, accessibilità e talenti. Il lusso prospera dove la qualità percepita dell’esperienza viene costantemente migliorata e dove l’eccellenza del servizio è oggetto di continuo rinnovamento.

Auto di lusso e viaggi di lusso, sono complementari e integrabili in che modo, se diverso rispetto al passato?
Oggi la mobilità di lusso non è più un simbolo, ma parte integrante del racconto complessivo dell’esperienza. I veicoli di lusso si sono trasformati in spazi privati ed emozionali che favoriscono comfort, riservatezza e continuità lungo il viaggio. Si integrano in modo naturale nell’esperienza di viaggio, contribuendo a una sensazione di coerenza e controllo.
In passato l’auto di lusso era soprattutto una questione di status; oggi è una questione di servizio, emozione e qualità delle transizioni tra i diversi momenti del viaggio.
La tecnologia può essere o no, un lusso e se sì, come?
La tecnologia diventa lusso quando elimina le frizioni anziché aggiungere complessità. Quando è intuitiva, discreta e protettiva, rafforza il senso di controllo e serenità che i clienti premium si aspettano. La tecnologia più raffinata è spesso invisibile: semplifica le decisioni, fa risparmiare tempo e rafforza la fiducia senza mai mettersi in mostra.
Ci sono impatti (negativi?) della AI nel lusso della mobilità?
L’intelligenza artificiale offre strumenti potenti, ma va utilizzata con attenzione. Esiste un rischio reale di standardizzazione se gli algoritmi privilegiano l’efficienza a scapito dell’unicità e della personalizzazione. La mobilità di lusso si basa su sfumature, giudizio ed intelligenza emotiva, soprattutto nelle situazioni sensibili o impreviste.
Un’eccessiva automazione può indebolire la dimensione umana che definisce il servizio premium. La sfida è utilizzare l’AI come abilitatore, preservando al contempo discrezione, adattabilità e leadership umana, elementi che i clienti apprezzano davvero.
Quali reputate siano le priorità del momento, per i fleet, travel e mobility manager?
Una priorità emergente è la necessità di ridefinire gli indicatori di performance. Oltre a costi ed efficienza, la mobilità di lusso dovrebbe essere valutata in termini di benessere, qualità dell’esperienza e fiducia. Anche la resilienza sta diventando un attributo premium: la capacità di gestire le criticità con calma e intelligenza fa ormai parte della promessa di lusso. Infine, il talento resta il fattore decisivo. Nessun sistema o piattaforma può sostituire professionisti formati per comprendere persone, culture ed emozioni.














