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DesignBlok 2026, Praga si accende: la luce unisce design, architettura e cultura

Dal 7 all’11 ottobre, la 28ª edizione del più grande festival del design dell’Europa centrale riunisce oltre 300 designer, studi e brand in alcuni dei luoghi culturali più rappresentativi della capitale ceca. Al centro, il tema della luce e il ritorno all’Industrial Palace restaurato, che ha ospitato la nuova edizione di DesignBlok Talks, la conferenza internazionale dedicata al futuro del progetto

La luce come conoscenza, verità, speranza e vita. È attorno a questo tema che Praga ha costruito DesignBlok 2026, la 28ª edizione del festival internazionale di design e moda che dal 7 all’11 ottobre ha trasformato la capitale ceca in una piattaforma diffusa per la creatività contemporanea. Oltre 300 designer, studi e marchi cechi e internazionali hanno animato mostre, installazioni, incontri e presentazioni, con circa 50.000 visitatori attesi nell’arco della manifestazione.

Nato nel 1999, DesignBlok è cresciuto fino a diventare uno dei principali appuntamenti europei dedicati al progetto, capace di mettere in relazione grandi aziende, studi indipendenti, nomi affermati e nuove generazioni di creativi. La sua identità si fonda sulla contaminazione tra discipline e sulla possibilità di portare il design fuori dagli spazi espositivi tradizionali, coinvolgendo musei, palazzi storici, gallerie e showroom distribuiti nei diversi quartieri della città.

L’edizione 2026 ha trovato nella luce il proprio filo conduttore, interpretato non soltanto come elemento tecnico e funzionale, ma anche come strumento capace di influenzare la percezione, le emozioni e il modo di vivere gli ambienti. Un tema sviluppato attraverso progetti espositivi, installazioni architettoniche e momenti di approfondimento professionale.

DesignBlok Talks, due giornate sul futuro del progetto

Tra gli appuntamenti centrali del programma, DesignBlok Talks ha ampliato per la prima volta la propria durata, articolandosi in due giornate, il 6 e 7 ottobre, in occasione della seconda edizione della conferenza. Oltre 40 architetti, designer ed esperti cechi e internazionali si sono confrontati sul rapporto tra luce, progettazione e cultura, attraverso tre aree tematiche: Future of Design, Future of Architecture e Future of Living.

Organizzata da DesignBlok in collaborazione con Dezeen, tra le principali testate internazionali dedicate al design, la conferenza ha riunito professionisti provenienti da ambiti diversi, dalla progettazione degli interni all’illuminazione, fino all’architettura e allo sviluppo del prodotto. Tra gli ospiti internazionali figuravano il lighting e interior designer Lee Broom, il designer norvegese Daniel Rybakken, Laurids Gallée e la specialista di colore e materiali Judith van Vliet. La scena ceca era rappresentata, tra gli altri, da Jan Plecháč, Maxim Velčovský, Lucie Koldová, Václav Mlynář e dai designer dello studio Dechem.

Il programma, curato e moderato da Max Fraser e Ben Hobson di Dezeen, ha approfondito la luce come fenomeno progettuale, strumento architettonico e simbolo culturale. L’ampliamento a due giornate ha consolidato il ruolo della conferenza all’interno del festival, offrendo un luogo di confronto tra professionisti, aziende e osservatori internazionali sulle direzioni future del design.

L’Industrial Palace torna al centro della scena

La sede scelta per DesignBlok Talks ha aggiunto un significato particolare all’edizione di quest’anno. La conferenza è stata infatti il primo appuntamento a svolgersi nella sala centrale dell’Industrial Palace, all’interno del complesso fieristico Výstaviště Praha, dopo il lungo intervento di ricostruzione.

L’edificio storico, risalente al 1891, torna così a ospitare eventi e incontri professionali, recuperando la propria funzione espositiva e culturale. Il suo ritorno nel programma di DesignBlok non si è limitato alla conferenza: il palazzo ha accolto anche la cerimonia dei DesignBlok Awards e le sfilate e premiazioni legate a Diploma Selection, il concorso europeo dedicato ai talenti emergenti del design e della moda.

La riapertura è stata accompagnata da visite guidate organizzate in collaborazione con Prague City Tourism, con l’obiettivo di raccontare al pubblico la storia dell’edificio e il percorso di recupero. Il progetto di restituzione dell’Industrial Palace alla città ha quindi coinciso con un appuntamento internazionale capace di metterne nuovamente in evidenza la vocazione culturale e la versatilità.

Dal Trade Fair Palace al Castello di Praga: il festival diventa diffuso

Il cuore espositivo di DesignBlok è tornato al Trade Fair Palace della National Gallery Prague, che ha ospitato centinaia di progetti tra mostre, installazioni e presentazioni di designer, aziende e scuole. Tra i protagonisti, Maxim Velčovský ha firmato un’installazione interattiva dedicata alla luce, al movimento e alla dimensione collettiva dello spazio.

La presenza di marchi internazionali ha confermato la crescente apertura del festival verso il mercato europeo. Tra gli espositori figuravano aziende italiane dell’illuminazione come Artemide, Luceplan, Coelux e Penta, insieme a realtà internazionali dell’arredamento e del progetto, tra cui Vitra, Ligne Roset, Occhio e Gallotti & Radice. Accanto a loro, i principali nomi del design ceco, tra cui Lasvit, Bomma e Brokis, hanno valorizzato il legame tra produzione contemporanea, tradizione artigianale e lavorazione del vetro.

Il programma si è esteso anche al Castello di Praga, con progetti che hanno messo in relazione design, storia e patrimonio culturale. Nella Riding School è stata presentata Design for Václav Havel, mostra dedicata al primo presidente ceco dopo la Rivoluzione di velluto, in occasione del novantesimo anniversario della sua nascita. Il percorso ha raccontato il rapporto tra Havel e il design attraverso oggetti, arredi e opere commissionati durante la sua presidenza.

Per la prima volta durante il festival, anche la Cappella della Santa Croce, nel secondo cortile del Castello, ha aperto le porte ai visitatori. Qui l’artista e designer Eva Eisler ha presentato Circle of Silence, un’installazione che utilizza la luce per invitare alla contemplazione e a un rapporto più consapevole con lo spazio, il tempo e la natura.

Al Museo delle Arti Decorative di Praga, invece, la mostra Retro Lamps: Rediscovered Stories of Czechoslovak Design from the 1950s–80s ha riportato l’attenzione sui progettisti che hanno contribuito alla storia dell’illuminazione cecoslovacca del secondo Novecento, spesso rimasti meno conosciuti rispetto agli oggetti da loro disegnati.

DesignBlok: dalla luce alle nuove generazioni

La ricerca sui linguaggi contemporanei ha trovato spazio anche nei progetti dedicati ai designer emergenti. Diploma Selection, giunto alla dodicesima edizione, ha presentato progetti di laurea in product e fashion design provenienti da università europee, offrendo una panoramica sulle nuove direzioni della creatività e della progettazione.

Accanto alla competizione, School Today ha coinvolto scuole e università dell’Europa centrale, mentre DesignBlok Talent Cards ha offerto ai giovani professionisti occasioni di visibilità e sviluppo professionale. Il programma ha affiancato così ai nomi consolidati un’attenzione strutturale verso chi si affaccia al settore, mantenendo il festival come luogo di incontro tra formazione, ricerca e industria.

La dimensione urbana è stata rafforzata anche dalle iniziative diffuse in città: oltre 50 gallerie, showroom e spazi indipendenti hanno partecipato alla manifestazione. Tra gli appuntamenti più visibili, l’installazione BEACON di Lee Broom, realizzata in collaborazione con il produttore ceco di illuminazione Brokis, ha portato il tema della luce in piazza Jan Palach, davanti al Rudolfinum.

Nel suo insieme, DesignBlok 2026 ha mostrato come il design possa funzionare da collegamento tra produzione industriale, ricerca artistica, architettura e vita pubblica. La luce ha offerto una chiave di lettura comune a progetti diversi, mentre la riapertura dell’Industrial Palace ha aggiunto al festival una dimensione simbolica: quella di un patrimonio storico che torna a vivere attraverso nuovi usi e nuove forme di incontro.

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