Nata alle Maldive, Atmosphere Hotels ha costruito la propria proposta attorno a resort che puntano su un modello di vacanza all inclusive pensato per offrire un’esperienza completa, dai ristoranti alle escursioni, fino ai trasferimenti. Il gruppo sta ampliando la propria presenza anche in altri mercati asiatici e in Italia, dove è approdato nelle Langhe con una struttura ricavata in un antico monastero.
Accanto al segmento leisure, la compagnia guarda al MICE e al business travel: la dimensione delle isole, gli spazi per meeting ed eventi e alcune soluzioni logistiche possono rendere i resort adatti anche a gruppi aziendali e buy out.
Atmosphere Hotels nasce alle Maldive. Qual è oggi il perimetro del gruppo?
«Siamo una compagnia che ha la propria base alle Maldive. Siamo nati con nove resort nell’arcipelago e oggi ci stiamo espandendo in India, Nepal e Sri Lanka, ma anche in Italia. Qui abbiamo già aperto nelle Langhe, a circa venti minuti da Alba.»
Che tipo di struttura avete portato in Italia?
«È un antico monastero del 1752, con 19 camere all’interno del monastero e una villa con altre sei camere, sulla cima della collina. C’è una chiesa sconsacrata in cui si possono organizzare matrimoni e cerimonie. In pratica, il borgo è nostro; l’unica villa che è rimasta al proprietario, che è un pittore, è stata aperta anche per noi, come una sorta di galleria.»
Qual è il core business del gruppo e come si articolano i vostri brand?
«Il nostro core business sono le Maldive. Abbiamo tre brand: Atmosphere, OBLU e OZEN. OZEN è il nostro marchio di lusso; OBLU comprende strutture a quattro e cinque stelle, mentre Atmosphere è il nostro segmento cinque stelle superior.»
Il modello all inclusive è uno degli elementi distintivi della vostra offerta. Come funziona?
«Il nostro concetto di base è l’all inclusive: abbiamo un unico prezzo, non tariffe separate per mezza pensione o pensione completa. Sono inclusi i trasferimenti, i massaggi, le escursioni, tutte le bevande, il cibo e i ristoranti. Il nostro punto di forza è proprio questo. Abbiamo una filosofia che chiamiamo “Joy of Giving”, la felicità di dare: quando i clienti arrivano nei nostri resort non devono preoccuparsi di pagare continuamente, ma devono sentire di avere già un pacchetto completo. Per questo non lo chiamiamo semplicemente all inclusive, ma “Holiday Plan”: un vero e proprio piano di vacanza.»
Anche la proposta gastronomica e le bevande contribuiscono all’esperienza?
«Lavoriamo in esclusiva con alcune cantine a livello internazionale: per esempio, con produttori del Sudafrica e della Spagna, oltre che con Bottega, che produce prosecco e vende in esclusiva nei nostri resort alle Maldive.»
Quali resort possono risultare particolarmente interessanti per il mercato italiano?
«Tra quelli che possono attirare maggiormente gli italiani c’è OBLU NATURE Helengeli, che ha una barriera corallina spettacolare: si passa da circa dieci a trenta metri di profondità e, quando si è sul reef, si riesce a vedere molto. Poi c’è il resort che si distingue per le spiagge e per la proposta all inclusive. Sono isole diverse tra loro: alcune hanno la barriera corallina proprio vicino alla riva e conservano un carattere molto naturale. In una di queste, per esempio, ci si può muovere a piedi: non ci sono biciclette né buggy, è una di quelle isole naturali di una volta.»
Passando al MICE, quali caratteristiche rendono le Maldive una destinazione adatta agli eventi aziendali?
«Il segmento MICE è importante per noi, perché è un settore molto B2B. Abbiamo già ospitato un gruppo italiano importante che ha acquistato in esclusiva un resort da 168 camere, combinando Sri Lanka e Maldive. Un aspetto interessante è la logistica: in alcuni casi gli idrovolanti hanno soltanto quindici posti, quindi, con un gruppo numeroso, bisogna coordinare molti trasferimenti e non sempre ci sono abbastanza mezzi disponibili.»
Quali soluzioni alternative proponete per semplificare gli spostamenti dei gruppi?
«Quando c’è un aeroporto domestico vicino, possiamo utilizzare un volo di linea e poi organizzare il trasferimento in barca. Questo aiuta molto. Il resort è interessante anche perché ha spiagge ampie, dove si possono organizzare cene di gala. Abbiamo un orto nostro che possiamo valorizzare e personalizzare per gli eventi, oltre a spazi disponibili per i meeting.»
Quali altre strutture si prestano a ospitare gruppi aziendali?
«Anche le isole più grandi si prestano al MICE. Si può parlare di gruppi da quaranta persone, ma spesso sono anche più numerosi: in questi casi bisogna personalizzare l’esperienza e costruire qualcosa su misura per il cliente. Ci sono poi strutture che, per dimensioni e posizione, sono particolarmente adatte a questo tipo di domanda.»
Quali sono oggi i principali mercati per il MICE alle Maldive?
«Il nostro primo mercato, anche per il MICE, è quello britannico; seguono i tedeschi e poi gli italiani. Per il mercato italiano funzionano molto le combinazioni Sri Lanka-Maldive e Dubai-Maldive. Quest’ultima è una delle più vendute; lo Sri Lanka è una destinazione un po’ più complessa, anche se permette di organizzare esperienze particolari, come cene di gala in luoghi suggestivi. Anche Istanbul-Maldive è una combinazione che si propone spesso, perché c’è un volo diretto da Istanbul alle Maldive».
In questa prospettiva, la sfida per Atmosphere Hotels è coniugare l’identità dei resort maldiviani con una domanda sempre più articolata, che accanto al viaggio leisure comprende anche meeting, eventi e soggiorni aziendali. Un’offerta che punta sulla personalizzazione e sulla formula Holiday Plan, con l’obiettivo di trasformare il soggiorno in un’esperienza completa, in cui logistica, servizi e attività contribuiscono a costruire una proposta su misura per ogni cliente.












