Diverse compagnie aeree europee hanno recentemente sospeso o modificato i voli verso Dubai e altre destinazioni mediorientali, a causa delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran in questo inizio 2026, sollevando preoccupazioni per la stabilità regionale e per la sicurezza dell’aviazione civile.
Le compagnie che sospendono i voli in medioriente
Air France ha cancellato temporaneamente i servizi Parigi-Dubai venerdì e sabato scorsi, citando la situazione volatile in Medio Oriente. Le operazioni sono riprese successivamente, ma la compagnia continua a monitorare attentamente gli sviluppi.
KLM ha adottato misure più ampie, sospendendo i voli per Dubai, Riyadh, Dammam in Arabia Saudita e Tel Aviv fino a nuovo avviso. La compagnia olandese sta evitando, come misura precauzionale, lo spazio aereo su Iran, Iraq, Israele e diversi Stati del Golfo.
Anche Luxair, British Airways e Transavia hanno cancellato i servizi del fine settimana per Dubai. Lufthansa ha sospeso i voli per Teheran fino al 28 marzo, mentre ITA Airways ha interrotto i voli notturni per Israele.
La politica estera militare di Trump incide sui viaggi aerei
Le interruzioni seguono i commenti del presidente americano Donald Trump sul dispiegamento di mezzi navali statunitensi in Medio Oriente, rinnovando i timori di possibili azioni militari contro l’Iran per la repressione violenta delle proteste antigovernative.
Le cancellazioni mostrano quanto rapidamente le tensioni geopolitiche possano riversarsi nell’aviazione civile. Le compagnie aeree hanno sottolineato che la sicurezza di passeggeri e equipaggio rimane la priorità assoluta, mentre continuano a monitorare la situazione per garantire i massimi livelli di sicurezza operativa. La situazione rimane fluida, con le compagnie che valutano giorno per giorno le condizioni per eventuali riprese dei servizi.














